CENTRO INTERMODALE MERCI, LA REGIONE TOSCANA AFFIDA 19 MILA EURO AL COMITATO OPZIONE ZERO PER STUDIARE LA QUESTIONE
CHIUSI – Alcune questioni rimbalzate sui mezzi di informazione (e anche s queste colonne) nelle ultime settimane come l’annoso problema dei Tir in entrata e uscita dalla Lodovichi Spa che attraversano l’abitato di Chiusi Scalo; lo sciopero, i presidi e le manifestazioni dei camionisti in tutta Italia e anche al Casello Valdichiana, l’incidente che ha visto protagonista un Tir in uscita dalla Vetreria Cooperativa di Piegaro sulla Pievaiola, hanno riacceso i riflettori sul progetto del cosiddetto Centro Intermodale Merci interregionale, da realizzarsi al confine tra i comuni di Chiusi e Città della Pieve, nei pressi e a servizio della Stazione ferroviaria.
Il progetto è vecchio, risale alla metà degli anni ’80 quando fu lanciato dalla Cna e da alcuni consorzi di autrotrasportatori. Nei primi anni 2000, intorno al 2008, fu addirittura avviato a costruzione, dal Patto Territoriale Vato (Patto 2000) con l’urbanizzazione dell’area, la realizzazione della strada di accesso e la costituzione di una società di gestione. Spesa di oltre 2 milioni di euro. Solo che la struttura è rimasta incompiuta, come monumento allo spreco ed esempio lampante e scandaloso di come si possano spendere soldi pubblici in malo modo, senza alcun risultato.
L’idea è stata ripresa qualche anno fa dall’Associazione Opzione Zero che l’ha inserita fra le rivendicazioni legate alla tutela e potenziamento della stazione ferroviaria di Chiusi-Chianciano, in alternativa alla ventilata stazione in linea per l’alta velocità. Questo giornale ha indicato più volte il centro Intermodale Merci come possibile soluzione per il problema dei Tir della Lodovichi, prevedendo un braccio ferroviario (peraltro già esistente, almeno in parte e già utilizzato in passato) e la realizzazione di un collegamento stradale adeguato fra Perugia e Chiusi via Pievaiola, come uno dei cardini per attrarre o mantenere in vita il tessuto produttivo dell’area.
Secondo noi, anche se rispetto a 40 anni fa il mondo è cambiato e molte imprese di grandi dimensioni che si trovavano nel territorio non ci sono più, il centro Merci potrebbe avere ugualmente un suo perché. La cosa ovviamente andrebbe studiata.
a questo proposito è di questi giorni la notizia che la Regione Toscana ha assegnato all’Associazione OpzioneZero la somma di 18.850 euro, accogliendo la Domanda Preliminare, presentata per attivare il procedimento del Dibattito Pubblico sulla possibilità di realizzare un interporto intermodale nell’area a cavallo tra il comune di Chiusi e quello di Città della Pieve”.
Lo stanziamento – fanno sapere quelli di Opzione Zero – è subordinato ad alcuni adempimenti tra cui quello di presentare una documentazione di dettaglio sulle finalità del Dibattito Pubblico nonché sulle modalità organizzative/operative con cui realizzarlo. La documentazione deve essere presentata tassativamente entro il 20 novembre p.v. Le fasi sono due: processo partecipativo e poi dibattito pubblico.
Il processo partecipativo dovrà espletarsi nell’arco di 180 giorni ed è previsto da apposita legge regionale come il dibattito pubblico che dovrebbe seguire.
“Il processo partecipativo – spiega Romano Romanini, di Opzione zero – ha per oggetto il coinvolgimento di tutte le componenti della società civile per raccogliere opinioni, critiche, suggerimenti e valutazioni su una proposta che deve ancora essere sviluppata nelle sue componenti di dettaglio. Anche il dibattito pubblico coinvolge tutte le componenti della società civile ma è la fase successiva di approfondimento che, esamina il progetto preliminare del iniziativa per valutarne tutti gli aspetti di dettaglio. Nessuno dei due è obbligatorio, ma sicuramente entrambi sono opportuni per progetti a scala territoriale con implicazioni socio economiche e ambientali rilevanti su un area vasta”
L’associazione Opzione Zero è intenzionata a procedere, per non perdere il finanziamento ottenuto, anche se i tempi sono piuttosto stretti.
Chiaro che sarà necessario interloquire prima di tutto con i soggetti più direttamente interessati: il Comune di Chiusi e il Comune di Città della Pieve, il Gruppo Fs (Trenitalia e Rfi), l’Anas che ha competenza sulla strada di accesso, poi il mondo del trasporto su gomma e più avanti il mondo imprenditoriale nel suo complesso, sia del comparto produttivo che commerciale, i sindacati e non ultima la politica, che dovrà dire la sua sul piano della programmazione territoriale e dello sviluppo economico. Qualche anno fa, ad abbandono del progetto già avvenuto, l’allora sindaco di Chiusi Bettollini stralciò una parte dell’area destinata all’Interporto dal piano urbanistico comunale, riducendone fortemente le dimensioni della parte edificabile e utilizzabile allo scopo.
Da qui, forse l’idea di realizzare a struttura in parte nel territorio pievese. Il che potrebbe favorire anche un maggiore coinvolgimento dell’Umbria nella “percezione” e nell’utilizzo della stazione ferroviaria. Tant’è che, sempre su queste colonne, avanzammo l’ipotesi di inserire nel nome della stazione (oggi Chiusi-Chianciano Terme) anche un riferimento esplicito a Città della Pieve o all’Umbria.
Ma la prima cosa da fare è capire (e stabilire) se il centro Merci serve o non serve, se può essere utile oppure no, e a chi…
E a questo dovrebbero servire il processo partecipativo e poi il dibattito pubblico, che la Regione Toscana ha accettato come iter da seguire. E cui ha messo sopra pure una discreta sommetta.








