C’E’ ANCORA SPAZIO A SINISTRA DEL PD? IL VOTO IN TOSCANA DICE DI SI’. PARADOSSALMENTE

C’E’ ANCORA SPAZIO A SINISTRA DEL PD? IL VOTO IN TOSCANA DICE DI SI’. PARADOSSALMENTE
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Dopo aver superato un iniziale sconforto per i risultati elettorali, anche per non averli ben visti, mi sono messo a ragionare sulla possibilità di una sinistra a sinistra del Pd. Ora, che lo spazio ci sia mi pare un fatto assodato; in ogni caso è un tentativo che va fatto, il Pd non entrandoci più niente da tempo con la sinistra ed essendo, allo scopo, irrecuperabile. Per esperienza, maturata tra l’altro in condizioni necessarie e migliori, posso dire che la prospettiva di, come si diceva una volta, “incidere dall’interno” è nulla. Quello che c’è è uno spazio sociale, rappresentato da una classe lavoratrice e da settori di popolo senza rappresentanza o rappresentanza distorta e uno spazio politico, reso visibile dal fatto che una parte degli elettori del Pd lo votano per mancanza di una alternativa, alcuni, come diceva la nota frase, turandosi il naso.
Vorrei prendere la Toscana come caso di scuola, più o meno riproducibile per tutto il Paese. La somma delle percentuali delle tre formazioni presentatisi fuori dal centro sinistra ammonta praticamente al 5%. Sommando la sinistra alleata col Pd, si supera abbondantemente questa soglia. Voglio alludere al fatto che, in presenza di una legge elettorale proporzionale con sbarramento al 3 o, al limite, anche al 5% una sinistra autonoma riunificata potrebbe competere con possibiità di successo, maggiori nel caso sia comprensiva di quella di governo.
Bisogna partire dal fatto che le microformazioni oggi esistenti hanno irriducibili diversità di carattere ideologico e di cultura politica. Bisogna fare come ha fatto il M5S. Anche lui presentava al suo interno il diavolo e l’acqua santa (con prevalenza del diavolo). Hanno trovato un punto di unificazione nella distruzione del sistema politico esistente e degli istituti democratici. Anche noi, all’inizio, dobbiamo unificarci in un no. No ad un Paese senza sinistra! L’elemento dirimente diventa il programma insieme ad uno stringente patto di unità d’azione che insieme definiscono l’identità di una forza (contenitore, partito per correnti, la formula politico organizzativa la troveremo) unita, unitaria, ma plurale.
Detta così sembra facile e invece è difficilissima. Ma è una partita da giocare assolutamente. Ho traversato un’epoca della vita nella quale dicevamo non vogliamo morire democristiani. Adesso non vorrei morire piddino.
Leonardo Caponi
*giornalista ed ex senatore Rifondazione Comunista.
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