“LA CGIL O E’ PLURALE O NON E’ LA CGIL”, DURO J’ACCUSE DI VASCO CAJARELLI AL VERTICE PERUGINO DEL SINDACATO DI LANDINI
Da Vasco Cajarelli, membro dell’assemblea generale della Cgil Umbria, riceviamo e pubblichiamo la nota che segue. Si tratta di una critica profonda alla gestione del maggiore sindacato, ma anche di un contributo appassionato al dibattito interno alla Cgil, in vista del congresso. Una presa di posizione coraggiosa e inusuale sulle questioni organizzative e gestionali e sulla presenza reale del grande sindacato nel dibattito politico, anche sui temi nazionali e internazionali come la pace, il disarmo, le guerre e i genocidi in atto, che a nostro avviso merita grande attenzione, perché la Cgil non è un attore di seconda fila. Ecco il testo inviatoci da Vasco Cajarelli:
La CGIL è stata in questi anni protagonista per cercare di tutelare al meglio chi vive del proprio lavoro.
La fase, per il sindacato, è difficile, per tante, troppe ragioni.
Il contesto generale, la rottura dell’unità sindacale, i rapporti di forza nella società, la crisi della democrazia partecipativa. Ma è fuori di dubbio, ché c’è più bisogno di sindacato, non meno. Lo dimostra l’aumento delle disuguaglianze.
La segreteria Landini sta andando verso la conclusione del suo mandato, e gli va riconosciuto il tentativo di recuperare una crisi di rappresentanza che riguarda anche le organizzazioni sindacali. In un contesto difficile, si è cercato, in poche parole di non giocare solo in difensiva, lo si è fatto con il referendum per cambiare le leggi contro i diritti dei lavoratori, e con la contrattazione per migliorare le condizioni materiali di vita e purtroppo non sempre ci si è riusciti. Se è vero, come è vero, che l’Italia è l’unico paese nel quale negli ultimi trent’anni il valore dei salari è calato.
La CGIL di Perugia e in buona parte anche quella regionale, visto che rappresenta tre quarti degli iscritti, è stata capace di “tenere il passo”?
A mio avviso, no!
La direzione politica della camera del lavoro ha dimostrato largamente l’inadeguatezza nella capacità di governo, organizzativo e politico.
Dal punto di vista organizzativo si è caratterizzata in questi anni per una totale assenza di pluralismo, la CGIL o è plurale o non è la CGIL.
Pluralismo, collegialità, rispetto dei punti di vista sono stati sistematicamente negati. Voglio, per esempio, ricordare che una risorsa fondamentale per questa organizzazione è rappresentata dalle persone impegnate nelle tutele individuali (servizi), ebbene in questi anni l’atteggiamento è stato prevalentemente quello di non riconoscere il valore di queste persone.
Sono stati trattati da “impiegati” anziché sindacalisti, fino al punto di spedire lettere di contestazioni, come è successo in un’azienda privata.
La crisi della CGIL di Perugia è seria e preoccupante, sarebbe necessario recuperare un “senso di appartenenza” proprio oggi che sì è chiamati ad affrontare maggiori difficoltà e sfide, che la nostra organizzazione ha lanciato a livello nazionale.
Mi si rimprovererà, tanto più dopo queste mie dichiarazioni, che i problemi vanno affrontati “dentro” all’organizzazione, non fuori o sulla stampa. Faccio presente che in un anno, se va bene, l’ assemblea generale (ex direttivo) viene ad essere convocata al massimo tre o quattro volte.
Ho aspettato anni per vedere qualche cambiamento, qualche correzione di condotta, niente.
L’ inadeguatezza nella capacità di direzione politica è sempre più evidente, ricordo che questa camera del lavoro è tra le più grandi d’Italia.
Inadeguatezza nel lanciare vertenze generali sul territorio, dall’ emergenza salariale, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla contrattazione sociale, alla qualità dei servizi a partire da quello della sanità pubblica.
Sfido chi legge, ed è iscritto alla CGIL, a ricordare una vertenza aziendale trasformata in vertenza del territorio, e non mancano certo, penso – per citare l’ultima – a quella della Coop.
Le categorie sono lasciate a sé stesse.
Solo un dato: per non annoiare, il salario contrattato aziendalmente è a tassazione separata, quindi facile da riconoscere nella denuncia dei redditi dei lavoratori, la provincia di Perugia è tra le ultime in Italia, dato scientifico.
È inutile, deprimente, ricordare che in Umbria abbiamo i salari più bassi della media nazionale del 13%, noi siamo un sindacato, non un centro studi, a noi spetta cambiare le cose, non raccontarle.
È sotto gli occhi di chi vuole vedere l’ inadeguatezza nella capacità di mobilitazione sui temi della pace, contro il genocidio del popolo Palestinese, contro il riarmo, la CGIL di Perugia non ha fatto quello che si è fatto in altre realtà.
La mia critica è forte, perché trovo grave la supponenza e il rifiuto al confronto, il peggiore dei modi per affrontare un problema è negarlo.
