ZONE GIALLE E VACCINAZIONE… MA LA CURVA DEI CONTAGI SCENDE PIANO. INTANTO PERO’ E’ SCOMPARSA L’INFLUENZA

martedì 12th, gennaio 2021 / 11:08
ZONE GIALLE E VACCINAZIONE… MA LA CURVA DEI CONTAGI SCENDE PIANO. INTANTO PERO’ E’ SCOMPARSA L’INFLUENZA
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CHIUSI – Due giorni fa, una splendida riflessione, pensiero acchiappato al volo, della nostra Elda Cannarsa ci spiegava come questo cazzo di virus ci abbia portato in un altro mondo, al quale in un modo o nell’altro dovremo fare l’abitudine. Ma ci diceva anche che bisogna vivere e uscire dal loop, consapevoli però che questa emergenza da pandemia non può essere considerata e non sarà solo una “parentesi”. Intanto da ieri Umbria e Toscana sono di nuovo zona gialla, una morsa leggermente meno stretta. Già riassaporare il gusto del caffè preso al bancone del bar e non per strada su un bicchierino di carta, è tutta un’altra storia. Sono riprese anche le lezioni in presenza nelle scuole superiori, con misure di “distanziamento” e controllo anche sui mezzi pubblici e alle fermate dei pullman che portano gli studenti.
Va avanti anche la campagna vaccinale: in Italia sono state superate le 700 mila dosi già somministrate, primo Paese in Europa. Meglio della Germania. Stavolta i tedeschi sono stati gli italiani. Nel mondo l’Italia è settima per somministrazioni dietro a Cina, Usa, Israele, Regno Unito, Emirati arabi e Russia. Oltre alla terza tranche delle fiale Pfizer, si attende anche la prima fornitura di circa 47 mila dosi da parte di Moderna. Una delle ipotesi è di inviarle alle Regioni più virtuose, cioè a quelle che hanno mostrato un ritmo più elevato nella somministrazione in base al numero di iniezioni praticate nei giorni scorsi. Le categorie destinatarie restano per ora quelle degli operatori socio-sanitari, ma le autorità stanno valutando se avviare subito la campagna di vaccinazione degli over 80, in modo da limitare il numero dei decessi e dei ricoveri. Subito dopo toccherebbe agli insegnanti di ogni ordine e grado. La Toscana è una delle regioni più avanti come percentuale di vaccinazioni sul totale delle dosi ricevute: 43.148 iniezioni, pari all’82,5% delle dosi disponibili. Anche l’Umbria tra le regioni che corrono di più. Insieme a Veneto e Campania.
Però, nonostante tutto, la curva dei contagi fatica a scendere in tutta Italia il numero dei contagi continua ad essere alto e quello dei decessi sempre intorno ai 500 al giorno. Nel nostro territorio, che è quello di confine tra Umbria e Toscana la situazione tende al miglioramento quasi ovunque, ma con un andamento altalenante, sia sul versante toscano che su quello umbro. Non mancano casi particolari più preoccupanti, come quello di Sarteano dove si sono sviluppati alcuni focolai, con 51 positivi al momento e  un decesso. Ne dà conferma questa mattina  il sindaco Francesco Landi:  “I cluster sarteanesi sembrano essere circoscritti con 30 persone positive al momento in paese e, purtroppo, i ricoveri che salgono a 4.
Sulla Residenza per Anziani delle Suore del Santo Volto devo purtroppo dare comunicazione del decesso della ospite ricoverata da prima della nascita del focolaio. Ci stringiamo tutti intorno ai familiari. Sono invece 15 gli ospiti positivi (uno dei quali ricoverato ma per cause diverse dal covid), 3 le suore e 3 i dipendenti contagiati. Oggi sono stati eseguiti nuovamente i tamponi e, quotidianamente, sono in contatto con la Superiora e con le Unità Usca della Usl che mi relazionano sulle condizioni stabili di tutti gli ospiti”.
