NUOVO INCONTRO DEGLI ASSESSORI DI TOSCANA E UMBRIA SU TRENI E FERMATE NELLE STAZIONI INTERMEDIE

NUOVO INCONTRO DEGLI ASSESSORI DI TOSCANA E UMBRIA SU TRENI E FERMATE NELLE STAZIONI INTERMEDIE
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Lo scorso 28 ottobre gli assessori regionali dell’Umbria e della Toscana si sono incontrarti di nuovo per parlare del tema Trasporti ferroviari. Era presente anche il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini. Sul tavolo alcune richieste, già avanzate nel famoso “patto di Chiusi” del 7 marzo e ribadite di recente in un incontro tenutosi a Castiglione del Lago il 16 ottobre.

Più treni per servire in maniera adeguata i pendolari della linea Firenze-Roma; potenziare i servizi di lunga percorrenza Intercity, ormai quasi scomparsi, rafforzandone la presenza nelle stazioni intermedie di Orvieto, Chiusi e Terontola; prevedere nuove fermate dei treni AV a Chiusi o Arezzo o Orvieto; individuare soluzioni che possano migliorare l’interscambio con i treni AV e che garantiscano ai pendolari ferroviari un adeguato servizio.

Queste le priorità indicate dagli assessori regionali ai trasporti di Toscana e Umbria, Filippo Boni e Francesco De Rebotti e che gli stessi con i sindaci porteranno avanti in modo congiunto nel confronto con il Governo, il Ministero e i gestori del servizio ferroviario.

“Con il Patto di Chiusi abbiamo avviato un percorso di collaborazione che vogliamo rendere più concreto”, ha spiegato l’assessore toscano Boni. “Insieme all’Umbria stiamo lavorando per individuare soluzioni che tutelino il servizio ferroviario e rispondano alle esigenze di mobilità dei cittadini. È fondamentale che le scelte relative ai collegamenti ferroviari tengano conto delle necessità dei territori e delle ricadute sui pendolari, in un confronto che consenta di individuare azioni condivise e compatibili con le esigenze di entrambe le Regioni”.

“La significativa novità che emerge a seguito dell’incontro con l’assessore Boni – ha evidenziato l’assessore umbro De Rebotti – è sicuramente la definizione di una piattaforma condivisa con la Regione Toscana che delinea proposte sostenibili, rapidamente realizzabili nell’interesse dei pendolari che quotidianamente utilizzano i treni, tra mille difficoltà, in particolare nel collegamento con Roma. Siamo fortemente intenzionati a impegnare il Governo e il Ministero dei Trasporti, ritenendo che essi non possano più sottrarsi ad un confronto sistematico relativo alle questioni rappresentate”.

A dire il vero già nell’iniziativa del 7 marzo che portò alla firma del Patto di Chiusi e anche a Castiglione del lago 15 giorni fa, sono state fatte proposte precise e circostanziate su orari, coincidenze, treni da ripristinare, fermate da effettuare nelle stazioni intermedie. Tutte – quelle citate – dotate di connessione con l’Av e adeguate allo scopo. Con gli IC che non possono viaggiare sulla Direttissima per non bloccare il traffico dei convogli AV, qualche fermata dei Frecciarossa a Chiusi e Arezzo è assolutamente necessaria. Adesso i treni AV che passano per Chiusi sono 164 (100 frecce e 64 Italo) ogni giorno, se di questi, o solo delle Frecce, se ne fermano due a Chiusi e 4 ad Arezzo, non muore nessuno. A Terontola arriva la Freccia da Perugia. Basta evitare sovrapposizioni e fermate doppie a pochi km di distanza.

Lo abbiamo già scritto più volte: la stazione di Chiusi nonostante i tagli ai treni e le fermate ridotte, vede giornalmente centinaia di arrivi, per lo più turisti, che poi di spostano in Valdorcia, sull’Amiata, nell’area del Trasimeno… Negli anni 2019-2023 quando la fermata del Frecciarossa era in funzione, non succedeva. Il traffico turistico si è moltiplicato negli ultimi due anni, grazie anche a boom di alcune località (come Montepulciano, Pienza, San Quirico d’Orcia). Se quella fermata, più magari un’altra o due, potrebbe salire ancora. E ancora di più se venisse realizzato un collegamento stradale adeguato e veloce da Chiusi a Perugia, tramite la Pievaiola, altra questione che è sul tavolo da anni e che la Regione Umbria ha definito “strategica”, senza però che siano seguiti atti concreti.

Le 4 stazioni di Orte, Orvieto, Chiusi (con la connessione per Siena) e Arezzo, più quella di Terontola che interseca la linea per Perugia e nord del Trasimeno, se adeguatamente servite – come lo erano fino a una decina di anni fa – possono garantire la copertura delle necessità di mobilità di una vasta area centrale, con alcune città di rilievo, località turistiche in crescita, e un pendolarismo consistente, senza alcun bisogno di realizzare una nuova stazione in linea per l’alta velocità che penalizzerebbe ancora di più il territorio, avvantaggiando e avvicinando solo i grandi centri  e che in ogni caso sarebbe pronta nella più ottimistica delle ipotesi fra non meno di 10-15 anni.

Sta anche tornando in discussione (la Regione Toscana ha finanziato il procedimento di partecipazione pubblica) il progetto di un Centro Intermodale Merci interregionale, da realizzarsi nei pressi della stazione di Chiusi, in territorio sia chiusino che pievese. Una struttura, magari meno imponente di quella progettata negli anni ’80 e avviata a costruzione 20 anni fa e poi lasciata in abbandono, che accrescerebbe il ruolo della stazione e potrebbe favorire non solo il mantenimento, ma anche lo sviluppo del tessuto produttivo e commerciale della zona di confine fra Umbria e Toscana, offrendo nuove opportunità ad aziende che utilizzano oggi molto trasporto su gomma come la Lodovichi Spa, di Chiusi, la Vetreria Cooperativa Piegarese di Piegaro con non pochi problemi per la viabilità e la sicurezza.

Ora si attende il confronto fra le due regioni, i sindaci da una parte, il Governo e il Gruppo Fs dall’altro.

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