NOTTOLA: POCHI PARTI, PUNTO NASCITA A RISCHIO CHIUSURA. E SENZA “STRANIERI” CHIUDEREBBERO ANCHE LE SCUOLE

mercoledì 21st, gennaio 2026 / 14:36
NOTTOLA: POCHI PARTI, PUNTO NASCITA A RISCHIO CHIUSURA.  E SENZA “STRANIERI” CHIUDEREBBERO ANCHE LE SCUOLE
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MONTEPULCIANO – Secondo gli standard previsti dalla legge, il punto nascita presso l’Ospedale di Nottola dovrebbe chiudere, perché non ha raggiunto i 500 parti nell’arco del 2025. I dati ufficiali dicono che ne ha registrati solo 407 (nascite però 409, due li avrà portati la cicogna). Non ci è andato lontano, ma la tendenza è in calo dal 2019 e ogni anno è peggio. E questo fa salire il rischio di accorpamento del servizio all’Ospedale di Siena, per il momento scongiurato, ma solo perché il presidio unico della Valdichiana senese è lontano da altre strutture e punto di riferimento di un territorio più vasto, che comprende anche i territori confinanti della vicina Umbria.
Il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini ha scritto una lettera al presidente della Regione Giani e all’assessora alla sanità Monia Monni nella quale ribadisce con fermezza la richiesta già avanzata in passato di rivedere le soglie previste per i punti nascita, alla luce del calo generalizzato delle nascite in atto ovunque.
“Il punto nascita dell’Ospedale di Nottola rappresenta un presidio fondamentale per l’intera Valdichiana ed è da anni un riferimento riconosciuto e apprezzato da un bacino che va ben oltre il nostro territorio. È un servizio oggi operativo, sicuro e di qualità, che deve continuare a esserlo anche in futuro. Qualsiasi altra soluzione sarebbe impensabile e inaccettabile per un’area territorialmente vasta come la nostra. Rivedere la normativa sulle soglie per i punti nascita è una scelta di buon senso, necessaria per garantire la tenuta dei servizi essenziali sui territori”,  scrive Angiolini a Giani e Monni.
In alcune interviste tv lo stesso presidente Giani ha espresso le medesime considerazioni, definendo il contesto in cui vennero stabilite le soglie, ormai superato dai fatti.
Stessa situazione all’ospedale di Campostaggia in Val d’Elsa. Che però è più vicino a Siena di quanto non lo sia quello di Nottola.
Da notare che una percentuale abbastanza elevata delle nascite registrate a Nottola e a Campostaggia è ormai riferibile a neonati di famiglie immigrate, che fanno più figli degli italiani.
E questo è un dato che deve essere tenuto presente anche per quanto riguarda la salvaguardia non solo dei punti nascita, ma anche di altri servizi come le scuole materne, gli asili nido, le scuole elementari e medie… Anche in Valdichiana, in molti paesi (e non solo quelli più piccoli, montani o periferici) senza gli “stranieri” o gli italiani di seconda e terza generazione sarebbe assai difficile formare le classi secondo gli standard di legge e mantenere in vita strutture e servizi fondamentali per le famiglie: la sanità e la scuola pubbliche e anche le scuole e gli asili privati.
Le aree interne insomma rischiano di ritrovarsi fatte da paesi per vecchi, sempre più spopolati, commercialmente desertificati e con sempre meno servizi essenziali. La fredda legge dei numeri, che poi è la fredda e iniqua logica della burocrazia da stato borbonico, non può e non deve essere l’unico metro di valutazione. Fanno bene i sindaci ad alzare la voce. Ma chi vorrebbe alzare muri e barricate per fermare l’invasione degli immigrati, tenga presente che senza di loro non avremmo più, già adesso, punti nascita in ospedale, asili nido, scuole materne, scuole elementari, scuole medie e superiori perché i figli degli italiani-italiani, autoctoni e stanziali, non sono/sarebbero più sufficienti a garantire il numero legale. E probabilmente non è un problema di calo del desiderio sessuale…
La questione Nottola posta sul tappeto dal sindaco poliziano Angiolini diventa dunque un paradigma per ragionamenti più ampi sulla “vivibilità” di questi territori e che attengono ai trasporti, alla viabilità, alle politiche turistiche e culturali, a quelle scolastiche, alla programmazione economica e urbanistica, alle politiche per la casa… ragionamenti che non possono però essere affrontati ognuno come problema a sé stante avulso dagli altri. Il problema è uno solo. Si chiama marginalità e il nodo è come uscirne..
m.l.
Nella foto (Arezzo24): un punto nascita ospedaliero
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