SAN QUIRICO D’ORCIA: SI SPACCA IL CENTRO SINISTRA, L’ASSESSORE UGO SANI A CAPO DI UNA LISTA CIVICA SENZA PD

martedì 12th, febbraio 2019 / 19:43
SAN QUIRICO D’ORCIA: SI SPACCA IL CENTRO SINISTRA, L’ASSESSORE UGO SANI A CAPO DI UNA LISTA CIVICA SENZA PD
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SAN QUIRICO D’ORCIA – Dicono che sia il paese in cui si parla il miglior italiano d’Italia. E’ un bel posto, nel cuore della celebratissima Valdorcia. A un tiro di schioppo da Montalcino da una parte e Pienza dall’altra. Ha una frazione famosissima, Bagno Vignoni, e il palazzo principale che si chiama Palazzo Chigi. Parliamo di San Quirico d’Orcia., 2700 abitanti.  Uno dei paesi che andranno al voto in primavera per le amministrative e che si trova, a tre mesi dalle elezioni, a fare i conti con una frattura inusitata. Imprevista. E proprio sul fronte del centro sinistra, quello dell’amministrazione uscente guidata da Valeria Agnelli, Pd.

Il movimento civico che che si è creato negli ultimi mesi aveva l’idea ripartire dall’esperienza di centro sinistra, aggiornandola andando al voto con un raggruppamento “targato”, ma aperto e senza simboli di partito. Un listone civico progressista insomma con dentro il Pd e soggetti diversi anche della società civile. Ma dopo qualche settimana di trattativa e di discussioni il tavolo è saltato. La lista civica aperta alla società civile si farà, ma senza il Pd. E – pare – contro il Pd.

A guidarla sarà Ugo Sani, attuale assessore alla cultura e al termalismo e in passato anche vicesindaco e assessore all’urbanistica. Una figura storica della sinistra non comunista e ambientalista, di cultura laico-socialista, che si mette dunque in competizione con il Pd, operando una frattura dolorosa nella coalizione che ha governato San Quirico da decenni ed è ancora in carica.  Ma – secondo le prime dichiarazioni e quanto contenuto in un comunicato stampa – “in linea di continuità, continuità con le giunte capeggiate anni addietro da Roberto Rappuoli”.

In un certo senso l’operazione Comitato Civico con Sani capolista a San Quirico somiglia all’esperienza de La Piazza che ha vinto due volte le elezioni, nel 2009 e nel 2014, a Pienza. Se vincerà  meno è tutto da vedere. Ma gli intenti sembrano abbastanza simili.

E’ lo stesso comitato civico ad ammettere che “La lista civica  sarebbe dovuta partire dall’esperienza di centrosinistra”. Ma il nodo è diventato inestricabile quando si è trattato di scegliere la candidatura a sindaco; “Il confronto fra le forze politiche che amministrano attualmente il paese, iniziato ad agosto e continuato fino a pochi giorni fa, non è approdato a niente, per il veto posto dal Pd a una candidatura di Sani, ritenuto persona non adatta a guidare con successo una lista di questo tipo, aperta alla società civile”. Così si legge ancora nel comunicato del Comitato.

Il quale “ha dunque deciso di proseguire nel cammino intrapreso, forte delle numerose adesioni e della disponibilità di cittadini di età diverse e diversa estrazione sociale a mettersi al lavoro per stilare un programma di priorità costruito grazie al contributo di donne e uomini che hanno voglia di impegnarsi, ma anche e soprattutto di elaborare idee e programmi per il prossimo quinquennio”.

I supporters di Ugo Sani addossano la colpa al Pd e a nessun altro:  “Noi riteniamo che sia stato un errore liquidare questa opportunità, probabilmente per puro spirito di partito e per vecchie divisioni ideologiche che nella moderna società non hanno ragione di esistere” . Il Comitato infine annuncia la presentazione ufficiale del movimento nei primi giorni di marzo. Seguiranno poi altre iniziative per illustrare il programma e presentare le candidature.

Vedremo adesso come risponderà il Pd. E soprattutto come e con chi si presenterà. La sfida è lanciata e sembra che sarà una sfida in famiglia. Nel senso che sia il Pd, sia la lista civica (proprio per il pedigree di Sani) partono con presupposti non di destra. Il Pd che ha perso una gamba dell’attuale amministrazione, rischia di perdere anche le elezioni, ma con il voto a turno unico, dove vince chi prende un solo voto in più di tutti gli altri, c’è anche il rischio che la spaccatura nel centro sinistra, con due liste in campo, favorisca oggettivamente una eventuale lista di destra. Magari a trazione leghista. Sempre che la destra non decida di appoggiare il listone civico, come ha fatto a Pienza.

 

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