CHIUSI, VOCI E RUMORE PER GAZA: CONCERTO PER ORCHESTRA DI COPERCHI E CASSERUOLE IN PIAZZA DUOMO

domenica 31st, agosto 2025 / 11:54
CHIUSI, VOCI E RUMORE PER GAZA: CONCERTO PER ORCHESTRA DI COPERCHI E CASSERUOLE IN PIAZZA DUOMO
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CHIUSI : Insistere, insistere, insistere! senza stancarsi, senza avvilirsi se la partecipazione è scarsa. Qualche mese fa era impensabile una spedizione così imponente e partecipata come quella della Global Sumud Flotilla che parte oggi per Gaza… E ieri sera, in una piazza Duomo deserta e spettrale, nonostate fosse ancora il 30 di agosto e non il 25 novembre, si è tenuto un insolito concerto per coperchi e casseruole, per orchestra di 7 elementi con bandiera. Anzi con bandiere: quella palestinese con su scritto Stop genocidio – Palestina Libera e tre bandiere della pace e una kefiah. 

Il risultato, dal punto di vista musicale forse non è stato un granché, Tony Esposito – che nel 1976 lo fece davvero un concerto per pentole, coperchi e casseruole varie, alla Festa dei Giovani Comunisti a Chiusi Scalo – sapeva far di meglio con tali strumenti, però di rumore ne è stato fatto un bel po’, per una mezz’ora buona. Molto rumore per nulla, visto che non c’era nessuno in giro? No, molto rumore per Gaza, per il popolo, palestinese assediato e massacrato dall’esercito sionista che vuole cacciarlo via dalla Palestina, o eliminarlo fisicamente, del tutto. Come voleva fare Hitler proprio con gli ebrei, cui nel 1947 fu assegnato lo Stato di Israele come “risarcimento” per la Shoa, per il genocidio subito.

Lo abbiamo già scritto in altre occasioni, non tutti gli israeliani sono d’accorso con la linea del governo Netanyahu, molti anche a Tel Aviv protestano tutti i giorni, le voci di dissenso aumentano di giorno in giorno. Non tutti gli ebrei sparsi nel mondo sono allineati con la politica sionista e suprematista del governo israeliano, ma ciò che fecero i nazisti e i fascisti dal 1938 al 1945 agli ebrei d’Europa, adesso lo stanno facendo, forse con addirittura maggiore ferocia i soldati dell’Idf a Gaza e in Cisgiordania, che da potenziale stato palestinese son ridotte a due immensi campi diconcentramento, sotto assedio e sotto perenne bombardamento e attacco militare, olre che ad una occupazione illegale da parte dei coloni israeliani.

Quindi, anche se si è consapevoli che concretamente servono a poco, è bene che le iniziatve, i flash mob come quelo di eri sera in piazza Duomo, continuino, con la perseveranza di chi non si rassegna ad assistere in silenzio ad uno sterminio di civili.

Hamas e il 7 ottore c’entrano fino ad n certo punto, perché la politica che oggi persegue il governo Netanyahu, va avanti da molto prima del 7 ottobre e della nascita di Hamas. Il disegno – peraltro dichiarato –  è quello di espellere tutti i palestinesi e creare una grande Israele, dal fiume fin al mare… perché così dice la Bibbia. Anzi l’Antico Testamento. Ecco, uno stato che si fonda e agisce sui dettami di un testo che è una raccolta di testi religiosi è uno stato teocratico e integralista, non una democrazia, come si dice sia Israele. L’unica democrazia del Medio Oriente in realtà è governata da una setta fanatica, razzista e suprematista molto più simile ai talebani dell’Afghanistan che ai governi occidentali… 

E il posto al  mondo in cui gli ebrei sono meno sicuri e rischiano di più è proprio Israele. E i rischi di attacchi militari  o terroristici da parte di Hamas o altre organizzazioni sono direttamente legati e direttammente proporzionali alla politica del governo israeliano nei confronti della componente arabo-palestinese. I giovani, le donne,  i bambini di Gaza e Cisgiordania non sono tutti terroristi, ma non hanno mai conosciuto la pace, hanno conosciuto solo violenza, sopraffazione, hapartheid, hanno conosciuto l’espulsione forzata dalle loro case, dalle loro terre, l’espropriazione indebita dei loro campi, l’occupazione illegale delle loro abitazioni, per questo se l’occupazione israelianna andrà avanti, se verranno deportati non si sa dove, se verranno espulsi anche da Gaza per farne una “riviera” tipo Rimini o Miami, beh… allora sì che quei pochi che rimarranno saranno tutti potenziali terroristi. Lo saremmo anche noi, se fossimo costretti a vivere nello loro condizioni. Lo saremmo tutti.

Anche Guseppe Mazzini, il padre dell’Italia unita era considerato un terrorista. I partigian che hanno libertato Roma, e Firenze, e Genova e Milano erano considerati terroristi…  E molto spesso nella storia i guerrafondai, i dittatori, gli avventurieri, i massacratori di popoli, gli invasati convinti di essere “unti dal Signore” hanno fatto una brutta fine.

 

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