MONTEPULCIANO E CASTIGLIONE DEL LAGO, IL PD HA SCELTO: SARANNO MICHELE ANGIOLINI E MATTEO BURICO I CANDIDATI A SINDACO

lunedì 04th, febbraio 2019 / 11:30
MONTEPULCIANO E CASTIGLIONE DEL LAGO, IL PD HA SCELTO: SARANNO MICHELE ANGIOLINI E MATTEO BURICO I CANDIDATI A SINDACO
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Le settimane passano e le elezioni amministrative si avvicinano. Piano piano nei vari comuni che saranno chiamati al voto le caselle vuote si riempiono. Ieri ad esempio il Pd ha definito la candidatura a sindaco nei due comuni più grandi del comprensorio, Montepulciano e Castiglione del Lago. Uno in Toscana e l’altro in Umbria, ma vicini e confinanti.

A Montepulciano il partito di maggioranza ha deciso attraverso una consultazione interna, tra gli iscritti, gestita da una apposita “commissione elettorale”. I nomi in lizza erano tre: Michele Angiolini, assessore uscente, Alice Raspanti e Andrea Biagianti. L’ha spuntata Michele Angiolini, da tempo designato “delfino” di Andrea Rossi che gli aveva affidato il delicato assessorato all’urbanistica, quasi a indicarne l’investitura. Un’operazione blindata in partenza, nel segno della totale continuità con l’amministrazione attuale e con l’era Rossi, che – va detto – è stata il decennio che ha visto decollare la città del Poliziano sotto l’aspetto turistico e della “notorietà internazionale”.

Prima Montepulciano si studiava sui libri di Storia dell’arte come esempio plastico e tangibile di città ideale del Rinascimento, aveva un festival estivo di grande qualità, ma considerato molto di nicchia, aveva un grande vino, prima Docg d’Italia, che però non era mai riuscito ad arrivare ai grandi mercati internazionali, di turisti ne venivano pochi e la splendida Piazza Grande era quasi sempre desolatamente deserta… Adesso non sa più dove metterli. Ogni week end anche senza manifestazioni di richiamo è un’invasione. Sono cresciute le attività ricettive, i locali dove si può assaggiare e degustare un bicchiere di Nobile e mangiare (solo nel centro storico ci sono più di 70 tra ristoranti, osterie enoteche, pub e bistrot), il Vino Nobile sta sfondando negli Usa e il Palio che a Montepulciano si chiama Bravìo è tra le rievocazioni più seguite in Italia. Tutto ciò ha senza dubbio fatto crescere il Pil, ma ha anche creato scompensi e contraccolpi. Prezzi alle stelle, un turismo di massa che a volte è invadente e smodato, aumento degli “appetiti” e quindi arrivo di capitali di dubbia provenienza… Ma a detta di tutti il bicchiere è mezzo pieno. L’eredità di Andrea Rossi non sarà facile da mantenere e salvaguardare… Toccherà a Michele Angiolini, che anche su queste colonne avevamo indicato come il “papabile” numero uno già un paio di mesi fa, provarci. Il partito di maggioranza ha investito su di lui. Senza rischiare sorprese con la lotteria delle primarie. Vedremo se Angiolini che come assessore non si è esposto molto dal punto di vista mediatico e dell’immagine, ma con Rossi era oggettivamente difficile emergere (la scena Rossi se l’è sempre tenuta per sé), recupererà nella propria squadra anche i due competitor Raspanti e Biagianti, che rappresentano un po’ l’ala cattolica e quella più a sinistra del Pd.

Vedremo se il Pd andrà al voto unito e compatto o pieno di falle e spifferi. Nonostante tutto, nonostante la “bella stagione” rossiana, l’esito delle elezioni non è scontato. La lega è in crescita, come dappertutto, e se i 5 Stelle decidessero di non presentarsi (o se lo staff nazionale imponesse il forfait come successe a Siena un anno fa) proprio per favorire la Lega, allora per il Pd potrebbero essere dolori seri…  Intanto però ha messo un punto fermo. Che è Michele Angiolini. Il resto si vedrà.

