RISINI E I SUOI FRATELLI (D’ITALIA)

giovedì 03rd, ottobre 2019 / 17:25
RISINI E I SUOI FRATELLI (D’ITALIA)
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CITTA’ DELLA PIEVE  – Gli anglosassoni definiscono self made men le persone che “si sono fatte da sole”,  cioè le persone artefici del proprio successo. Adesso però con l’economia in crisi, più che self made men è facile incontrare i selfie made men. Cioè persone che non perdono occasione per farsi un selfie. Perché nell’era dei social è il selfie, il vecchio autoscatto, il primo e principale strumento per dimostrare di esserci. Le foto parlano più delle parole.  Parlano da sole.

Fausto Risini, il neo sindaco civico di Città della Pieve, ex comunista e segretario Pds, in tre mesi non si è fatto mancare niente. In estate si è fatto fotografare alla Festa comprensoriale della Lega nell’atto di tagliare una torta (con su scritto Lega) insieme al senatore Briziarelli e ad altri sindaci e capataz del Carroccio; il 25 settembre è stato invece immortalato più volte in prima fila al comizio di Salvini nella sala Sant’Agostino e sempre con il “Capitano” della Lega in vari capannelli, insieme  all’assessore Castelletti. E di ieri invece la foto che ritrae Risini insieme al suo consigliere Andrea Cappelletti, al leader storico della destra pievese Lorenzo Berna, al candidato alle regionali umbre Squarta e altri, tutto esponenti di Fratelli d’Italia. E Berna naturalmente l’ha subito rilanciata sui social, quasi a dire e sottolineare: “ora il sindaco ce lo abbiamo noi!”

Che la lista civica di Risini  avesse vinto con i voti della destra era cosa nota già un minuto dopo lo spoglio. Che dovesse pagare qualche “cambialina” a chi lo ha sostenuto era ed è altrettanto scontato. Sono cose che in politica sono normali. Ma prima i selfies con i leaders leghisti poi quest’ultimo con la truppa di Fratelli d’Italia, sfrondano gran parte del fogliame che adornava il civismo della lista Risini. Il quale, per esempio, mai si è fatto fotografare con i 5 Stelle, che pure hanno dato il loro contributo alla vittoria elettorale .

I 5 Stelle infatti, da agosto hanno cambiato cavallo a livello nazionale, alleandosi con il Pd e Leu per il governo Conte Bis. E la stessa cosa hanno fatto in Umbria con il “patto civico” a sostegno del candidato Vincenzo Bianconi, appoggiato da Pd, liste civiche (alcune) e sinistra ambientalista e radicale. Risini ha scelto bene e accuratamente i compagni di selfie. Compagni si fa per dire naturalmente. Nell’ultimo caso verrebbe da dire pure camerati e nessuno si offenderebbe. Probabilmente siamo sempre lì, al solito discorso delle cambiali da pagare. Della riconoscenza dovuta a chi ne ha favorito e propiziato la vittoria e l’elezione a sindaco.Ma forse adesso, c’è anche una più marcata scelta di campo e la consapevolezza, che nei prossimi 5 anni, in Comune, Risini potrà contare sull’appoggio incondizionato solo della destra (Fratelli d’Italia e Lega) coi 5 Stelle che si sono dileguati e accomodati al fianco dell’antico nemico numero uno, ovvero il Pd e la la sinistra.

Diciamolo, non c’è nulla di nuovo o di scandaloso in tutto ciò. Era tutto già scritto e chiaro anche il giorno dopo le elezioni comunali. Però è evidente che il “mantello civico” è ormai caduto dalle spalle di Risini. Che oggi, in forza dei suoi selfie, è un sindaco in quota centro destra. Inutile girarci intorno. Non è uno scandalo. E’ la democrazia dell’alternanza.  Non è detto che la destra debba governare il comune peggio della sinistra. Ma di maggioranza di destra si stratta. Nei fatti. Nelle immagini. In politica contano i fatti, più che le parole.

Il Pd pievese ovviamente ha colto la palla al balzo chiedendosi se anche gli altri consiglieri e assessori della lista “Liberamente” con trascorsi a sinistra, alcuni addirittura nelle amministrazioni precedenti, siano anche loro tutti arruolati nello stesso reparto di fanteria. Quello per intendersi, del capitano Salvini e della ducetta Meloni.

Lo stesso Gianni Fanfano, che pur avendo partecipato alle “trattative” e al tavolo per la formazione della lista del centro sinistra, è stato uno degli sponsor della lista Risini alle comunali, adesso prende le distanze dai selfie del sindaco, invitandolo a frequentare solo iniziative istituzionali e a parlare con la gente, evitando iniziative di propaganda di partito.

Insomma la “virata” a destra era nei fatti, ma così è fin troppo evidente. E chi ha votato Risini per mandare a casa quelli di prima, ma confidando sul fatto che egli era comunque una figura con un passato di sinistra, potrebbe adesso rimanere spiazzato…

Vedremo per esempio come la prenderanno i 5 Stelle, che ultimamente con Salvini e la Meloni non sono stati teneri per niente e in Umbria stanno facendo campagna elettorale per Bianconi, a fianco del Pd e della sinistra a sinistra del Pd.

All’interno dello stesso gruppo consiliare della lista Liberamente potrebbero emergere malumori o perplessità: Michela Nocentini e Lucia Fatichenti per esempio sono state in passato esponenti del centro sinistra, Marchegiani ha simpatie socialiste. Ritrovarsi arruolati d’ufficio nell’esercito fascio-leghista, al di là delle critiche e dei rancori verso il Pd, potrebbe anche generare dei mal di pancia e qualche prurito fastidioso…

Fausto Risini deve governare 5 anni. Sa che non sarà facile. Sa di non avere un esercito suo alle spalle, sa anche che molto dipenderà da come andrà a finire la partita elettorale per la Regione e al momento si appoggia e quindi si fa vedere e fotografare con chi più strenuamente lo sostiene e con chi può garantirgli appoggio anche in futuro.

Una parte dell’elettorato che lo ha fatto vincere è già passato all’altra sponda. I 5 Stelle sono militareschi, alla fine vanno fideisticamente dove i capi del Movimento dicono di andare. E adesso dicono di andare con il Pd.

Se in Regione vincerà Bianconi, per Risini sarà più dura la salita perché sarà isolato e sconfitto pure lui, come i sui supporters.   Se vincerà Donatela Tesei, sarà l’apoteosi della destra e della Lega e lui, Risini, potrà contare su una Regione amica. A quel punto però la coccarda della destra la dovrà tenere appuntata sulla giacca per tutta la legislatura.

Ripetiamo: non c’è nulla di male, è normale (dove e da chi avrebbe dovuto prendere i voti uno che voleva mandare a casa il Pd?), ma almeno il quadro sarà più chiaro e sarà del tutto inutile ogni volta tornarci sopra.

M.L.

 

 

 

 

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