LA DONNA LAVORATRICE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: STAI A VEDERE CHE RICOMINCIA IL MEDIOEVO!

martedì 21st, aprile 2020 / 17:24
LA DONNA LAVORATRICE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: STAI A VEDERE CHE RICOMINCIA IL MEDIOEVO!
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Una nuova ERA è cominciata …. Benvenuta!

E’ sempre bene prendere le novità per il verso giusto, con il sorriso,  l’educazione e  la cordialità, così ci insegna  il pensiero  Zen entrato molto in voga nell’ultimo secolo anche qui in occidente; il punto però è che stavolta dall’oriente è arrivato anche qualcos’altro e ahi noi in questa fase la positività sembra non essere troppo sufficiente a fronteggiare il cambiamento in atto. L’inizio di ogni nuovo periodo storico è stato sempre preceduto da una catastrofe naturale e noi ci siamo dritti dritti finiti in mezzo.

I dinosauri pare si siano estinti a causa di un meteorite  o per uno sconvolgimento del clima che provocò un abbassamento delle temperature causandone la scomparsa. I grandi giganti che avevano popolato il pianeta non riuscirono ad adattarsi e la loro estinzione fu inevitabile.

Leggermente meglio andò all’uomo del paleolitico, durante l’era glaciale, il quale riuscì a sopportare quella mutazione climatica e a sopravvivere nell’ambiente rigido e freddo che in quel momento lo contornava.

Molti millenni dopo il biologo Charles Darwin spiegò l’evoluzione della specie per mezzo della selezione naturale, dichiarando nei suoi scritti che gli esseri che meglio si adattavano all’ambiente non venivano selezionati da madre natura, ma riuscivano a sopravvivere.

Gli eventi della storia del mondo possono essere compresi ed analizzati in relazione alla connessione che sussiste tra questi due principi autenticati dal geniale biologo inglese, ovvero: adattamento e sopravvivenza, necessariamente in questo ordine, per cui meglio mi adatto più ho buone possibilità di sopravvivere in sostanza.

Ottobre 2019.  Un virus conosciuto ma prepotentemente modificato si presenta al cospetto del mondo sovvertendone profondamente le dinamiche.

E’ il meteorite dei giorni nostri. La calamità naturale che ci ha gettato in una sorta di era glaciale destinata a durare chissà per quanto.

Il COVID19 ha iniziato il suo screening darwiniano, ci sta testando per svolgere la sua funzione, ovvero selezionare.

Anziani, adulti, giovani, bambini, siamo tutti chiamati a rispondere, chi in un modo chi in un altro, al suo cospetto e con molta probabilità soltanto i più adatti saranno destinati a sopravvivere.

In poco più di un mese ha riversato il nostro sistema economico e sociale in una sorta di secondo medioevo, un’età oscura e solitaria dove l’essere umano sembra debba chiedere perdono per tutti i peccati commessi dal 1500 ad oggi.  Che per carità, di fattacci ne avrà pur commessi però, come si dice, quando ci si trova a pagare il conto ognuno vorrebbe pagare il suo e viene da chiedersi:”Perché proprio a noi?”

La risposta è banale: perché quando il vento cambia non guarda in faccia e non fa sconti a nessuno, cambia e basta. Decide e soffia.

MR COVID19 ha soffiato.

Chiusura, distanza fisica, isolamento, questi gli imperativi. Ridefinizione dei ruoli sociali e familiari.

La  figura della donna dopo decenni di lotte sociali e qualche conquista, è stata catapultata nuovamente nel ruolo di angelo del focolare proprio dell’età vittoriana.

E’ tornata ad essere l’unica responsabile della casa, della famiglia: lava, stira, cucina, rassetta, pulisce sterilizza. Fa studiare i figli e se  ha anche la fortuna, non il merito (per carità non sia mai!) di avere un lavoro, lo porta avanti da casa. Smart working: 9 al giorno, quando basta, e via.

La donna lavoratrice e mamma (se non guasta) con il Covid19 è retrocessa di quasi due secoli in un colpo solo;  un mese di emergenza sanitaria e si è ritrovata con gonna lunga e scodelle alla mano in un nano secondo.

