MONTEPULCIANO: MINACCE FASCISTE ALL’EX ASSESSORE ALESSANDRO ANGIOLINI

venerdì 17th, agosto 2018 / 17:58
MONTEPULCIANO: MINACCE FASCISTE ALL’EX ASSESSORE ALESSANDRO ANGIOLINI
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MONTEPULCIANO –  Non è bello alzarsi la mattina e trovare nella cassetta della posta una lettera di minacce: “Vecchia zecca comunista, ora sappiamo dove vivi!! occhio! sei una merda!”. Foglio bianco vergato a mano con caratteri usati dai nazisti, tanto per far capire da che ambiente arriva la missiva. E’ successo ad Alessandro Angiolini, 51 anni, ex redattore di primapagina e anche ex assessore al Comune di Montepulciano, ora in posizioni critiche da sinistra rispetto all’amministrazione, soprattutto sulla questione della fusione  del comune con Torrita di Siena, ma anche su altri temi, dal posteggio del Bersaglio alla gestione rifiuti…

Probabile che si tratti di una semplice bravata, del gesto di qualche fascistello locale in cerca di botte di adrenalina… Che non si tratti di gente molto sveglia si intuisce dal testo. “Ora sapiamo dove vivi”… come se ci volesse un sforzo tremendo per sapere dove vive uno che nel comune di Montepulciano ci è nato e vissuto e ha pure ricoperto incarichi pubblici e politici. Per certe persone è impresa ardua anche la lettura dell’elenco telefonico.

Tra l’altro Angiolini è anche un ragazzone alto e robusto, non certo un tipo che a colpo d’occhio invita a cercare la rissa con lui…

Lo stesso Angiolini ha reso noto l’episodio sul suo profilo facebook, pubblicando anche la foto del messaggio minatorio (foto a destra). Molti i commenti in cui amici e conoscenti esprimono solidarietà e sostegno all’ex assessore. Tra questi anche alcuni dirigenti politici e sindaci. Compreso quello di Montepulciano.

Come hanno fatto anche altri, noi, da queste colonne invitiamo Alessandro a mantenere la calma e a denunciare il fatto alla Polizia o ai Carabinieri. Su certe cose, anche in caso di ragazzate, sempre meglio non scherzare e non banalizzare. Minacciare le persone è reato. Se sono stati dei ragazzi annoiati è bene che siano individuati e perseguiti, così imparano che anche i metodi fascisti e l’apologia del fascismo e del nazismo (anche solo con l’uso di linguaggi e simbologia che richiamino quelle ideologie) sono reato e non sono consentiti – ancora – in questo paese.

Un Paese in cui il clima si fa sempre più acido e in cui sembra normale sparare ai neri per strada, sostituirsi alle forze dell’ordine e alle istituzioni con ronde illegali per cacciare i venditori ambulanti dalle spiagge…  Non è normale per niente, come non è normale infilare lettere minatorie nelle cassette della posta.

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