CONCERTONE 1° MAGGIO, A CHE SERVE “STORPIARE” BELLA CIAO?
Ieri, al Concertone del 1° Maggio organizzato come di consueto da Cgil-Cisl e Uil a Roma, la cantante Delia ha intonato Bella Ciao, modificandone però il testo. Ha sostituito la parola “Partigiano” con “essere umano”. Per allargare il concetto, ha detto. Solo che se c’è una parola che in quella canzone non si può cambiare è proprio la parola “partigiano”. Perché Bella Ciao non è solo un canto di libertà e di ribellione (non a caso la cantano, in italiano, anche le donne iraniane e le combattenti curde, i resistenti palestinesi di Gaza e tanti altri in tutte le parti del mondo), ma è un invito a “prendere parte”, a “scegliere” da che parte stare.
Dal 1943 al ’45 molti giovani italiani richiamati alla leva andarono con i repubblichini di Salò, alcuni volontariamente, altri per paura di conseguenze peggiori, ma non tutti. Molti scelsero di non rispondere alla chiamata della Repubblica Sociale di Mussolini e, a rischio della fucilazione, andarono in montagna, alla macchia, con un fucile in mano. Scelsero la parte giusta.
Dicono che Bella Ciao, oggi, a distanza di 80 anni dalla Liberazione, sia una canzone “divisiva”. No, non lo è. E’ divisiva solo per chi è fascista o ritiene che il fascismo in fin dei conti sia una opzione possibile, come la guerra.
Quindi Delia, sul palco del 1 Maggio in piazza San Giovanni, pensando di fare una “furbata” per dimostrarsi più aperta, meno “divisiva”, più “inclusiva” ha fatto una stratosferica cazzata. Certo, oggi sui social, tutti parlano di lei. E se avesse cantato Bella Ciao nella versione originale, nessuno l’avrebbe notata. Più o meno come Serena Brancale che ha cantato Hasta Siempre Comandante, la canzone dedicata al “Che” Guevara, che il 1° Maggio ci può anche stare e un applauso da quel pubblico lo strappa anche se in versione scuola di ballo latino americano.
Bella Ciao è un po’ come l’Inno di Mameli. Non si può storpiare. Non si può adattare al clima del momento. O peggio, per dimostrarsi “non schierati”, perché il succo della canzone è esattamente il contrario. E’ un inno a chi si schiera. A chi sceglie, a chi non si nasconde e non si “annacqua” in definizioni indefinite. Ed è un inno a quei ragazzi e quelle ragazze che a 20 anni decisero di mettere a rischio la propria vita per riconquistare la libertà e la dignità di una nazione che i fascisti, alleati con i nazisti, avevano messo sotto i piedi. E, per la cronaca, quei giovani, i partigiani, non erano tutti comunisti. O socialisti. Erano anche liberali, democristiani, addirittura monarchici. Erano laici e cattolici, valdesi ed ebrei o non credenti… Bella Ciao è la canzone di tutti. Non di una parte di essi.
E il termine “essere umano” che Delia ha voluto usare al posto di “partigiano” è un po’ troppo vago. Anche i nazisti e i repubblichini erano esseri umani. Anche Netanyahu e i soldati dell’Idf israeliano sono essere umani. Anche Putin lo è e lo sono gli ucro-nazi del battaglione Azov, sono essere umani i terroristi e gli attentatori, quelli che assaltano le imbarcazioni civili in acque internazionali…
In questi giorni ad Arcille, frazione di Campagnatico, in provincia di Grosseto, è in corso una sagra. La “Sagra della fava. E del baccalà”. Ecco, forse la cantante Delia era meglio se la chiamavano a cantare lì, invece che al Concertone del 1° Maggio a Roma. Con tutto il rispetto per la sagra maremmana, dove il baccalà, lo fanno buono.
Nella foto: la cantante Delia durante la sua esibizione al Concertone del 1° Maggio (fotogramma dalla diretta Rai 3)









Premesso che questa Delia non so chi sia, non posso che condividere perché questa trovata non ha proprio senso. Ma alla base c’è un errore di concetto, ovvero il credere che “Bella ciao” sia per forza una canzone comunista, in quanto può in realtà essere l’ inno di tutti i popoli che combattono per la libertà contro ogni tipo di dittature, totalitarismi e teocrazie.
appunto.
