CITTA’ DELLA PIEVE: FRATELLI D’ITALIA DETTA LA LINEA A RISINI SU COME SCEGLIERE GLI ASSESSORI

domenica 02nd, giugno 2019 / 12:00
CITTA’ DELLA PIEVE: FRATELLI D’ITALIA DETTA LA LINEA A RISINI SU COME SCEGLIERE GLI ASSESSORI
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CITTà DELLA PIEVE –  Lo abbiamo già scritto, nei giorni scorsi: Lorenzo Berna non è un pivello, sa come si fa politica. La fa da anni. In  campagna elettorale se ne è stato (quasi) in disparte. Non si è candidato in proprio,per consentire e favorire vittoria di una lista civica che poteva mandare a casa, per la prima volta il Pd. E così è stato. Così Berna ha prima salutato la vittoria sottolineando l’importante e decisivo apporto della sua “destra” all’affermazione di Fausto Risini, e adesso detta la linea sulla costruzione della “squadra di governo”. Ma siccome non è uno sprovveduto, Lorenzo Berna  la linea la detta da furbo. Senza dare l’impressione di voler imporre qualche suo uomo, al contrario invitando  Risini a scegliere gli assessori nel novero degli eletti. Anzi a sceglierli secondo un criterio preciso: quello delle preferenze ottenute. E con ciò non dà solo un consiglio al nuovo sindaco pievese, ma lancia un segale anche ad altre forze politiche come Lega e 5 Stelle che come la destra hanno appoggiato ufficialmente Risini e la sua lista: “niente pretese” e niente accordi sottobanco…
In un comunicato firmato Fratelli d’Italia (che a Città della Pieve significa Lorenzo Berna), si legge: “Il nuovo Sindaco Fausto Risini, che salutiamo e con il quale nuovamente ci congratuliamo, è un atleta e come tale sa che esistono prestazioni buone o cattive. Non c’è via di mezzo. La sua, sinora, è stata certamente una prestazione buona. E di essa ci piace anche la parte delle dichiarazioni post voto. Il Sindaco ha fatto benissimo a sgombrare il campo da ogni dubbio, che invece aleggiava, in merito ad accordi di potere fatti prima delle elezioni.
Ottimo l’aver detto che gli Assessori li sceglierà solo all’interno della rosa dei consiglieri eletti. A questo punto la soluzione è nelle cose.
Gli Assessori non potranno essere scelti per essere uomini o donne di partito. Assessore dovrà diventare, invece, chi è stato premiato dagli elettori con il maggior numero di voti personali ricevuti”.
Chiaro. Il ragionamento non fa una piega. E la cosa sembra un “siluro” sparato soprattutto verso uno dei candidati, Lorenzo Castelletti, che sarebbe invece uno dei “papabili” per un posto in giunta, in quota Lega o comunque su proposta della Lega. Sì perché Castelletti sugli 8 eletti è arrivato settimo.  Mentre il candidato sponsorizzato da Berna e investito della rappresentanza del centro destra Andrea Cappelletti è arrivato quarto. In sostanza, se passasse il ragionamento di Fratelli d’Italia, il centro destra (ovvero Berna) prenderebbe così due piccioni con una fava: farebbe bella figura dicendo di non voler esercitare ingerenze nei confronti di Risini e nello stesso tempo si assicurerebbe un assessorato, sfilandolo di mano alla Lega e ai 5 Stelle. Perché anche  Kety Neri, candidata in area 5 Stelle, è arrivata sesta, ne avrebbe quindi 5 davanti…
Vedremo come  procederà Fausto Risini. Intanto il toto assessori è già cominciato. Nonostante le dichiarazioni del sindaco Risini e di Frateli d’Italia, le voci su possibili assessori esterni (uno o due) sono piuttosto insistenti. Risini non è di primissimo pelo, ha fatto politica anche lui, ma molto tempo fa e non ha esperienza amministrativa. Nessuno dei suoi consiglieri ce l’ha. Potrebbe aver bisogno quindi di qualche figura di esperienza. Magari un capitano dilungo corso tipo Gianni Fanfano, che nell’ultima fase della campagna elettorale e anche dopo il voto si è schierato piuttosto apertamente con Risini e la sua lista. Anche lui viene come Risini dalla scuola Pci-Pds-Ds, poi ha fatto due legislature all’opposizione con una lista civica e nel 2014 fu se non proprio il king maker, di sicuro uno dei maggiori supporters di Fausto Scricciolo con il quale aveva da poco fondato il Corriere Pievese… A Gianni Fanfano piace fare il Richelieu, ma stavolta potrebbe anche entrare direttamente nella stanza dei bottoni, passando dalla porta di servizio e non dal portone principale,ma questo in politica conta fino ad un certo punto. L’asse Risini-Fanfano giù esiste. Potrebbe diventare il ticket (come si dice adesso) di governo. Staremo a vedere…
Il Pd dal canto suo riconosce la sconfitta, augura buon lavoro a Risini, annuncia una fase di ascolto e di partecipazione e si affida ad una leva di giovani e facce nuove che nella campagna elettorale si sono spesi e impegnati e che possono rappresentare l’ossatura del centro sinistra dei prossimi anni. Certo, attrezzarsi per fare opposizione presuppone anche un cambio di mentalità, di schemi di gioco, di tattiche e strategie. Non è mai facile per chi per decenni ha sempre governato la città. Cambiano la visuale e la prospettiva.  Ma la democrazia è fatta così. Qualcuno disse che “non è un granché, ma è la cosa migliore che abbiamo”. Un po’ di purgatorio può anche far bene al centro sinistra. Può servire a rigenerare le pile e, appunto, a cambiare prospettiva. “Purché si tratti di un po’ di purgatorio – fanno capire Fattorini & C. – e non dell’inizio di un inferno senza ritorno”.

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