UN “PACCHETTO TURISTICO DI AREA” PER RENDERE APPETIBILE LA FERMATA DEL FRECCIAROSSA A CHIUSI

UN “PACCHETTO TURISTICO DI AREA” PER RENDERE APPETIBILE LA FERMATA DEL FRECCIAROSSA A CHIUSI
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MA SERVE ANCHE POTENZIARE I COLLEGAMENTI “NORMALI”. E NOI RILANCIAMO L’IDEA DEL “TRENO PER NOTTOLA”

CHIUSI – “L’Alta Velocità a Chiusi tiene banco… e noi sempre al pezzo!!! Amici, è in corso adesso la riunione operativa, nella sala San Francesco, tra i dirigenti di Trenitalia, istituzioni, operatori e categorie. Stiamo costruendo un progetto di valorizzazione turistica dei nostri territori che porterà la fermata dell’Alta Velocità nella nostra Stazione e sarà un progetto bello perché abbraccerà un territorio ampio che va dalla Valdichiana, all’Amiata, alla Valdorcia, alla Città di Siena, alle terre di Siena, alle terre del Trasimeno  e dell’Umbria”.  Così il sindaco di Chiusi Bettollini ha presentato questa mattina un incontro già in pieno svolgimento presso la Sala San Francesco. Diciamolo subito: ben venga la fermata del Frecciarossa. E ben venga anche un progetto turistico di area che, puntando su tale opportunità, possa rendere l’area in questione più appetibile. E più “in rete” sia tra i comuni che ne fanno parte, sia con il resto dell’Italia e del mondo.

Quando si parla di politiche di territorio e non di campanile, è sempre un passo avanti. Quella di Chiusi è stata per più di un secolo la stazione ferroviaria di un territorio vasto, a cavallo tra Toscana e Umbria. Negli ultimi anni ha perso, per vari fattori, questo suo ruolo, ha visto impoverirsi il ruolo della sua stazione come nodo fondamentale sulla direttrice nord-sud/Firenze-Roma mentre la linea da e verso Siena diventava sempre più marginale…

Ora sta cercando di recuperarlo. Con una stazione rinnovata e adeguata a nuovi standard, con le fermate dell’alta velocità, senza però abbassare la guardia sui servizi normali, i treni regionali e Inter City, i più utilizzati da pendolari, studenti e pubblico locale…

Quindi ogni iniziativa che vada in una di queste direzioni è sicuramente positiva e importante. Ed è importante anche mettere intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti potenzialmente interessati. Il “progetto turistico” in questione serve essenzialmente ad assicurare lunga  vita alle fermate AV. Perché Trenitalia ha parlato chiaro: la fermata a Chiusi è vista essenzialmente in funzione e in chiave turistica per tutto il territorio circostante ed è sperimentale, per il periodo Giugno-Dicembre. Se non dovesse funzionare addio fermata!

Da qui l’esigenza di farsi trovare non pronti, ma prontissimi. E di offrire pacchetti più che appetibili. E anche quello di inserire, il “pacchetto” nel sito internet di Trenitalia che ha milioni di visite ogni settimana. In questo senso, saranno pubblicizzati gli eventi, le terme, l’arte e la cultura, gli Etruschi, la gastronomia etc. con specifiche promozioni , ad esempio uno sconto sul biglietto dei musei  se arrivi con il freccia rossa a Chiusi e magari, insieme allo sconto trovare anche una promozione sulle Terme o su un festival, o sull’eno-gastronomia… Insomma un’operazione mirata agli utenti di Trenitalia e in particolare quelli dei Frecciarossa che devono trovare un motivo per scendere a Chiusi e visitare la zona, passarci un week end, andare a vedere un museo e seguire un evento culturale o sportivo…

Come abbiamo detto una volta ottenuta la fermata, che dovrebbe essere inserita nell’orario estivo a partire da giugno 2019, la sfida sarà quella di assicurare la massa critica di utenza tale da poterla mantenere anche in futuro e magari farle diventare due, le fermate…

Detto questo, con la speranza che il “tavolo” operativo riesca a confezionare un buon “pacchetto”, vorremmo ricordare che se è la prima volta che si cerca di costruire a tavolino un’offerta turistica unitaria, non è certo la prima volta che si parla di politiche di area e di sinergie, soprattutto sul piano turistico e culturale tra paesi della bassa Toscana e dell’Umbria.

Il Patto territoriale del 2000 ad esempio nacque proprio su una concezione del genere che spaziava anche in altri settori dell’economia, ma con questo impianto di fondo. Questa stessa testata Primapagina nacque, dieci anni prima, alla fine del 1990,  come la prima esperienza giornalistica professionale a cavallo tra Umbria e Toscana, ma con edizione unica e non con edizioni separate, come La Nazione, il Messaggero o la catena del Corriere dell’Umbria, di Siena, di Arezzo ecc….

Sono almeno vent’anni insomma che si parla di queste cose e che qualcuno prova a mettere insieme idee e territori contigui ma divisi dai confini regionali e provinciali. Non è che le politiche di area nascono adesso e solo perché arriverà il FrecciaRossa. Però il Frecciarossa può aiutare. Come può aiutare la “rete”, cioè il web, l’uso sempre più massiccio dei social, che vent’anni fa era si e no agli albori.  Così cone la fermata di una coppia di treni AV può aiutare a rilanciare la stazione di Chiusi come nodo territoriale, utilizzando poi collegamenti ad hoc tra la stazione di Chiusi e i paesi circostanti, sia via treno che su gomma (i cosiddetti “freccialink”).

Ma è altrettanto ovvio che un Frecciarossa non può bastare e servirà riqualificare, velocizzare, potenziare anche i treni “normali”. E noi, pervicacemente, insistiamo che sull’idea del “treno per Nottola” utilizzando la fermata di Montepulciano stazione sulla Chiusi-Siena e una navetta da lì all’ospedale. In tal modo la Chiusi-Siena e in particolare le due tratte Sinalunga-Montepulciano e Montepulciano-Chiusi diventerebbero una sorta di metropolitana di superficie, ad uso dell’ospedale, certo, ma anche del turismo, dei pendolari, degli studenti. Basterebbe solo verificare se l’orario attuale è idoneo allo scopo e se mai aggiustare qualche fermata.  Operazione a costo praticamente zero. E a tripla valenza: il collegamento con l’ospedale in 15 minuti al massimo sia da Chiusi che da Sinalunga e un collegamento “turistico” magari abbinato alla bicicletta considerando la prossimità di alcune stazioni al “Sentiero della bonifica” e a centri storici rilevanti, infine come mezzo per pendolari e studenti.

Non si capisce perché una tale ipotesi non venga presa in considerazione nemmeno da chi si erge a difensore dei pendolari e dell’utenza popolare… Una decina di anni fa, un pensierino ce lo fece la Cgil, poi anche quello cadde nel dimenticatoio…

Noi, nel nostro piccolo invece la ribadiamo. Ben venga il Frecciarossa, ben venga il potenziamento degli Inter City e dei regionali (o la battaglia per ottenerlo), ma diciamo anche”valutiamo l’idea del Treno per Nottola”. Tutta la linea Chiusi-Siena ne potrebbe beneficiare. E ne beneficerebbero pure le strade, piuttosto malmesse, insieme alla sicurezza dei cittadini.

 

 

 

 

 

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