A Sarteano nel prossimo weekend, tra venerdì e domenica verrà effettuato uno screening di massa con tamponi antigenici rapidi gratuiti a tutta la popolazione. L’iniziativa, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, è della Regione Toscana, che nell’occasione si avvarrà dell’apporto di associazioni volontaristiche e medici in pensione, oltre al personale Asl.
Il passaggio a zona gialla con la riapertura dei bar ha riacceso la voglia di aperitivo e di… movida, anche se solo fino alle 18. Ma tutti i sindaci impegnati a garantire servizi sicuri per le scuole e le procedure di vaccinazione presso le Rsa cui è stata data giustamente la priorità, insistono altrettanto giustamente sulle misure precauzionali (distanziamento, mascherina, lavaggio frequente delle mani) per non disperdere il buon lavoro fatto fin qui.
E a questo proposito vale la pena fare un’altra riflessione. La prendiamo a prestito dall’amico Davide Astolfi, che su Facebook ha scritto:
“L’alto numero di contagi (e purtroppo di decessi) osservati in Italia ci fa spesso incappare in una fallacia logica bifronte: pensare che i sacrifici che abbiamo fatto siano totalmente inutili, o pensare che ci siano orde di barbari che fanno i festini alle spalle dei diligenti cittadini rinchiusi in casa.
Riflettiamo però su un argomento che dovrebbe renderci visibile l’effetto sulla propagazione dei virus delle misure di distanziamento: quest’anno non si vede alcuna traccia dell’influenza.
Questo vuole dire che davvero siamo stati distanziati, che lo abbiamo fatto in media molto bene e che questi comportamenti mitigano la diffusione dei virus. Purtroppo il Covid è una pessima bestia: è molto più contagiosa dell’influenza ed è sconosciuta al nostro sistema immunitario e quindi abbiamo meno strumenti per respingerlo. Quindi credo sia sbagliato pensare che i sacrifici che abbiamo fatto non siano serviti a niente: verosimilmente, a parità di organizzazione sociale, sanitaria e politica della pandemia (checché se ne pensi), la situazione senza i sacrifici di tutti noi sarebbe potuta essere molto peggiore”.
Ha perfettamente ragione il nostro Astolfi. La scomparsa dalla scena dell’influenza stagionale è il prodotto delle misure di contenimento adottate e rispettate dalla popolazione.  Tra il 2007 e il 2017 (ultimo anno su cui abbiamo i dati), l’influenza è stata la causa iniziale e diretta di morte per un totale di 5.060 persone, una media di 460 l’anno. A seconda delle stime dei diversi studi, vanno poi aggiunte tra le 4 mila e le 10 mila morti “indirette”, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza. Dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Ricapitolando: se contiamo i morti “diretti” per influenza, tra il 2007 e il 2017 sono stati in totale poco più di 5 mila; se si considerano anche i decessi “indiretti” il numero sale di molto e potrebbe potenzialmente a superare le 10 mila l’anno e le 100 mila morti in totale nel decennio. Questo dato è bene tenerlo presente.
Così come quando si dice (e si sente dire) che il caffè al bar, l’aperitivo, la cena al ristorante, la serata al teatro o al cinema, i concerti, la partita allo stadio, la gita fuori porta, sono tutte cose superflue delle quali si può fare a meno, è bene tenere presente che anche senza Beethoven, Pavarotti o i Led Zeppelin, senza Crujiff e Maradona, senza Shakeaspeare e Calvino, senza i giornali e il cellulare l’umanità sarebbe sopravvissuta lo stesso, ma la vita sarebbe stata certamente peggiore. Ed è bene tenere presente che con quelle cose che sono superflue c’è gente che ci deve campare e sbarcare il lunario. Che c’è gente che non ha lo stipendio sicuro o la pensione, né la Cassa integrazione…  Ecco, tra le varie riflessioni, anche questa facciamola ogni tanto, soprattutto quando vediamo un bar che alle 18 deve chiudere la saracinesca.
m.l.
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