CITTA’ DELLA PIEVE, RISINI HA UN PROBLEMA: I PASDARAN. E SULLA SEGRETARIA DEL SINDACO INTERVIENE ANCHE IL PD

sabato 09th, maggio 2020 / 12:11
CITTA’ DELLA PIEVE, RISINI HA UN PROBLEMA: I PASDARAN. E SULLA SEGRETARIA DEL SINDACO INTERVIENE ANCHE IL PD
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CITTA’ DELLA PIEVE. Dopo le prese di posizione della lista Città della Pieve in Comune e di alcune figure di rilievo come Ivan Marchesini, Maria Luisa Meo, Lucia Annunziata o Lorenzo Berna (i primi tre di area centro sinistra, il secondo di area centro destra, quindi più vicino ala maggioranza attuale), dopo che il Richelieu locale Gianni Fanfano se l’è presa con il sindaco di Chiusi e il suo assessore Micheletti per il like messo dai due sotto la nota di Simona Fabbrizzi (ma che c’è di strano se due amministratori di centro sinistra mostrano apprezzamento per la posizione di una esponente della stessa parte politica, peraltro sostenuta anche nella campagna elettorale?) ecco che arriva anche una nota del Pd pievese. Il tema è quello dell’assunzione della segretaria o “figura di sostegno” fatta dal sindaco Risini, dopo che un anno fa aveva dichiarato solennemente “mai assumerò una figura del genere”, prendendo con ciò le distanze dall’operato delle giunte precedenti. Ovviamente anche da parte del Pd non arriva un applauso a Risini.

La decisione presa dal Sindaco di Città della Pieve Fausto Risini di assumere la figura di supporto all’attività amministrativa, che un tempo si sarebbe definita segretaria del Sindaco, ci ha sorpresi e stupiti nei tempi, nei modi e nella persona” scrive il Pd pievese, che poi continua:
“Il Sindaco, in campagna elettorale, aveva annunciato con forza che non avrebbe mai fatto ricorso a una figura di questo tipo, differenziandosi dalle precedenti amministrazioni e preferendo investire il denaro risparmiato con nomina di esperti che avrebbero dovuto elaborare progetti per lo sviluppo  della città. Proprio i tempi e la crisi che stiamo vivendo sarebbe stata l’occasione per dare esecuzione alla volontà politica dichiarata con pervicacia dal Sindaco Risini. Nei modi, sappiamo benissimo che la nomina è di stretta pertinenza del Sindaco ma visto che si impegnano soldi pubblici, sarebbe stato opportuno per lealtà ed etica anche politica, valutare tra più profili, scegliendo poi comunque il più gradito, secondo quanto consente la normativa.
Crediamo inoltre che nominare una persona candidata nella lista vincente, sebbene non eletta, rappresenti più un’operazione all’antica, di recupero politico che un affidamento professionale. L’unione comunale del Partito Democratico di Città della Pieve, che ha sostenuto la scelta del gruppo di minoranza nell’astenersi dall’approvazione del bilancio, per favorire un’azione più rapida dell’amministrazione comunale e nell’interesse della cittadinanza in questa fase delicata di crisi sanitaria, vigilerà ancora di più sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Auspichiamo comunque che la scelta del Sindaco, a nostro avviso infelice, non sia alternativa al bisogno collettivo di investire su vere professionalità che aiutino tutta Città della Pieve che ora ha necessità di superare la crisi e di riprendersi il posto che si merita e che ha sempre occupato negli ultimi decenni a livello regionale e nazionale”. 

Ora, diciamolo chiaramente: Il nodo non è l’assunzione in sé, che è del tutto legittima e alla fine non lo è neanche la persona assunta, anche se il fatto che sia una candidata non eletta della lista Risini, qualche considerazione politica la produce. E’ l’ennesima cambiale pagata? E’ un contentino ad una persona che si è distinta nella “difesa della rivoluzione”, o ad un’area politica che si è dissolta (quella dei 5S) e dopo la defezione di Keti Neri non ha più riferimenti nella maggioranza? Si tratta di domande legittime, non meno dell’assunzione. Ma questo attiene alla politica. Il nodo è un altro.

