L’ITALIA SCIOPERA CONTRO GUERRA, GENOCIDIO E CARO VITA. UN FIUME IN PIENA…

venerdì 30th, ottobre 2026 / 15:43
L’ITALIA SCIOPERA CONTRO GUERRA, GENOCIDIO E CARO VITA. UN FIUME IN PIENA…
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A Giorgia Meloni, Salvini, Tajani, La Russa, Lollobrigida, fischieranno forte le orecchie, oggi. Che fastidio contessa, quest’acufene che non passa… Sapesse… se mi sposto mi segue. Ovunque io vada il fischio è sempre più forte…  Madonna contessa che calvario…

In effetti, non c’è piazza oggi che non sia invasa da folle che protestano, da nord al centro, al sud ovunque la stessa cosa: cortei colorati, cartelli sarcastici e incazzati, ma nessuna violenza. A Milano due cortei hanno invaso la tangenziale. Un fiume umano. Gli studenti sono la testa d’ariete. Forse i più numerosi. Sono loro a guidare le manifestazioni, come nel ’68-69. Ma non sono soli.

Se il Pd, il campo largo, la Cgil e gli altri sindacati balbettano, la “meglio gioventù” sta riprendendo la parola. Con il megafono. A volume alto. Non solo a Milano, anche a Roma, Genova, Torino, Brescia, Bologna, Firenze, Livorno, Siena, Perugia… e anche Montepulciano dove in piazza c’erano gli alunni dei licei poliziani.

Decine e decine di migliaia di persone, studenti, operai, pensionati, camionisti, agricoltori, docenti sono scesi in piazza da questa mattina e stanno ancora manifestando: è lo sciopero generale contro il caro vita, contro il riarmo e le spese militari, contro il genocidio a  Gaza e Cisgiordania. Piazze gremite e parole d’ordine precise e chiare che non ammettono titubanze, distinguo e balbettii. La meglio gioventù e anche la meglio mezza e terza età non vogliono la guerra, non vogliono spendere miliardi per le armi togliendo risorse alla sanità, alla sciola pubblica, ai trasporti, ai servizi sociali, alla tutela dell’ambiente, alla transizione energetica.  Le piazze chiedono prezzi più bassi dei carburanti e del carrello della spesa, case accessibili, diritto alo studio ed equità nei prezzi pagati dalla Grande distribuzione ai produttori agricoli, tassazione equa e progressiva.

Il Governo finora ha risposto con i decreti sicurezza, con le manganellate e i fermi preventivi. Cioè ha risposto in maniera poliziesca, come fanno i governi di estrema destra e quelli reazionari e dittatoriali. Ha anche provato a sbattere il mostro in prima pagina, per alimentare tensioni e paure, per criminalizzare chi dissente. Nel frattempo all’Onu l’Italia si è astenuta sullo stop all’embargo verso Cuba imposto dagli Usa. Una vergogna planetaria e scarsa riconoscenza per i medici cubani che dai tempi del covid stanno dando una mano agli ospedali della Calabria e non solo.

La politica, anche a sinistra è in ritardo netto. Le proteste ormai dilaganti non le ha sentite arrivare e ora arranca per vedere di intercettarne qualche frammento almeno. La destra al governo sente il fiato sul collo, perché quando si muove la piazza e in queste proporzioni, c’è poco da fare se non abbandonare il campo. La sinistra sente invece che quel popolo che è in piazza non riconosce i partiti del campo largo come legittimi rappresentanti delle rivendicazioni. Né della parte di società che manifesta. Sente che ciò che è successo al referendum sulla giustizia (e sulla Costituzione) difficilmente si ripeterà alle elezioni politiche. I giovani e i meno giovani in piazza non li voteranno se non prenderanno posizioni chiare su riarmo, guerra latente, e genocidio e sulle questioni sociali.

La sinistra che per anni ha appoggiato le riforme Fornero, i governi Monti e Draghi, la dittatura delle banche d’affari, la macelleria sociale della deindustrializzazione ha finito il suo corso. O cambia o verrà spazzata via. Senza remissione dei peccati, ignorata dalla gente che dovrebbe rappresentare.

La destra sembra una mosca che sbatte sul vetro… cerca capri espiatori, attacca la magistratura in maniera eversiva, evoca fantasmi inesistenti e teoremi fasulli, la sinistra ufficiale cerca un modo quantomeno per non farsi travolgere o sconfessare dal fiume in piena.

Qualcuno prova a starci dentro in qualche modo. Il sindaco di Montepulciano, per esempio, tanto per rimanere al nostro territorio, ha partecipato alla manifestazioni degli studenti. Qualche esponente del Pd, di Avs, del M5S qua e là si è fatto vedere nei cortei, dove si segnala un fatto nuovo: molti manifestanti sventolano non solo la bandiera palestinese, ma anche quella italiana. Il fiume in piena sta togliendo di mano – e giustamente –  il paravento del patriottismo alla destra fascistoide e reazionaria. Bene così.

L’Italia migliore è quella che sta invadendo e occupando strade, scuole e piazze. Guardi che bellezza, contessa. Non trova?

m.l.

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