Quelli che in questi anni hanno provato a porre i problemi, come il sottoscritto, sono stati allontanati o messi in silenzio.
La gestione della CGIL di Perugia è stata concentrata nel consolidamento di posizioni, dimostrazione palese di debolezza.
La CGIL ha bisogno di altro, per affrontare le sfide e recuperare il rapporto di fiducia con i lavoratori, in molti casi nella nostra provincia è in grande crisi di rappresentanza, in questi anni si è cercato più l’obbedienza anziché le competenze, creando un clima di sgoverno, e quello che è peggio, anche la perdita del senso di “comunità” che ha sempre caratterizzato questa grande organizzazione.
La CGIL di Perugia per recuperare il suo importante ruolo deve tornare ad essere Plurale, Collettiva, Conflittuale.
Nei prossimi mesi lancerò delle iniziative organizzative per rimettere a valore questi principi basilari.
Il congresso che verrà, sarà difficile, per il contesto generale, ma rappresenta una grande opportunità per il rilancio del sindacato e del mondo del lavoro.
Giuseppe di Vittorio, diceva sempre che se il 99% dei problemi sono esterni, bisogna risolvere quell’1%.
Non si cambia il mondo se non si cambia, prima noi stessi.
Vasco Cajarelli
Assemblea generale CGIL Umbria e Perugia











Non sono dentro le problematiche interne della CGIL ma credo che dalle parole di Vasco Cajarelli di poter cogliere una grande preoccupazione per il futuro di questo sindacato ed inevitabilmente anche per tutta la sinistra,quella più vera, che rappresenta gli aneliti e gli intenti di chi guarda al mondo con gli occhi da sinistra e che sà paragonare quanto avvenga sia all’interno delle persone sia nella società che le circonda.E’ proprio quest’ultima condizione che spinge a pensare ed anche a verificare come si sia allentata la presa del sindacato CGIL sulla società ed abbiano allo stesso tempo prevalso costantemente dei comportamenti e delle letture più ”allentate” della realtà sia nazionale ma anche internazionale dei motivi che hanno portato ad un lento dissolvimento delle spinte a reagire che erano proprie di un sindacato agguerrito e pronto a far valere i diritti di chi lavora. E’ la subordinazione ad un processo essenzialmente CULTURALE che è in atto in tutta la società e che anche quindi per la stessa CGIL è inevitabile il fatto che non venga interessata soprattutto nelle persone e nelle sue dirigenze. Il ”tarlo” inizia non solo dai vertici che dovrebbero dare l’imput ma anche nelle basi soprattutto sulle modalità di come si possa reagire ed opporsi alle ingiustizie ed alle pressioni antidemocratiche che il mondo del lavoro è costretto a sopportare. Non è facile immaginare la cura quale possa essere per il semplice fatto che il fronte non si dipana verso una situazione e condizione precise ma è la convergenza di forze diverse che ha fatto compiere una stasi in primis di natura culturale e poi logicamente tramutatasi in una condizione di non belligeranza progressiva e di allentamento e distanza dai problemi sentiti ed avvisati pesantemente dalle basi. Un erosione continua è cominciata sicuramente e personalmente non vedo alternativa se non quella di maggior profusione all’interno di una costruzione di una base larga e larghissima che abbia come riferimento principale la creazione di una conoscenza le cui componenti siano ”ideologiche” ma anche organizzative delle risposte da dare all’esterno. Senza questo patrimonio di conoscenza credo che assisteremo ad una lenta oppur veloce disintegrazione delle istanze del mondo del lavoro e ad una sua omologazione alla sottocultura dei modelli imperanti e che ora viaggiano a velocità doppia di come viaggiavano nemmeno tanto lontano nel tempo. ” Senza ideologia” e quindi di conseguenza ”senza ”idee” non c’è rivoluzione diceva qualcuno in passato, e da tale processo occorre imparare quali siano le fasce sociali che possono esserti amiche oppure quelle contro,ma senza tale processo di costruzione della conoscenza fondato sulla storia e sulla necessita di sapere e conoscere non esiste alcun futuro.Ecco perchè le metodologie per porre in atto tali processi personalmente pur non conoscendole dall’interno io osservo che senza portare a conoscenza un modo preciso ed istruttivo della realtà un sindacato soprattutto della natura della CGIL questo problema lo debba affrontare sin da subito,avendo la coscenza che tutto questo possa anche apportare sconvolgimento anche profondo ma che se permarrano le decisioni giuste e che vadano nella giusta direzione rappresenterà un polo di avvicinamento e di ampliamento dei consensi ed accrescerà la propria presa nella società.Altro non posso esprimere nelle modalità effettive e tecniche che guardino al raggiungimento di tali risultati che nel tempo potranno essere messe in atto, ma sicuramente il bisogno della conoscenza almeno per certe fasce di militanti ed anche di certi vertici credo che la necessità sia quella di imporli.Senza di questo arriverà ulteriore sfascio. Se il primo tarlo è culturale ed è cosa vera che lo sia,la vernice antitarlo deve essere CULTURALE , prodotto e costruito nei tempi e nei modi avendo la consapevolezza che tutto l sistema e l’impalcatura sindacale che agisce all’interno del sistema che abbiamo intorno spesso crea le difficoltà e si adegua alle istanze della faccia variabile del modo produttivo capitalistico.Non c’è via d’uscita di quella di una difesa da tali processi che può venire solo dalla conoscenza culturale delle questioni. E’ quella la vera forza che agisce sull’individuale e sul sociale e spesso tutto il resto ne consegue.