Il nodo è che il sindaco Risini si è rimangiato una affermazione perentoria con cui marcò la distanza e la differenza rispetto alle giunte precedenti. E ha fatto cadere uno dei cardini della sua “rivoluzione”. La differenza con il passato, appunto.

E ora dovrà anche stare attento a come si muoverà la “segretaria” assunta, Fabiana Bellini, perché il rischio che quest’ultima appaia come una sorta di “commissario politico” è alto, del resto non può svolgere ruoli amministrativi, ma solo di sostegno all’attività politica e di comunicazione della giunta. Però non è un addetto stampa.

Fausto Risini non è uno di primo pelo, avrà calcolato il rischio e saprà come gestire la faccenda.

Ma Fausto Risini ha un problema. E non ha neanche nessuno a Houston a cui fare appello. Al massimo può chiamare Briziarelli, che finora lo ha tenuto sottobraccio come faceva Gentile con Maradona o Zico…

Il problema di Risini è quella pletora di pasdaran (alla lettera “guardiani della rivoluzione”) che sui social mitraglia chiunque osi porre domande o questioni. Soprattutto se chi fa domande non è pievese il fuoco è continuo, incessante, martellante, come se qualcuno avesse provato a entrare nella cittadella. Compiendo con ciò un atto di lesa maestà…  Sembra di essere tornati al Medioevo. O al komeinismo.

I pasdaran che sparano merda sulla stampa, sui giornalisti, sulle opposizioni, sui partiti e su chiunque non sia allineato al nuovo ordine, accusano tutti di essere nemici preconcetti, asserviti al vecchio potere, pensano che siccome la rete è libera, su social si possa scrivere di tutto, offese personali comprese, ma non è così. E questo per Risini è un problema grosso come una casa.  Primo perché i cecchini e le guardie scelte gli fanno più danno che gioco. Secondo perché certi post, certe affermazioni potrebbero finire in tribunale e probabilmente ci finiranno e allora trovarsi nel ruolo di “mandante” (anche a sua insaputa, ma per responsabilità oggettiva) potrebbe essere una posizione scomoda.

A nostro modestissimo avviso, Risini non ha bisogno dei pasdaran.  Non è un Aiatollah, non è un fondamentalista. Non lo è mai stato. Si è messo contro i vecchi compagni, ma questo non significa che sia diventato un “facinoroso”.  Certo, se si contorna di facinorosi rischia di essere risucchiato dal gorgo… Ha vinto le elezioni e per 5 anni deve governare. Uno è già passato. Tutto ‘sto cambiamento non si è visto, ma va anche detto che gli ultimi 3 mesi c’è stata l’emergenza Covid che ha congelato tutto (o quasi) e ancora non è finita. Alzare barricate non servirà a nessuno…

Per esempio, se il sindaco pievese avesse aderito o sostenuto la nostra proposta e poi la battaglia dei suoi colleghi di Chiusi e Castiglione del Lago sugli spostamenti fuori regione nei comuni confinanti, avrebbe dato un contributo non solo a quella richiesta, ma anche alla creazione di un clima più disteso e politicamente proficuo. Non lo ha fatto. Forse perché qualcuno gli ha consigliato di non confondersi con quelli del Pd…

E non ha neanche preso le distanze dai commenti scurrili e offensivi dei suoi “guardiani della rivoluzione” più assatanati. E anche in questo caso ha fatto male. Le scelte e le decisioni si possono difendere in tanti modi. Anche le critiche si possono respingere in tanti modi. Considerare “attacchi personali” delle semplici considerazioni politiche o articoli di cronaca e consentire che qualcuno della tua parte, per perorare la causa, offenda le persone e il lavoro altrui è il peggiore dei modi.

m.l.

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