CALCIO E ROCK: LE DUE RELIGIONI LAICHE CHE DIVENTANO METAFORA DI VITA E CAMBIANO IL LINGUAGGIO (ANCHE IL NOSTRO)

giovedì 11th, luglio 2019 / 18:08
CALCIO E ROCK: LE DUE RELIGIONI LAICHE CHE DIVENTANO METAFORA DI VITA E CAMBIANO IL LINGUAGGIO (ANCHE IL NOSTRO)
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Qualche mese fa parlando del muro al confine Usa-Messico e della crisi in Venezuela, su queste colonne scegliemmo di farlo citando due prese di posizione di Roger Waters, bassista, voce e leader dei Pink Floyd. Molto spesso, parlando di qualsiasi argomento anche su primapagina si usano metafore e termini presi a prestito dal linguaggio del rock. O del calcio.

Ma perché un giornale come Primapagina parlando di vicende politico-sociali degli Usa o del Venezuela cita Roger Waters e non Cacciari o Bernard Henry Levy o che so Massimo D’Alema?

E perché calcio e rock sono fenomeni così pervasivi da influenzare anche il linguaggio dei media, e pur essendo mondi diversi talvolta si intrecciano e diventano una sorta di pianeta che illumina i racconti,  le cronache, i ragionamenti, anche i più seri? Solo per semplicità o semplificazione?

Ecco, una risposta l’abbiamo trovata, casualmente, sul “Lars Magazine”, la rivistina su carta riciclata distribuita al Lars Rock Fest di Chiusi, che quest’anno ha fatto il botto.

Su Lars Magazine infatti c’è  un articolo intitolato “Rock’n’roll footbal club” a firma Gianluca Lorenzoni che racconta alcune cose. Eccolo:

“A nice Pair è una raccolta dei Pink Floyd uscita a Natale del ’73 pr cavalcare l’onda dello straordinario successo di The Dark Side of the Moon. E’ in sostanza una riedizione dei primi due album della band inglese: The piper at the gates of dawn e A saucerful of secrets. La copertina è un collage di 9 immagini di varia natura, disposte in maniera perfettamente geometrica, come una inquadratura di Wes Anderson. L’immagine al centro è una posa di una formazione di calcio, in divisa bianca e blu. Non ci sarebbe nulla di strano o di rimarchevole se non fosse che 4 elementi di quell’undici sono proprio Waters e compagni. Loro sono i Pink Floyd Fc, o First Eleven, una squadra nata per riempire le pause durante i tour estenuanti e formata da tutto l’entourage della band, dai rodies ai tecnici ai manager. Waters in porta, Wright terzino destro, Mason (e chi altro sennò) a scandire il tempo in mezzo al campo e il più giovane David Gilmour, con il 7 sulla schiena a dilungarsi in assoli sulla fascia, con risultati ben diversi rispetto a quanto dimostrato in studio di registrazione.

La foto è stata scattata dopo una sconfitta per 4-0 ad opera di una rappresentativa marxista londinese. Della squadra fanno parte tra gli altri anche Storm Thogerson, l’inventore del prisma di the Dark Side e Peter Watts, tecnico del suono e padre dell’attrice Naomi e della risata più emblematica di sempre, quella che chiude Brain Damage. Un piccolo esempio questo per dire come i due fenomeni di massa più rilevanti dell’ultimo mezzo secolo, il calcio e il rock, abbiano più punti di contatto di quanto potrebbe sembrare ad una prima occhiata. Tifosissimi dell’Arsenal, già due anni prima di A Nice Pair la band non aveva fato nulla per nascondere la propria passione per il pallone. Nell’album Meedle del 1971 infatti, alle note di chitarra del finale di Fearless si sovrappone il coro della “Kop” la curva del Liverpool che intona la celeberrima You’ll never walk alone durante un derby con l’Everton.

Ma la storia del rock è piena di riferimenti più o meno velati allo sport più popolare del pianeta. Oltre a Waters e soci anche Roger Daltrey, Mik Jagger e Johnny Rotten sono ad esempio “gunners” spassionati. Il leader degli Iron Maiden Steve Harris vanta un trascorso nelle giovanili del West Ham, non a caso lo stemma del club è sempre in bella vista sul suo Fender Precision. Elton John, che ha dedicato un brano al rumeno Hagi (I’m still standing) è stato addirittura presidente del Watford, mentre la passione dei fratelli Gallagher per i citizens di Manchester o dei Kasabian per il Leicester ormai non fa neanche più notizia. E si potrebbe continuare ancora… Ci sono poi le canzoni, come il tributo dei Kinks a George Best (Delicate Follower of fashion) o “Munich Air Disaster 1958” di Morrisey, omaggio ai calciatori del Manchester United scomparsi nella tragedia aerea del febbraio ’58. (…).

Calcio e rock due religioni laiche universali , che si nutrono, ma allo stesso tempo regalano vibrazioni uniche. Lo stadio e il concerto come ultimi baluardi della dimensione collettiva, fenomeni aggreganti e di fondamentale impatto sociale. Anche perché in fin dei conti quanta armonia è possibile ritrovare in un’azione dell’Olanda del ’74? Quanto è diversa la giocata ad effetto di un fuoriclasse da un assolo sbalorditivo di chitarra? E quanto una linea incessante di basso può essere accostata al lavoro oscuro, ma fondamentale, di un centrocampista centrale?

Intanto riascoltiamoci l’intro di One of theese days, dei Pink Floyd, forse nota ai più come “la sigla di Dribbling”, magari sarà più facile trovare le risposte. (G.L.)

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