È chiaro che il ” FENOMENO ” Landini, ha trasformato il sindacato CGIL in un partito di estrema sinistra !
ORMAI il sindacato è ridotto al lumicino ! Ogni giorno migliaia di iscritti lo rinnegano strappando le tessere !
Porta in piazza PENSIONATI perché gli paga il viaggio il panino e 20 € AL momento in cui riportano la pettorina !
Ci vorrebbe un bel servizio di RANUCCI su questo DISASTRO, anche economico visto come è andata a finire in Sicilia !
Che VERGOGNA!
Dopo tutte le battaglie,giuste o no, ha ridotto il sindacato ad un appendice di AVS,PD,e m5s !
Affida gli striscioni agli immigrati clandestini,PAGANDOLI !
I suoi SCIOPERI, purtroppo,sono preda di facinorosi e black block che mettono a ferro e fuoco le città! Arrecano danni a negozianti ” poveri DIAVOLI ” che non riescono ad arrivare a fine mese ! Chi paga i danni !
L’ unica cosa di buono che dovevano fare era ribellarsi allo smantellamento della FIAT e di tutto l’ indotto ! Il governo, allora ” amico “, gliel’ ha impedito tenendoli a cuccia !
Che vergogna !
X Niccolò Martinozzi. Una serie di qualunquistiche accuse che mi sembrano contraddittorie,come quella che hai or ora detto di essersi trasformata in una associazione di estrema sinistra ma che poi si sia assoggettata ai voleri del governo. O fai pace con quello che dici oppure veramente non mi sembra che tu ti renda conto che quando la crisi impera sovrana vorresti un sindacato meno combattivo e che si assuefacesse alla politica degli altri due. O forse non lo vorrest proprio il sindacato,come non lo vorrebbero tanti non solo in quest tempi ma anche in quelli precedenti….Tutte le altre storielline dei panini e dei 20 euro, dei black block e degli immigrati clandestini con gli striscioni scusami Niccolò ma non meritano nemmeno risposta.Quando c’era il PCI dicevate insieme a molte componenti centrise e di destra che era la cinghia di trasmissione del PCI, ancora dopo 30 anni,ripeto 30 anni , nonostante la crisi industriale ed economica le critiche sarebbero quelle che la CGIL si sia schierata dalla parte del padronato perchè il governo amico non gliel’ha permesso ? Ti sembra una critica seria ed attendibile quella che hai fatto ? Che il sindacato sia in crisi nessuno lo nega e l’ho anche cercato di spiegarlo il perchè nell’intervento precedente e quali forse dovrebbero essere i modi per ricostituirlo ma ti chiedo se tu sia capace di vederlo il terreno intorno dove è stato costretto a marciare e di quale natura sia ?. Probabilmente se tu la potessi cancellare lo faresti anche …forse non solo la CGIL ma anche gli altri due perchè per una certa logica che prende semprepiu’ piede a causa della crisi, il sindacato rappresenta da sempre un paletto con il quale bene o male si debba fare i conti. Mah ? ”Migliaia di tessere al giorno strappate ?”. Ma per favore……Uno come Landini sai perchè resta ostico in questa italia che vediamo tutti i giorni ? Fermo restando che nessuno abbia la verità in bocca, a differenza di molti sindacalisti ha sempre avuto il coraggio di dire cose vere e di richiamare la realtà in maniera puntuale e precisa senza giri di parole a cui sono abituati purtroppo certi politici anche da parte della sedicente sinistra ed a parecchi di questa italia mafiosa questo aggrada poco….
Carocarlo, forse ho scritto male,NON credo,si assoggettata al governo precedente !
PER I panini e i 20€ alla riconsegna del ” giubbino ” non lo dico io ! Lo hanno detto i partecipanti ad uno sciopero a Roma,aggiungendo che,SE fosse stato tempo brutto non sarebbero venuti !
Io non sono contro i sindacati ! Io sono contro i sindacalisti e i sindacati che fanno ” solamente ” politica ! Fanno gli scioperi,” tutti i venerdì ” !
Contro i sindacati che non PENSANO più ai lavoratori ( emblematica la firma del contratto a 5 euro l’ora per i guardiani notturni ) !!
LANDINI USA il sindacato per garantirsi un posto in parlamento !!
Tutto qui !…. ho detto nulla riguardo a CISL E UIL O alle altre sigle ?
Landini è solo un opportunista …….assai pagato !!
Dove trova i soldi ?? I sindacati siano obbligati a presentare i bilanci !!