“LA CGIL O E’ PLURALE O NON E’ LA CGIL”, DURO J’ACCUSE DI VASCO CAJARELLI AL VERTICE PERUGINO DEL SINDACATO DI LANDINI

giovedì 22nd, gennaio 2026 / 10:35
“LA CGIL O E’ PLURALE O NON E’ LA CGIL”, DURO J’ACCUSE DI VASCO CAJARELLI AL VERTICE PERUGINO DEL SINDACATO DI LANDINI
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Da Vasco Cajarelli, membro dell’assemblea generale della Cgil Umbria, riceviamo e pubblichiamo la nota che segue. Si tratta di una critica profonda alla gestione del maggiore sindacato, ma anche di un contributo appassionato al dibattito interno alla Cgil, in vista del congresso. Una presa di posizione coraggiosa e inusuale sulle questioni organizzative e gestionali e sulla presenza reale del grande sindacato nel dibattito politico, anche sui temi nazionali e internazionali come la pace, il disarmo, le guerre e i genocidi in atto, che a nostro avviso merita grande attenzione, perché la Cgil non è un attore di seconda fila. Ecco il testo inviatoci da Vasco Cajarelli: 

La CGIL è stata in questi anni protagonista per cercare di tutelare al meglio chi vive del proprio lavoro.
La fase, per il sindacato, è difficile, per tante, troppe ragioni.
Il contesto generale, la rottura dell’unità sindacale, i rapporti di forza nella società, la crisi della democrazia partecipativa. Ma è fuori di dubbio, ché c’è più bisogno di sindacato, non meno. Lo dimostra l’aumento delle disuguaglianze.
La segreteria Landini sta andando verso la conclusione del suo mandato, e gli va riconosciuto il tentativo di recuperare una crisi di rappresentanza che riguarda anche le organizzazioni sindacali. In un contesto difficile, si è cercato, in poche parole di non giocare solo in difensiva, lo si è fatto con il referendum per cambiare le leggi contro i diritti dei lavoratori, e con la contrattazione per migliorare le condizioni materiali di vita e purtroppo non sempre ci si è riusciti. Se è vero, come è vero, che l’Italia è l’unico paese nel quale negli ultimi trent’anni il valore dei salari è calato.
La CGIL di Perugia e in buona parte anche quella regionale, visto che rappresenta tre quarti degli iscritti, è stata capace di “tenere il passo”?
A mio avviso, no!
La direzione politica della camera del lavoro ha dimostrato largamente l’inadeguatezza nella capacità di governo, organizzativo e politico.
Dal punto di vista organizzativo si è caratterizzata in questi anni per una totale assenza di pluralismo, la CGIL o è plurale o non è la CGIL.
Pluralismo, collegialità, rispetto dei punti di vista sono stati sistematicamente negati. Voglio, per esempio, ricordare che una risorsa fondamentale per questa organizzazione è rappresentata dalle persone impegnate nelle tutele individuali (servizi), ebbene in questi anni l’atteggiamento è stato prevalentemente quello di non riconoscere il valore di queste persone.
Sono stati trattati da “impiegati” anziché sindacalisti, fino al punto di spedire lettere di contestazioni, come è successo in un’azienda privata.
La crisi della CGIL di Perugia è seria e preoccupante, sarebbe necessario recuperare un “senso di appartenenza” proprio oggi che sì è chiamati ad affrontare maggiori difficoltà e sfide, che la nostra organizzazione ha lanciato a livello nazionale.
Mi si rimprovererà, tanto più dopo queste mie dichiarazioni, che i problemi vanno affrontati “dentro” all’organizzazione, non fuori o sulla stampa.  Faccio presente che in un anno, se va bene, l’ assemblea generale (ex direttivo) viene ad essere convocata al massimo tre o quattro volte.
Ho aspettato anni per vedere qualche cambiamento, qualche correzione di condotta, niente.
L’ inadeguatezza nella capacità di direzione politica è sempre più evidente, ricordo che questa camera del lavoro è tra le più grandi d’Italia.
Inadeguatezza nel lanciare vertenze generali sul territorio, dall’ emergenza salariale, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla contrattazione sociale, alla qualità dei servizi a partire da quello della sanità pubblica.
Sfido chi legge, ed è iscritto alla CGIL,  a ricordare una vertenza aziendale trasformata in vertenza del territorio, e non mancano certo, penso – per citare l’ultima – a quella della Coop.
Le categorie sono lasciate a sé stesse.
Solo un dato: per non annoiare, il salario contrattato aziendalmente è a tassazione separata, quindi facile da riconoscere nella denuncia dei redditi dei lavoratori, la provincia di Perugia è tra le ultime in Italia, dato scientifico.
È inutile, deprimente,  ricordare che in Umbria abbiamo i salari più bassi della media nazionale del 13%, noi siamo un sindacato, non un centro studi, a noi spetta cambiare le cose, non raccontarle.
È sotto gli occhi di chi vuole vedere l’ inadeguatezza nella capacità di mobilitazione sui temi della pace, contro il genocidio del popolo Palestinese, contro il riarmo, la CGIL di Perugia non ha fatto quello che si è fatto in altre realtà.
La mia critica è forte, perché trovo grave la supponenza e il rifiuto al confronto, il peggiore dei modi per affrontare un problema è negarlo.
Quelli che in questi anni hanno provato a porre i problemi, come il sottoscritto, sono stati allontanati o messi in silenzio.
La gestione della CGIL di Perugia è stata concentrata nel consolidamento di posizioni, dimostrazione palese di debolezza.
La CGIL ha bisogno di altro, per affrontare le sfide e recuperare il rapporto di fiducia con i lavoratori, in molti casi nella nostra provincia è in grande crisi di rappresentanza, in questi anni si è cercato più l’obbedienza anziché le competenze, creando un clima di sgoverno, e quello che è peggio, anche la perdita del senso di “comunità” che ha sempre caratterizzato questa grande organizzazione.
La CGIL di Perugia per recuperare il suo importante ruolo deve tornare ad essere Plurale, Collettiva, Conflittuale.
Nei prossimi mesi lancerò delle iniziative organizzative per rimettere a valore questi principi basilari.
Il congresso che verrà, sarà difficile, per il contesto generale, ma rappresenta una grande opportunità per il rilancio del sindacato e del mondo del lavoro.
Giuseppe di Vittorio, diceva sempre che se il 99% dei problemi sono esterni, bisogna risolvere quell’1%.
Non si cambia il mondo se non si cambia, prima noi stessi.

Vasco Cajarelli
Assemblea generale CGIL Umbria e Perugia

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