L’INCONTRO PUBBLICO SUL NICHEL: RISCHI ESIGUI? MA NON ASSENTI. E IL DANNO AMBIENTALE RESTA

giovedì 18th, dicembre 2014 / 16:45
L’INCONTRO PUBBLICO SUL NICHEL: RISCHI ESIGUI? MA NON ASSENTI. E IL DANNO AMBIENTALE RESTA
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ANCHE NAZIONE  E CORRIERE DI SIENA ADESSO SCOPRONO IL PROBLEMA. BUONGIORNO!

CHIUSI – Martedì 16 dicembre, presso la saletta Cgil, gentilmente messa a disposizione, per la prima volta si è parlato in un incontro pubblico, della contaminazione da nichel e metalli pesanti della falda di Fondovalle. Cioè di un caso conclamato di inquinamento di un’area a cavallo tra i territori di Chiusi e Città della Pieve, nella zona industriale che è praticamente comune…
L’iniziativa, promossa da Primapagina, ha visto una buona partecipazione di pubblico (la saletta era praticamente gremita). Naturalmente, non era l’occasione per avere delle risposte. Se mai per dare informazione sul caso e per porre delle domande. Così è stato.nichel cgil

Il Comune di Chiusi,  con il vicesindaco Gianluca Sonnini e il comandante della Polizia Municipale Giannini, non si è sottratto al confronto. E anzi, ha riconosciuto l’importanza e il ruolo di stimolo avuto dalla stampa e dall’esposto presentato nel gennaio scorso da alcuni cittadini, nel dare un colpo di acceleratore alla vicenda, ha ammesso un certo ritardo nel comprendere la gravità della cosa e nell’agire, ma ha comunque puntualizzato tutti i passaggi, le verifiche, i controlli effettuati… Si è preso qualche critica e qualche rimbrotto dalla platea, ma ha anche incassato il riconoscimento di un cambio di passo e di atteggiamento rispetto ai primi momenti e anche rispetto al passato quando l’amministrazione comunale minacciava di querela primapagina e chiunque osasse porre domande su questioni del genere..

In effetti, anche in questo caso,  all’inizio l’atteggiamento dell’amministrazione era stato più che altro tendente a minimizzare, rassicurare, evitare “allarmismo” e “strumentalizzazioni”. Come se qualcuno avesse fato allarmismo o strumentalizzato la vicenda.
Ora però, è il Comune che ad agosto ha denunciato l’azienda Nigi e l’agenzia governativa Agea, per lo sversamento di circa 40 tonnellate di “farine animali idrolizzate” infette da morbo ‘mucca pazza’ e contenenti metalli pesanti sul terreno, evento indicato come possibile causa dell’inquinamento da nichel. E quindi è sulla stessa barca di chi ha suonato l’allarme. Lo ha detto il direttore di Primapagina Lorenzoni e anche il vicesindaco Sonnini, che su questa storia ha acettato il contraddittorio e ci ha messo la faccia. E ce l’ha messa, per un anno intero,  lui solo di tutta l’amministrazione.

A questo punto l’unica strada è fare fronte comune per sollecitare la magistratura a chiarire il caso ed eventuali responsabilità. Anche perché, in assenza di un pronunciamento del magistrato, non è possibile procedere nemmeno alla bonifica dell’area contaminata… Il terreno è “corpo del reato” e non si può toccare.  Così ha spiegato Giannini. Ma la bonifica va fatta e non si può fare tra 10 anni… Per questo è necessario ce la magistratura faccia in fretta…

I rischi per la popolazione, sulla base delle verifiche fatte da Arpat, Asl e Forestale, sembrano esigui. Ma non assenti. Perché se è vero che la falda contaminata è quella superficiale e non alimenta acquedotti né pozzi per l’uso idropotabile, è anche vero che risultano inquinati ad oggi anche pozzi privati che attingono alla falda profonda, non a quella superficiale.

Nel corso del dibattito è stato chiesto di attivare controlli anche sul versante pievese per capire fin dove arriva la falda, se non altro. E per capire se a valle la contaminazione ha avuto qualche effetto… Versante pievese finora poco attento e assente ingiustificato (ma c’erano diversi pievesi all’assemblea di Chiusi).

Si è parlato, nell’incontro del 16, anche dell’allarme presente tra la popolazione per i tanti, troppi, casi di tumore e malattie rare nella zona delle Biffe a Chiusi Scalo ed è stato chiesto al Comune e alle autorità un “monitoraggio” della situazione per verificare se l’allarme è giustificato e se possono esserci cause e concause scatenanti. Sonnini su questo si è detto d’accordo. Sarebbe interessante a questo punto l’opinione dei medici di famiglia, della Asl e di esperti della materia.

Probabilmente non è merito dell’incontro promosso da Primapagina il 16 dicembre scorso, ma per la prima volta anche Corriere di Siena e La Nazione sono usciti con articoli sulla questione. Lo hanno fatto pubblicando oggi un comunicato del Comune tendente ancora una volta a rassicurare la popolazione sull’assenza di rischi. Comunicato che però è un passo indietro rispetto alle stesse dichiarazioni del vicesindaco all’assemblea del 16. Sembra infatti che i due quotidiani scoprano oggi la questione. Non si fa cenno ai denunciati per inquinamento (dal Comune, non da Primapagina o altri)… E’ grave che due organi di stampa così importanti (ma non sono i soli) per un anno intero abbiano fatto finta di non vedere e non sentire e che intervengano solo adesso per dire che la “questione è in mano ai magistrati” quando la denuncia è di luglio e già ai primi di settembre  la notizia era uscita su Primapagina. Più realisti del re, i media regionali pronti a incensare il sindaco che rassicura, a bacchettare i media e blog locali troppo critici, ma assenti ingiustificati, ciechi e sordi quando il problema veniva sollevato… Brutta storia. Brutta abitudine. Mala tempora currunt per l’informazione locale…

Perché va bene rassicurare. E’ giusto. Ma non va bene minimizzare o far finta di niente. L’inquinamento della falda di Fondovalle non è “presunto” come  si legge nel comunicato del Comune, è un fatto conclamato e certificato dagli organi competenti (Arpat e Asl). Sussiste da almeno 6 anni ed è tutt’ora presente.

Se non ci sono rischi immediati per la popolazione tanto meglio, ma l’inquinamento è in ogni caso un reato da perseguire a norma di legge (tanto che il Comune ha presentato denuncia penale). E configura sempre e comunque un danno ambientale. Un danno al patrimonio comune, come ha giustamente sottolineato la rappresentante di Italia Nostra di Siena all’incontro del 16 dicembre… E i danni ambientali, sempre danni sono. Chi li ha fatti li dovrà pur pagare.
e.c.

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