E se anche all’inizio riappropriarsi del tempo, della calma, dei dolci fatti in casa, della focaccia fumante, dello sformato cotto al punto giusto e del profumo di ammorbidente sparso per casa h24 le è sembrato un regalo, dopo 48 giorni di clausura, moglite e mammite riunite in un unico pacchetto, comincia ad averne abbastanza.

Un tracollo umano e sociale senza precedenti, quello provocato da questo malefico esserino dalle corone in testa.

Il ruolo della  femme nella società è in caduta libera, ma pare che nessuno lo veda. Non una parola spesa in favore di chi ad emergenza finita, con un’alta percentuale di probabilità potrebbe perdere il lavoro. Quando si arriverà alla fase 2 infatti la maggior parte dei soggetti lavoratori tirati in causa saranno gli uomini, poiché soluzioni possibili per la cura e la gestione dei figli ancora non sono state nominate da nessuno e questo a livello implicito (poco implicito) ci lascia pensare che sia la donna a doversene occupare.

Scuole di ogni ordine e grado sprangate (almeno fino a nuovo ordine), nonni fuori uso e troppo fuori porta e, anche se è vero che si è pensato a dei permessi speciali per le mamme lavoratrici e ad un bonus babysitter che le sollevi una tantum dalla cura diretta dei propri figli, è anche altrettanto vero che se una donna lavora in un’azienda, che già di per sé è al collasso, quanti permessi le consentiranno mai di prendere per occuparsi della figliolanza segregata in casa? Due. Il che, in pratica, equivale a dire: nessuno.

Veniamo quindi al bonus babysitter.  Chi lo ha proposto è al corrente di quanto costi una babysitter?

Ecco, con la cifra proposta  la tata coprirà al massimo due giorni alla settimana, per un totale di otto giorni al mese, (cercando di essere sempre ottimisticamente Zen), l’orario di una donna che lavora uscendo di casa alle 7:45 del mattino (se le va bene), per rientrarvi nella migliore delle ipotesi alle 18. Che cosa ne sarà della prole strillante, impegnata in casa con la didattica a distanza e la maestra virtuale per il restante degli altri 22 giorni?

Quanto potrebbe durare una situazione del genere? Un mese? Due? 

Poi la  donna, mamma, moglie, compagna, single, cosa farà prima di sotterrarsi sotto la siepe del giardino (ammesso che ne abbia uno), presa dai rimorsi e dalla constatazione che è più la perdita del guadagno?

Sarà accompagnata per mano da tutte le nostre istituzioni ad accettare mestamente di perdere quella parvenza di lavoro che gli sarà rimasta tra le mani e riversare sugli ammortizzatori sociali, per finire così dritta dritta tra la fuliggine dell’antico focolare pronto lì ad aspettarla a bocca aperta.

Alè! Il, Covid19, insieme agli anziani e ai cagionevoli, ha fatto fuori con un paio di starnuti e un colpetto di tosse un altro tassello debole della nostra società: la donna lavoratrice.

Torneremo ad essere ombre leggere con un filo di voce e sarà difficile continuare ad educare i nostri figli proponendo modelli d’identità autonomi e sereni.

Educare significa anche tentare di mutare rappresentazioni culturali e stereotipi tradizionali  che si insinuano nell’immaginario collettivo, ma senza una politica che possa promuovere in maniera equilibrata le pari opportunità sarà dura. Lo era prima e lo sarà a maggior ragione ancora di più adesso con lo stravolgimento Covid 19 che farà collassare l’indipendenza economica, prerogativa di tutte le altre, fino a qui conquistata.

I tempi non promettono nulla di buono per nessuno; è senz’altro una fortuna pensarsi sopravvissuti alla prima tranche, ma sarebbe sciocco non pensare all’altro step di cui parlava Darwin: l’adattamento.

Siamo sicuri di saperci adattare al post COVID19? Saremo in grado di ridefinirci ? Di ritrovarci in vecchi spazi e nuovi ruoli che non ci sono più tanto propri?

Pensiamoci, proiettiamoci, tempo ne abbiamo …. In bocca al lupo a tutti, soprattutto alle donne!

Paola Margheriti

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