IL PRODIGIO JANNIK… CHE A 19 ANNI HA GIA’ CAPITO DOVE SI PAGANO MENO TASSE

lunedì 16th, novembre 2020 / 19:53
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IL PRODIGIO JANNIK… CHE A 19 ANNI HA GIA’ CAPITO DOVE SI PAGANO MENO TASSE
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Ne hanno parlato tutte le Tv e tutti i giornali. L’Italia ha trovato un nuovo campione della racchetta. Uno di quelli che sembrano dei predestinati. Di quelli bravi, parecchio. Si chiama Jannik, come un altro campione di tennis, il francese Noah, che oggi ha 60 anni… Però con la J e non con la Y iniziale: Jannik Sinner.

Il cognome non sembra a dire il vero italianissimo. Ma neanche Gustav Thoeni sembrava italianissimo. E Sinner parla un po’ come Thoeni. E’ nato infatti a San Candido, Provincia di Bolzano, Alto Adige, dove gli italiani sono più austriaci che italiani e parlano più tedesco che italiano. E’ giovanissimo. E’ del 2001, non ha neanche 20 anni.

E due giorni fa, a 19 anni e tre mesi (scarsi) ha vinto il Sofia Open, diventando il tennista italiano più giovane ad aver vinto un torneo nell’era Open, conquistando il suo primo titolo ATP.Ora è al n° 37 del ranking mondiale, il migliore tra gli under 20.

Jannik poteva diventare uno sciatore, cosa più normale in Cadore, e infatti comincia con lo sci, ma già a 8 anni passa al tennis. Troppo lunghi e sfibranti gli allenamenti, troppo brevi invece le gare scistiche ha detto in una intervista.

Ha già vinto abbastanza con la racchetta. Nelle prove del Grande Slam ha raggiunto i quarti di finale al Roland Garros nel 2020, risultando anche in questo caso il tennista del proprio Paese più precoce a spingersi così avanti in un Major. Ha inanellato inoltre tre titoli Challenger e due  Itf è stato il più giovane trionfatore alle NextGen Atp Finals, nell’edizione 2019 (vinte a 18 anni e 3 mesi), consacrandosi come tennista rivelazione dell’anno.

Insomma un mezzo prodigio. Forse un campione vero che potrà rinverdire i fasti di Pietrangeli, Panatta e Bertolucci.

A Sofia ha giocato con una maglietta verde militare e un cappelino in testa a coprire la capigliatura pel di carota… Qualcosa di rosso aveva anche lui, insomma, e qualcuno avrà pensato a quella maglietta scarlatta, esibita da Panatta e Bertolucci in Cile, davanti a Pinochet, nel ’76…

Gli altoatesini parlano poco, anche i campioni. E pure Jannik Sinner non fa eccezione, non si esalta e non si scompone. Sembra che abbia più di 19 anni appena…

Il tennis deve averlo preso come una cosa maledettamente seria, fin dai primi colpi… A 13 anni, nel 2014, infatti Jannik si trasferisce a Bordighera, dalla parte opposta delle Alpi, in Liguria, al confine con la Francia, perché lì c’è il più antico Tennis Club d’Italia (il Bordighera Lawn Tennis Club 1878). A seguirlo e allenarlo sono Ricardo Piatti e Andrea Volpini.

Le cronache di questi giorni ci dicono anche che il giovanissimo “per di carota” Jannik Sinner  promettentissmo tennista italiano, ha fatto un altro passettino, geograficamente parlando: ha preso la residenza a Montecarlo. Di là del confine… 

Non perché ci sia un tennis club migliore, ma probabilmente per ragioni… fiscali. Come molti altri campioni, di tanti sport, dal tennis, alle moto, dalla Formula Uno al golf… Gli sport da ricchi, diciamo.

Il ragazzo a 19 anni e due mesi avrà fatto finora forse una sola dichiarazione dei redditi, quella appunto del 2020, per i redditi del 2019, prima era minorenne.. Ma ha già capito come gira il mondo se fai parte di un certo mondo. Avrà intorno fior di commercialisti, avvocati, procuratori, perché se sei bravo e vinci i tornei del Grande Slam diventi pure una gallina dalle uova d’oro… 

Sarà anche molto bravo e motivato Jannik, e infatti i media lo presentano come un “modello” per i giovani italiani, un esempio per chi voglia arrivare nello sport, uno che già da piccolissimo si è sottoposto ad allenamenti professionali, quindi a sacrifici…

Questa cosa della residenza monegasca, però ce lo fa stare un tantino meno simpatico. Che lo faccia un campione all’apice della carriera, con tanti soldi da gestire, è più comprensibile (non giustificabile, perché le tasse vanno pagate nel proprio paese), che lo faccia invece un ragazzino alle prime vittorie, no. Non è nemmeno comprensibile. E’ solo una rovinosa caduta di stile. Un messaggio sbagliato, negativo, fuorviante. Tutt’altro che edificante. Colpa di chi gli sta intorno? Può darsi, ma…

Sotto questo aspetto, caro Jannik, lasciatelo dire, non sei un bell’esempio.

M.L.

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