ACCELERARE LA VACCINAZIONE: UMBRIA, VENETO E CAMPANIA GUARDANO ALLO SPUTNIK RUSSO. E SULLO SFONDO C’E’ ANCHE CUBA…

lunedì 15th, febbraio 2021 / 18:29
ACCELERARE LA VACCINAZIONE: UMBRIA, VENETO E CAMPANIA GUARDANO ALLO SPUTNIK RUSSO. E SULLO SFONDO C’E’ ANCHE CUBA…
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CHIUSI –  Fa discutere, quantomeno sui social, la proposta del sindaco di Chiusi sulla vaccinazione di massa, da far seguire al tracciamento, in un’area circoscritta, come potrebbe essere appunto Chiusi, per capire e studiare un modello di vaccinazione su base territoriale e non solo per fasce di età e categorie…

In Regione Toscana la cosa è al vaglio degli esperti. Intanto sul fatto che serva una accelerata alla campagna vaccinale, sembrano essere tutti d’accordo. Ma questo cozza con i ritardi nelle forniture dei vaccini da parte delle varie case farmaceutiche e quindi con la carenza di dosi disponibili. In ogni caso oggi sia in Toscana che in Umbria è partita la vaccinazione degli over 80, oltre quella di alcune categorie considerate più a rischio.

E dall’Umbria arriva la notizia – rilanciata da Repubblica – che la Giunta leghista di Donatella Tesei e dell’assessore Coletto, che è in prestito dal Veneto, sarebbe interessata – insieme al Veneto di Zaia e alla Campania di De Luca – al vaccino russo Sputnik 5. Non per comprarne però le dosi necessarie, ma per acquistarne il brevetto e metterlo poi in produzione in Italia. «I governatori De Luca della Campania, Zaia del Veneto e Tesei dell’Umbria stanno valutando la possibilità di acquistare in proprio i vaccini e guardano con interesse a Sputnik. Ora che il distretto farmaceutico del Lazio si è trasformato in un hub anti-Covid, tanto sui vaccini quanto sui monoclonali, sull’asse che va da Pomezia a Ferentino, i russi guardano al territorio per trovare partner» scrive Repubblica, secondo cui “un ruolo importante potrebbero averlo, in particolare l’azienda Biomedica Foscama di Ferentino, che potrebbe occuparsi del confezionamento, e la società Acs Dobfar di Anagni, per la produzione, con la riconversione dei suoi fermentatori”.  Qualche contatto tra i russi e gli emissari delle tre regioni ci sarebbe già stato.

Con il Vaccino AstraZeneca che viene somministrato agli under 55 di alcune categorie (personale scolastico, delle forze dell’ordine, dei servizi essenziali) ma che non convince del tutto per la bassa efficacia (60%) e con i vaccini Pfizer e Moderna che arrivano col contagocce, la produzione in Italia del vaccino Sputnik di fabbricazione russa potrebbe aiutare nel breve ad accelerare i tempi della campagna di immunizzazione. Sputnik è stato il primo vaccino ad entrare in circolazione e ad essere somministrato alla popolazione russa, è considerato affidabile ed efficace. Così come il Soberana 2 di fabbricazione cubana, che però sarà disponibile solo a primavera, non prima, e che Cuba ha già destinato non solo alla propria popolazione, ma anche a quella del Venezuela e dell’Iran…

Tra gli scienziati italiani e gli amministratori regionali sono in molti a sostenere che il primo investimento da fare, se necessario anche con i soldi del recovery plan, deve essere quello per assicurarsi le dosi di vaccino, anche attraverso l’acquisizione dei brevetti e il potenziamento degli stabilimenti in cui avviare la  riproduzione in casa. Il fatto che le case farmaceutiche stiano innescando una sorta di asta sui vaccini è uno scandalo. Cone è uno scandalo che non rispettino le cadenze e i contratti di fornitura stipulati con i vari paesi e con l’Unione Europea.

Sabato, da Fazio,  Rosy Bindi, ex ministro della sanità, ricordava come nel 1955 Albert Sabin, lo scopritore del vaccino anti-polio, alla domanda sul perché non lo avesse brevettato, rispose che “non si può brevettare il sole”. Per dire che il vaccino, qualunque esso sia, contro una pandemia planetaria, non può essere oggetto di mercato, ma deve essere considerato un bene comune, un patrimonio dell’umanità, una risorsa cui tutti debbono poter accedere, come il sole e l’acqua…

Solo che questa storia dei vaccini, con la Russia e Cuba in campo, potrebbe cambiare molti scenari anche geopolitici e non solo sanitari. La questione sanitaria potrebbe far cadere altri muri dopo quello di Berlino, come la diffidenza verso la Russia da parte dell’Occidente e della Cina, la fine dell’embargo (el bloqueo) degli Usa verso Cuba… Il neo presidente Biden ha detto che intende vaccinare 300 milioni di americani entro agosto. Gli basteranno quelli di Pfizer e Moderna?

M.L.

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