Vuoi vdere che gratta gratta questo avvenga perchè nel sociale sia passata l’idea che sia un motivo ”Comunista” e chi tiene a storpiarlo lo faccia per timore che venga identificato per tale ? Roba da trogloditi….ma non mi meraviglia perchè forse deriva dal fatto che i comunisti siano stati nel tempo coloro che sono stati sempre più preesenti alla difesa di quei diritti e di quelle idee….e allora la gente del ”melting pot culturale” tende a fare di tutta un erba un fascio.
Mai una volta che,in queste manifestazioni, si sentisse cantare l’ inno di Mameli che è quello che ci dovrebbe unire !….mai sia ! Siamo europei,mica italiani !
E che ‘ AZ !
Beh i motivi sono abbastanza chiari, ma li posso riassumere in:
1. Il Concerto del Primo Maggio, organizzato dai sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL), è storicamente incentrato sui temi del lavoro, della Resistenza e della celebrazione della Festa dei Lavoratori, piuttosto che su cerimonie istituzionali.
2. Il brano simbolo che spesso apre o chiude il concertone è “Bella Ciao”, inteso come canto di libertà, resistenza e lotta contro lo sfruttamento. È considerato più rappresentativo dello spirito sindacale e della storia del movimento operaio rispetto all’inno nazionale.
3. Sebbene l’Inno di Mameli sia il simbolo ufficiale della Repubblica Italiana (Repubblica, non del Regno d’Italia capitanato dal pelato dalla personalitá disturbata), al Concertone si prediligono canti che rappresentano la rivendicazione sociale e la lotta per i diritti.
Interessantissimo questo discorso,do un consiglio ,se mi consente molto gentilmente,la prossima volta,faccia un discorsivo a ” CODA DI GATTO ” perché questo lo ha fatto a ” c… di cane ” !!
Tante volte studiare la storia come ce l’hanno insegnata a scuola si vede che conta poco.L’inno di Mameli è stato istutuito per la festa della Repubblica Italiana ma si dovrebbe sapere che quell’etica alla quale faceva riferimento in precedenza segnava il sacrificio di centinaia di soldati mandati al massacro dalle istituzioni del Regno d’Italia il cui ultimo re prima della fuga del suoi precedecssori che avevano aperto la strada al ventennio fascista, aveva abdicato dopo il Referendum che ne raccolse l’eredità e che si trasformò per volontà del popolo massacrato in Stato Repubblicano.Quella storia,sebbene discretamente torbida, si differenzia da quella di ”Bella Ciao” usata per canzone del secondo risorgimento d’Italia proprio perchè dentro a quei motivi musicali c’è contenuta tutta la volontà di riscatto della popolazione bistrattata da vent’anni di fascismo e da un percorso che viene ancora da prima con i propri martiri. Il concetto di ”PATRiA” che contiene l’inno di Mameli era quello di una patria rappresentativa da pochi che avevano ” intostato ” i meno abbienti a centnaia di migliaia e li avevano fatto fare carne da cannone affinchè la guida dei governi liberali rimanesse salda nelle mano di quella borghesia sabauda legata agli eserciti, agli apparati amministrativi e militari dai quali governavano dagli scranni del Parlamento sabaudo.Avevano perfino proibito il voto alle donne che dal loro falso liberalismo avevano mandato gli uomini al fronte della prima guerra mondiale cantando inni nazional irrdentisti proprio per quella patria per la quale si erano formate gli emblematici eroi come Toti ed tanti altri eroi popolari che servivano alla propaganda di regime, ma il popolino era sempre ricacciato nelle sue misere condizioni.Quindi fra inno di Mameli le cu verità parziali ci hanno raccontato e ”Bella Ciao” ci corre una distanza etica di chilometri e spesso in tale distanza si vedono anche i motivi del riscatto contro quella che era stata dopo l’oppressione fascista seguita a molta distanza di tempo a quella austriaca che vide sorgere l’inno risorgimentale d’Italia. Ma in quei cento anni di distanza da quando nacque e da quando fu innalzato ad inno ufficiale nazionale d’Italia quanta acqua è passata sotto i ponti ed in quell’acqua si rispecchiano le ragioni della lotta dei subalterni prima al regime dei savoia eppoi a quello fascista. ”Bella Ciao” è quindi un inno di libertà riconquistata dal popolo che si riscatta dall’opperssione e dalle angherie.Se poi tale secondo