ISRAELE ABBORDA E SEQUESTRA IL VASCELLO DI GRETA THUNBERG IN ACQUE INTERNAZIONALI: UN ALTRO CRIMINE DI GUERRA E UN ATTO DI PIRATERIA DI STATO. CHE ASPETTA L’EUROPA A FERMARE NETANYAHU?
Stanotte, in acque internazionali, la marina militare israeliana ha circondato e abbordato la Madleen, nave umanitaria della Freedom Flotilla battente bandiera britannica diretta verso le coste di Gaza. A bordo della Madleen, solo cibo e medicine per la popolazione palestinese. E un gruppo di volontari internazionale, tra loro anche Greta Thunberg e l’europarlamentare francese Rima Hassan, di origine palestinese.
Le navi militari di Netanyahu hanno accerchiato il veliero. Alcuni droni hanno colpito la Madleen con lanci di lacrimogeni e sostanze urticanti, provocando bruciore, difficoltà di respirazione e panico tra le persone a bordo.
Greta Thunberg aveva diffuso un video poco prima: “Mi chiamo Greta Thunberg e vengo dalla Svezia. Se vedete questo video, siamo stati intercettati e rapiti in acque internazionali dalle forze di occupazione israeliane, o da forze che sostengono Israele. Esorto la mia famiglia, i miei amici e compagni a mettere pressione al Governo svedese affinché intervenga per far rilasciare me e gli altri il prima possibile”.
Infine, l’abbordaggio e la Madleen scortata e “accompagnata” verso un porto israeliano. Il ministero degli esteri israeliano ha diffuso sui social una foto in cui si vede la 22enne mentre riceve un panino, come gli altri volontari: “Greta Thunberg è in viaggio verso Israele, sana e salva e di buon umore”.
Ma l’azione della Marina israeliana è stata compiuta in acque internazionali, ignorando la richiesta dell’Alto Commisariato Onu che aveva chiesto un “passaggio sicuro” del battello umanitario.
Bloccare una nave umanitaria è un crimine di guerra e anche una violazione del diritto internazionale.
Usare agenti chimici contro civili disarmati è un crimine di guerra. I componenti dell’equipaggio della Madleen non sono stati arrestati, di fatto sono stati rapiti e sequestrati. Rapire cittadini stranieri in mare aperto è pirateria.
Cosa deve fare ancora il Governo Netaniahu perché l’Europa e la comunità internazionale fermino la sua follia? Israele si sente in diritto di fare qualunque cosa, di compiere un massacro sistematico, di attaccare e sparare a delegazioni diplomatiche e giornalisti, di ignorare le risoluzioni e gli apppelli dell’ONU, sentenze dell’alta Corte di Giustizia, le prese di posizione di capi di stato e di governo e la voce di milion di persone nelle piazze. Si sente in diritto di chiudere una popolazione in un campo di concentramento e negare ad essa acqua, luce, gas, medicine, cibo, chiudendo ogni varco anche agli aiuti umanitari. Occupandone militarmente e con i coloni armati il territorio, metro dopo metro.
Tutto questo senza che nessuno intervenga.
E al punto in cui siamo, dopo questo ennesimo atto di arroganza (l’abbordaggio violento e il sequestro della Madleen) anche gli appelli, le manifestazioni, i sit-in e i flash mob non bastano più. I governi che non intervengono con atti concreti e sanzioni verso Israele sono di fatto complici della sua politica, di un genocidio e di precisi crimini di guerra e azioni contrarie al diritto internazionale.
La Russia è stata isolata e sanzionata dopo l’aggressione all’Ucraina e i leader europei hanno deciso di potenziare le difese militari, qualcuno parla della necessità di prepaparsi allo scontro armato con la Russia. Ma se la Russia è una minaccia alla pace, Israele cos’è?
Netanyahu sta portando il paese ebraico verso un isolamento assoluto rispetto all’opinione pubblica mondiale, sta facendo una “pulizia etnica” di stampo suprematista e nazista nei confronti dei palestinesi e sta esponendo Israele al rischio di un conflitto permanente e infinito che ne mette a repentaglio perfino la sopravvivenza. Fermare Natanyahu e i suoi militari è un dovere del mondo libero, anche nell’interesse dello Stato e della popolazione di Israele. E nell’interesse del Medio Oriente, del Mediterraneo, dell’Europa che non è lontana dalla striscia di Gaza.
m.l.









Cosa si aspetta chiedi ? Si aspetta che la sinistra- che sinistra non è più da un pezzo- scuota la democrazia cristiana che ha al proprio interno per intensificare la protesta ed indurre il governo a fare quei passi necessari per manifestare con i fatti la propria rottura con Israele in luogo dei discorsi che sono stati fatti fin’ora e che consapevolmente lasciano il tempo che trovano.Ogni atto di questo governo viene fatto per non andare verso questa direzione per ritardare la condizione che potrebbe dare il via ad una risoluzione nei fatti della questione palestinese. In pratica: ” lacrime di coccodrillo”, dove l’impotenza di chi dovrebbe spingere dall’interno della nostra nazione a spingere il governo verso il raggiungimento della pace,è manifesta totalmente da parte di tutta l’inesistente sinistra e questa è una vergogna nazionale perchè vengono prodotte solo parole ma mai un atto che ponga all’evidenza dei fatti la necessità seria di risolvere i problemi.