SANITÀ IN UMBRIA, LUCA BRIZIARELLI: RISPOSTE A TUTTI MA NON CON TUTTO DAPPERTUTTO

SANITÀ IN UMBRIA, LUCA BRIZIARELLI: RISPOSTE A TUTTI MA NON CON TUTTO DAPPERTUTTO
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Ieri, domenica 28 giugno, si è svolta l’Assemblea pubblica indetta dal Comitato Art32 nella sede di Sant’Agostino a Città della Pieve. Presenti all’appello istituzionale il sindaco di Montegabbione, Fabio Roncella, il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini, e il senatore Luca Briziarelli (Lega).

In una sala piena a metà a causa della normativa sulla protezione individuale, il Comitato ha esposto una proposta di riorganizzazione sanitaria elaborata sulla base delle necessità del territorio del Trasimeno Pievese e dell’Alto Orvietano, dove, afferma, l’assenza di una politica sanitaria fondata sul principio di equità ha determinato una totale inadeguatezza delle strutture sanitarie esistenti.

Due le richieste del Comitato: la riconversione dell’ex ospedale di Città della Pieve in presidio di area disagiata che per legge deve prevedere un Pronto Soccorso (che farebbe riferimento al Santa Maria della Misericordia di Perugia), 20 posti letto di medicina, un proprio organico di medici e una chirurgia in grado di effettuare interventi di day surgery e week surgery.

Sul piano di una programmazione a lungo termine, il Comitato propone la costruzione di un Polo Unico del Trasimeno ispirandosi al modello di rete ospedaliera hub and spoke. Ovvero un limitato numero di sedi Hub (centri di eccellenza) attrezzate per la cura delle patologie più complesse e un numero di centri spoke, o ospedali di territorio, per la cura delle patologie a bassa complessità. Un modello già in parte realizzato in Umbria con le eccellenze di Perugia e Terni e gli ospedali di terapia a bassa complessità come Branca e Pantalla.  Il Presidio di area disagiata, sostiene il Comitato, cesserebbe la sua attività in seguito all’apertura dell’ospedale unico del Trasimeno.

In una seconda fase dell’esposizione, dati alla mano, il Comitato ha dimostrato come la mobilità interregionale, auspicata da alcune figure istituzionali tra cui l’ex commissario straordinario della Usl 1, Luca Lavazza e, più recentemente, dal sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, non può e non deve essere la soluzione alla carenza di servizi nel territorio.

Nel suo intervento, il sindaco Roncella ha ribadito la necessità di avere un presidio sanitario con pronto soccorso a Città della Pieve, sede che, per i comuni dell’Alto Orvietano, risulta facilmente e rapidamente raggiungibile, ma non si è mostrato interessato al progetto di un polo unico, lasciando anche capire che non è compito di un sindaco o dei cittadini fare proposte relative a materie di governo, come, appunto, la sanità. “Mi accontenterei di avere un presidio adeguato, che ci è stato tolto”, ha affermato, “e vorrei lasciare a chi ci governa l’onere e l’onore di decidere come strutturare i servizi”.

Il sindaco Risini ha invece confermato la sua posizione a favore di un presidio di area disagiata e, a lungo termine, di un ospedale del territorio.

Nel riaffermare che dal punto di vista sanitario il territorio del Trasimeno Pievese e dell’Alto Orvietano è stato dimenticato, il senatore Briziarelli, che segue la vicenda in prima persona da circa due anni, ha tuttavia annunciato in anteprima, e in seguito ad un contatto telefonico con l’assessore Coletto,  che ci sono decine di milioni di euro di buco in sanità che non erano stati segnalati e certificati. Quindi, bisognerà fare i conti con l’eredità effettivamente a disposizione.

Premesso questo, il senatore ha sostenuto la necessità di una sanità di base nel territorio in termini di servizi ospedalieri e copertura dell’emergenza-urgenza, confermando che la struttura di Città della Pieve avrà il centro di diagnostica. Pianificazione che, del resto, era stata prevista nella riqualificazione della Casa della Salute da parte della giunta precedente.

Al contempo, ha espresso dubbi sul polo unico che potrebbe essere la scusa per non dare risposte immediate ai cittadini. “Per inseguire qualcosa di irrealistico”, ha affermato, ” si rischia di restare senza servizi oggi”. È certo che il piano sanitario pre-adottato dalla precedente giunta (facente funzione) Paparelli- Bartolini verrà ampiamente rivisto, se non rifatto, in quanto non risponde, secondo la giunta attuale, alle reali necessità sanitarie della regione.

La squadra della Tesei sta quindi stilando un libro bianco che dica come stanno le cose e come si possono dare risposte. È importante dare risposte efficaci, prosegue il senatore, meno importante, se non irrilevante, è cosa ci sia scritto fuori dalla porta di una struttura che offre i servizi sanitari di cui c’è bisogno.

Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza, Briziarelli ha annunciato che si sta programmando per l’estate prossima un bando per  la strutturazione di un elisoccorso in quanto l’Umbria e il Molise (che sta provvedendo) sono le uniche due regioni in Italia a non averne uno proprio. L’Umbria, ad oggi, usufruisce dell’elisoccorso delle Marche, con un sostanzioso aggravio di costi. La rete di emergenza-urgenza, dunque, dovrà sì garantire i presidi territoriali ma è necessario impiantare un servizio che in casi di massima gravità possa arrivare all’ospedale specializzato nel più breve tempo possibile.

Un tema, quello dell’elisoccorso, molto in voga nelle dissertazioni sull’emergenza-urgenza dei precedenti decisori pubblici.

In conclusione, l’intenzione della giunta attuale, come si evince dalle parole del senatore, è di “dare risposte a tutti ma non con tutto dappertutto”.

Insomma, a buon intenditor…

e.c.

Foto: Alessandra Fadda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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