risorgimento d’Italia è stato prodotto dai partigiani il motivo di fondo credo che sia ineliminabil anche se viviamo tempi nei quali tanti aspetti di verità non raccontate anche a noi quando andavamo a scuola dai governi di una Italia a guida bastarda,questo tracca una luce livida sulla permanenza di una tendenza che si ostina a resistere nelle concezioni delle menti di tanti italiani.E se tante volte sentendo l’inno, gli occhi di oggi ancora si inumidiscono ,quelle parole e quelle note sono evocano soprattutto il sacrificio micidiale di un popolo legato ed asservito al proprio governante di turno.Questo deve essere chiaro, perchè anche nelle volontà di riscatto dal bisogno il prezzo di chi ha pagato più di tutti è stato quello del popolo e non delle classi più alte alle quali avrebbero appartenuto in seguito le borghesie nazionali, gli agrari e gli industriali ed anche le ” sciarpe littorie” le quali oggi fanno presto a farselo proprio davanti ad un popolo incolto e bue che si fa venire le lacrime agli occhi quando sente quella musica perchè non tiene presente cosa sia successo in quel periodo storico.Daltronde l’Italia è stata sempre un paese di trasformismi, di cose dette e raccontate a metà,che poi prima di giungere a compimento venivano del tutto snaturate e con le quali si pasturava il popolo.Mi chiedo solo se anche oggi in forme diverse ed anche in forme simili a quelle dette ,la sostanza sia cambiata oppure no.
E comunque in tutte le manifestazioni del 25 aprile, festa della Liberazione dell’ Italia dal nazifascismo, viene eseguito l’inno di Mameli. Sempre. E vi partecipano anche militari e corpi di polizia in uniforme che fanno il saluto solenne. Il 1 Maggio si celebra il lavoro e il sacrificio di chi lavora e purtroppo talvolta ci perde pure la vita. Ed è una festa internazionale, per cui l’inno d’Italia suonerebbe stonato. O a coda di gatto..
Secondo Marco Rizzo,noto fascista Italiano,dice questo :
lo sapete che ” bella ciao ” non è la canzone della resistenza , perché è stata scritta dopo il 1945 . La canzone della ” resistenza ” era ,”fischia il vento infuria la bufera scarpe rotte eppur bisogna andare ” ! Lui afferma che la canzone della resistenza era questa ! Sempre, il noto Fascista Rizzo, ” sono antifascisti da passerella lasciateli stare ” ! Parole di Marco Rizzo !!
Infatti Bella Ciao è una canzone “sulla” Resistenza. E sulla necessità e il coraggio di resistere, scritta a posteriori. Ma è diventata l’inno del nostro 25 aprile e di tutte le resistenze nel mondo. Fischia il vento è un canto partigiano, precisamente dei partigiani comunisti e socialisti delle Brigate Garibaldi, non a caso il motivo musicale è di una canzone russa (Katiusha)… Rizzo non ha svelato niente di nuovo o misterioso. Ma tutto questo non cambia di una virgola il senso della questione di cui si parla nell’articolo. P.S. Fischia il vento potrebbe essere oggi una canzone “divisiva” perché inno di una parte di coloro che fecero la Resistenza, Bella Ciao no, perché li ricorda e li celebra TUTTI, indipendentemente dal fazzoletto che avevano al collo.
Direttore,rappresenta anche gli assassinati di Porzus ?
lo dici a me che ho scritto e allestito uno spettacolo sulla vicenda del Polacco, partigiano assassinato da altri partigiani a Sarteano? Bella Ciao rappresenta TUTTI coloro che, a rischio della propria vita, parteciparono alla guerra di liberazione dalla parte giusta: civili, militari, preti, uomini, donne, comunisti, socialisti, democristiani, liberali, monarchici, cattolici, ebrei, valdesi, agnostici, atei… Gli episodi controversi e incresciosi che ci son stati, senza dubbio, non cambiano il senso della storia.
X Niccolò .Se si facesse il conto degli ”assassinati” secondo te dalla seconda guerra mondiale quale sarebbe il conto che deborda in maniera oscena ? Parlo dell’Italia sola perche se parlassi da altre parti il problema nemmeno si porrebbe.E allora con questo anda e rianda vediamo se alla fine si percorre un viatico più serio perchè sennò si fa del chiasso e basta perchè purtroppo devo osservare che ” certi cibi ” che sono indigesti ritornano alla bocca e così diventano delle provocazioni e/o0 tentativi di rivalsa anche che definirei di piccolo cabotaggio. O no?