A Castiglione del Lago invece il Pd le primarie le ha fatte. E non senza polemiche e veleni. La consultazione si è tenuta ieri, come dicevamo, ed è stata una contesa vera, che ha visto partecipare un numero non irrilevante di cittadini. Quasi 2.500 quelli che hanno votato. In lizza c’erano i due assessori uscenti Alessio Meloni e Mariella Spadoni, più Matteo Burico, lo sfidante di Batino nel 2014. Il più “politico” dei tre. Ha vinto proprio Burico, con 1.062 preferenze (44%). Meloni si è fermato a 951 (39%), la Spadoni a 411 (17%). Castiglione del Lago è un comune grande, con molte frazioni. E il voto non è stato univoco: Alessio Meloni ha stravinto nella sua Villastrada (282 voti contro i 23 di Burico e i 14 di Spadoni) e a Gioiella (41 contro 29 e 4). Ha tenuto botta a Sanfatucchio (92 contro i 102 di Burico) e a Pozzuolo (101 contro 136). Ma non gli è bastato. Mariella Spadoni è risultata terza in tutti i seggi. 

Matteo Burico ha invece  “spopolato” a Castiglione centro (614 preferenze contro le 344 di Meloni e le 244 di Spadoni) e ha vinto ovunque, eccetto i due “feudi” di Meloni.  Probabilmente nella vittoria di Burico ha pesato l’apporto di Progetto Democratico, il gruppo di opposizione nato da una costola del Pd nel 2009 che qualche giorno fa aveva annunciato il suo appoggio all’ex competitor di Batino, visto evidentemente come il candidato più di rottura con la gestione batiniana… Nei suoi discorsi di campagna elettorale Matteo Burico ha citato spesso Papa Francesco, ma anche Bernie Sanders, il leader della sinistra americana…  Cosa che non è dispiaciuta affatto anche a Rifondazione Comunista, che con Oscar Monaco, castiglionese e segretario provinciale del Prc fa “i migliori auguri a Matteo Burico, sperando che le sue idee possano essere un terreno di confronto con la sinistra radicale, per fare del nostro territorio un’avanguardia di un nuovo sistema di alleanze a trazione progressista”.

Felicitazioni via social a Burico anche da parte del sindaco di Chiusi Juri Bettollini, che una settimana fa aveva partecipato ad uno degli incontri elettorali a fianco del candidato castiglionese, apprezzandone l’approccio politico e l’apertura verso la sponda toscana e verso Chiusi in particolare. Anche Meloni e Spadoni hanno mostrato identiche attenzioni verso il territorio del contiguo Granducato…  Resta adesso da capire – anche dopo le recenti frizioni per gli accordi preventivi con Progetto Democratico e non solo – se Meloni, Spadoni e i loro supporters daranno una mano a Burico o si trincereranno nelle proprie vandee… La questione non è da poco perché Villastrada e Gioiella, ad esempio, non sono frazioni trascurabili alla conta dei voti.

Con Burico candidato sindaco, adesso a Castiglione del Lago si profila un centro sinistra più ampio rispetto a quello che ha sostenuto Batino nel 2009 e nel 2014, con la ricucitura dello strappo di Progetto Democratico e anche un apporto diretto di Rifondazione, non escludendo un recupero di energie e voti anche in quella parte di ex Ds che la stagione renziana del Pd ha disperso o spinto verso i 5 Stelle e il non voto…  Obiettivo, a questo punto punto, il 50% + uno al primo turno, perché altrimenti, in un eventuale ballottaggio Burico rischierebbe grosso. La tentazione del tutti contro il Pd è forte in certi ambienti. E se si presenta l’occasione…

Il segnale arrivato dalla primarie, con quei 2.436 elettori, però è un segnale di ripresa di attenzione verso la politica e verso parole che la sinistra sembrava aver messo in un cassetto e adesso invece sta ritirando fuori, come le magliette leggere a primavera…

m.l.

 

 

 

 

 

 

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