UN FILM IN TV E UNA VECCHIA STORIA: CARO SINDACO, RICORDI L’INQUINAMENTO DA NICHEL? A CHE PUNTO SIAMO?

giovedì 27th, aprile 2017 / 16:30
UN FILM IN TV E UNA VECCHIA STORIA: CARO SINDACO, RICORDI L’INQUINAMENTO DA NICHEL? A CHE PUNTO SIAMO?
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CHIUSI- Ieri sera, 26 aprile, in seconda serata, sul canale 25 del Digitale Terrestre Rai Premium, è andato in onda il tv-movie “L’assalto” con Diego Abatantuono, Luigi Maria Burruano, Camilla Semino Favro, Ninni Bruschetta, Gianni Mazzarelli, Ugo Conti. Regia di Ricki Tognazzi. Il film, del 2013 e già trasmesso nel 2014, affronta ill tema delle infiltrazioni della Ndranghera nel nord Italia. Nel caso specifico nell’hinterland di Milano. La storia è quella di un impreditore edile (Abatabntuono) onesto e gran lavoratore che però, ad un certo punto, a causa della crisi e dei crediti non riscossi rischia di veder saltare la propria azienda. E così finisce per cadere nella mani di una “famiglia” calabrese, da 30 anni trapiantata al nord che prima lo aiuta “amichevolmente”, poi gli fa vincere un grande appalto e infine gli chiede di fare il passo successivo e cioè “interrare” rifiuti tossici nel terreno di quel cantiere. Che è il cantiere di un costruendo palasport. Nel film l’imprenditore trova la forza e il coraggio di reagire denunciando tutto alla Polizia. Pagherà il suo debito con la giustizia, ma tornerà “libero e pulito”. Un’area periferica, un appalto consistente per un impianto sportivo, rifiuti tossici da interrare…  Naturalmente di notte e di nascosto…

Do you remember? Mi verrebbe da dire…

E infatti, guardando il film mi è tornata in mente una storia tante volte affrontata su questo giornale. Quella del possibile o presunto “occultamento” di rifiuti speciali, forse tossici, nella cava che poi, di lì a poco sarebbe diventata il cantiere del costruendo nuovo stadio di Chiusi. E che adesso è il cantiere del costruendo Palasport.

Il primo articolo in cui lanciavamo l’allarme circa il possibile interramento di rifiuti è del 2006 e prendeva spunto da alcune “segnalazioni” di strani movimenti notturni…  L’apertura del cantiere per lo Stadio è del 2008. Il Palasport, al posto dello stadio, è in costruzione dall’ottobre scorso…

Questa storia dei rifiuti è affiorata più volte, diciamo pure ogni volta che si è parlato di quell’area a sud di Chiusi Scalo, a ridosso della zona industriale e a 1 km circa dall’abitato. Ma nulla è mai emerso di concreto. La ditta proprietaria della cava fu multata (8 mila euro) per smaltimemnto irregolare di inerti, ma rifiuti tossici non sono mai spuntati, nemmeno dalle verifiche e dai carotaggi commissionati dall’Amministrazione Comunale e effettuati a più riprese nel corso degli anni.Questo aleno è ciò che è stato sempre affermato dalle autorità.

Però, nel 2014 venne a galla un’altra storia: la falda acquifera sotterranea e i corsi d’acqua superficiali (canali, fossi di scolo e di irrigazione) in tutta la zona industriale, quindi non lontano e a valle rispetto all’area in questione, risultarono inquinati da nichel. Fu l’Arpat a rilevare il superamento dei limiti di legge. Anche in questo caso ci furono articoli di stampa, discussioni in Consiglio Comunale, raccolte di firme e iniziative pubbliche. Anche una promossa da Primapagina il 14 dicembre 2014 nella quale fu messo in evidenza pure l’alto tasso di tumori e malattie particolari nel quartiere di Chiusi Scalo più prossimo alla zona industriale, così comenella frazione pievese di Ponticelli, che si trova a valle…

Il Comune stesso, pur con qualche titubanza iniziale si mosse operando nuovi controlli e arrivò alla conclusioni di presentare una denuncia penale per danno ambientale nei confronti di una azienda privata e dell’agezia governativa AGEA (ministero Agricoltura) per uno sversamento di materiale tossico avvenuto nel 2008. In un capannone erano stati stoccati per conto di AGEA migliaia di contenitori in pvc pieni di materiale di risulta dalla macellazioni di animali al tempo della “mucca pazza”. Materiale ad alta concetrazione di nichel. Al momento della rimozione avvenuta su ordinanza del sindaco di Chiusi, molti di quei contenitori, probabilmente deteriorati, si ruppero causando lo sversamento e di conseguenza l’inquinamento del terreno e della falda sottostante.

La denuncia è del settembre 2014. Da allora è cambiata l’amministrazione comunale (ma non il colore della stessa), l’assessore che se ne interessò all’epoca, Gianluca Sonnini, non ne fa più parte, ma questo non giustifica il fatto che nessuno sappia, a tre anni di distanza a che punto è la questione.

Non so se il sindaco Bettollini ieri sera ha visto il tv movie con Abatantuono, ma anche se non lo avesse visto, mi permetto di ricordargli la questione. E credo che qualche risposta la debba comunque fornire:

1) che fine ha fatto la denuncia presentata dal Comune di Chiusi?

2) i prelievi periodici da parte dell’ARPAT nei piezometri del depuratore di Bioecologia e nei corsi d’acqua circostanti sono stati effettuati dopo il 2014 e vengono affettuati anche adesso?

3) con quale periodicità?

4) tali controlli hanno rilevato inquinamento da nichel anche dopo il 2014 e se mai in quale misura e in quali precise zone?

5) i lavori per le fondazioni e la preparazione del terreno nel cantiere del costruendo palasport hanno portato alla luce situazioni anomale o che possano far pensare a qualche problematicità circa la qualità del terreno e dell’acqua?

In questa vicenda, se nei primi anni il Comune di Chiusi tenne con il sindaco Ceccobao, un atteggiamento di totale chiusura minacciando querele nei confronti di chi osava anche solo porre qualche dubbio in proposito, successivamente l’ente ha agito diversamente. Mai con grande entusiasmo, ma con maggiore disponibilità e con un certo impegno. La denucia è un atto del Comune e non di altri. Non è sul banco degli imputati, il Comune. Se mai è parte lesa e fa parte dell’accusa.  Quindi è sulla stessa barca dei cittadini che costituirono un comitato e presentarono un esposto alla magistratura, alla Provincia, al Prefetto.

Caro sindaco, spiegaci dunque come stanno le cose. Dopo tre anni, credo sia giusto che si sappia almeno se il problema è superato oppure no.

Marco Lorenzoni

 

 

 

 

 

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