MONTEPULCIANO, IL BRAVIO TORNA A CAGNANO DOPO 34 ANNI. CHIUSI SCALO, FORNACE PRIMA FINALISTA DEI RUZZI. DOMENICA PROSSIMA LA SFIDA PER LA “CONCA”

lunedì 01st, settembre 2025 / 15:36
MONTEPULCIANO, IL BRAVIO TORNA A CAGNANO DOPO 34 ANNI. CHIUSI SCALO, FORNACE PRIMA FINALISTA DEI RUZZI. DOMENICA PROSSIMA LA SFIDA PER LA “CONCA”
0 Flares 0 Flares ×

A Montepulciano il Bravìo delle Botti ha visti la vittoria della contrada di Cagnano, con la coppia di spingitori  Samuele Cesaroni detto Fontone e Luca Benassi detto Cittino. Il panno dipinto dalla pittrice Manuela Petti e dedicato agli 80 anni dalla Liberazione di Montepulciano dal nazifascismo, con un richiamo alla marcia dei bambini di Iris Origo, torna nella sede dei verdeblu dopo 34 anni. Cagnano con 11 trionfi complessivi rimane, nonostante il lungo digiuno, la contrada più titolata della sfida poliziana.

Al secondo posto, ieri, gli spingitori di Gracciano, terza posizione per la sorprendente coppia de Le Coste.
L’anno scorso Cesaroni e Benassi furono beffati nell’ultimo tratto dalla coppia di Voltaia, quest’anno all’arco del Paolino sono passati in testa con un buon margine di vantaggio sui rivali, vantaggio mantenuto fino al sagrato del Duomo per la gioia e il giubilo dei loro contradaioli.

Questi i tempi di copertura del percorso fatti registrare dalle 8 coppie di spingitori: 8 minuti e 47” il tempo dei vincitori di Cagnano;  9.18 per Gracciano; 9 e 48 per Le Coste. Tutte sopra i 10 minuti le altre contrade: San Donato ha chiuso con un tempo di 10.05, Collazzi 10.18, Talosa 10.28 e Poggiolo per ultima con 10.48. Come è noto il percorso, dalla colonna del Marzocco, punto di partenza, al sagrato del duomo sfiora i 2 km (1.800 metri circa) ed è per la maggior parte in salita. Difficili anche i rari e brevi tratti di discesa, nei quali non è semplice per gli spingitori controllare la botte e mantenerla in carreggiata evitando contatti e sbandate.

Folta come sempre la cornice di pubblico in Piazza Grande e lungo tutto il tracciato della gara. Un po’ di rammarico tra gli organizzatori, per il maltenpo che ha falcidiato questa edizione 2025, e soprattutto ha costretto a concludere in anticipo, neanche a metà giro, il suggestivo e seguitissimo Corteo dei Ceri in programma il giovedì precedente la gara. Ma a Giove Pluvio non si comanda. E quando ci mette lo zampino c’è poco da fare.

Per una festa che si conclude, un’altra è appena cominciata. Si tratta dei Ruzzi della Conca di Chiusi Scalo. Altra disfida tra contrade,  che ha solo 7 anni meno del Bravìo e si basa non su una rievocazone medievale-rinascimentale, ma su un gioco che era in voga nell’800 e nei primi anni del ‘900: la Palla al Bracciale.

Sabato 30 si è tenuta la sfida femminile, vinta dalla contrada del Mar Nero (quinto successo consecutivo) e quella degli Uder 20, nella quale hanno trionfato i ragazzi del Sottogrottone. Ieri, domenica 31, si è tenuta invece la prima manche della sfida vera, in programma domenica prossima 7 settembre. Prima manche che serve a designare una delle due finaliste. L’altra uscirà dagli scontri incrociati della finalissima. L’accesso alla finale lo ha conquistato la Fornace. Questi i risultati di ieri: Biffe/Fornace 9-12; Mar nero-/Granocchiaio 12-5; Sottogrottone/Fornace 9-12; Fornace/Mar nero 16-12.

Domenica prossima dunque se la vedranno tra loro Mar Nero, Sottogrottone, Biffe e Granocchiaio.  La vincente al termine del mini torneo sfiderà la Fornace. L’anno scorso vinse il Sottogrottone, nel 2023 il Mar Nero. Nel 2022 trionfò la Fornace, nel 2021 Le Biffe. Il Granocchiaio non vince dal 2014, ma resta la contrada più titolata con 18 vittorie più quella dell’edizione straordinaria per il 25° anniversario della festa (2005). La Fornace è seconda con 11 vittorie.

Da quanto si è visto nella prima manche Fornace, Mar Nero e Sottogrottone sembrano abbastanza in palla. Le Biffe sono la “mina vagante” che può scompaginare i giochi,  mentre il Granocchiaio, a lungo la Juventus dei Ruzzi, è sembrata la compagine meno competitiva. Ma anche la palla che si gioca con il bracciale e non con i piedi è rotonda e nessuna partita ha l’esito scontato. Certamente il contesto di Chiusi Scalo è diverso (per motivi ovvii) e meno suggestivo di quello dei centri storici medievali imbandierati, ma c’è un’altro aspetto che differenzia la disfida chiusina da altri palii da quello per antonomasia di Siena, al Bravìo delle Botti, alla Giostra del Saracino di Sarteano ed è che gli atleti delle varie contrade non cambiano casacca, come avviene per i fantini di Piazza del Campo, per quelli sarteanesi o per gli spingitori poliziani che possono gareggiare e vincere per colori diversi da un anno all’altro. Non esiste “compravendita” dei giocatori del Bracciale. Sono da sempre legati alla loro contrada di nascita o di residenza e a quella rimangono fedeli, per tutta la carriera, un po’ come avviene a Città della Pieve con gli arcieri dei Terzieri. Se ciò sia un valore in sé o un limite è materia opinabile. Certo è che se una contrada imbrocca un terzetto forte è facile che realizzi un ciclo vincente e le contrade più grandi, con più popolazione, sono avvantaggiate rispetto a quelle più piccole e con popolazione più anziana che hanno meno materiale umano cui attingere. Ma questo, comunque, ai Ruzzi, non è stato mai un problema: ogni contrada fa la frittatta con le uova che ha, come disse un allenatore della Fiorentina. E nessuna delle 5 contrade ha il colore viola sulla bandiera.

Quanto alla festa in corso nel “villaggio dei Ruzzi” in Piazza XXVI giugno e attiguo Piazzale Loris Scricciolo, ci piace segnalare che ieri sera durante il concerto della band grossetana “Musica da ripostiglio” i musicisti hanno ricordato la tragedia di Gaza e hanno fatto appello a sostenere la Global Sumud Flotilla salpata sabato sera da Genova e da Barcellona per raggiungere la costa palestinese. Ben fatto. Applausi. Giusto sfruttare ogni occasione per tenere accesi i riflettori su quanto sta accadendo in Medio Oriente.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Consorzio di bonifica
Mail YouTube