PANICALE, CHERUBINI VERSO IL TERZO MANDATO. MA IL PD HA MAL DI PANCIA

sabato 24th, febbraio 2024 / 16:29
PANICALE, CHERUBINI VERSO IL TERZO MANDATO. MA IL PD HA MAL DI PANCIA
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PANICALE – La direzione comunale di venerdì 23 febbraio del PD di Panicale ha deciso: a fare il capolista per tentare di mantenere lo scranno di primo cittadino sarà il sindaco uscente Giulio Cherubini. Insomma l’usato sicuro. Certo se l’intuizione sarà stata quella giusta si saprà solo all’indomani del voto. La direzione ha respinto la richiesta della minoranza di fare le primarie e ha optato per una strategia che dovrà portare ad una composizione unitaria della lista da sottoporre agli elettori.

La modifica alla legge che adesso consente il terzo mandato nei comuni sotto a 15 mila abitanti ha – come anticipato in altri articoli su questo giornale – rimesso in gioco il sindaco uscente che inizialmente non era ricandidabile e ha di fatto congelato tutto il lavoro del Pd portato avanti in questi mesi per individuare una candidatura robusta per la successione a Cherubini.

Nessuno nel partito però, nasconde le difficoltà che questa tornata elettorale sta mettendo sul tavolo e il confronto piuttosto acceso che da mesi sta animando i dirigenti del partito di maggioranza ne è una testimonianza.

A questa discussione politica interna fa da sfondo la crisi economica, occupazionale della Val Nestore. Un territorio che negli ultimi venti anni ha subito delle involuzioni davvero drammatiche. Non è più quel polo industriale manifatturiero qualificato, in grado di riversare sul commercio e l’artigianato locale centinaia di stipendi, con la conseguenza che sono entrati in crisi anche questi due comparti economici.

E anche il Pd non arriva alla scadenza elettorale unito e compatto, ma diviso. Con una maggioranza abbastanza risicata che ha colto la palla al balzo della modifica alla legge sul terzo mandato per rilanciare Cherubini e una minoranza che invece avrebbe voluto quantomeno le Primarie, per non gettare al macero e bruciare sul nascere il nome che era stato individuato per la la candidatura a sindaco post Cherubini, ovvero Ida Calzini.

La direzione Pd – come dicevamo – ha respinto la richiesta della minoranza di indire le primarie e ha optato per una strategia che dovrà portare ad una composizione unitaria della lista da sottoporre agli elettori. Con Giulio Cherubini nella veste di princeps designato… Ma in questo momento solo  “presidente incaricato” che dovrà fare le dovute consultazioni ed evitare che la minoranza si metta di traverso o, peggio, lasci il partito, come spesso è avvenuto e continua ad avvenire in varie parti d’Italia (vedasi il caso Fierenze).

A Panicale chi fa politica (ma non solo) ha ancora nella memoria la campagna elettorale del 2009 con due liste contrapposte, quella della sindaca uscente Luciana Bianco e quella capeggiata da Alessandra Todini, entrambe con la bandiera Pd sulla porta del comitato elettorale… Solo che adesso non sono più quei tempi, allora il Pd poteva anche permettersi di dividersi, tanto vinceva lo stesso. A questo giro un Pd diviso può anche perdere. Anche a Panicale.

Vedremo se Cherubini ruscirà a coinvolgere prima di tutto la candidata in pectore per sostituirlo. Perché se non dovesse riuscirci e se la trovasse contro potrebbe essere un problema non da poco.

Ida Calzini è una dirigente di partito di lunga data, ma soprattutto ha dalla sua una esperienza professionale nel campo della finanza e dell’industria piuttosto notevole. Ben conosciuta dal tessuto industriale umbro e dal mondo bancario, tanto da rappresentare gli Istituti di credito in seno al consiglio d’amministrazione della Gepafin, la Finanziaria  Regionale, è figura nota e apprezzata anche da numerose aziende presenti nel territorio, che nel corso degli anni, hanno potuto avvalersi delle sue consulenze per i propri investimenti, le ristrutturazioni e l’espandersi sui mercati anche internazionali. Forse stava già pregustando la candidatura a sindaco e adesso, al massimo può sperare in un “ticket” con Cherubini, magari orttenendo l’incarico di Vice o un assessorato pesante come quello alle infrastrutture o alle attività produtive. Accetterà? Vedremo.

Certo lei avrebbe preferito una investitura piena, ma dopo che si è aperta la possibilità del terzo mandato per i sindaci, il Pd panicalese non poteva scaricare Cherubini. Non ricandidarlo avrebbe voluto dire che il partito non aveva più fiducia in lui. Avrebbe significato sconfessare le due legislature precedenti…Da qui la decisione  di riproporre Cherubini. Ma la possibilità che una sintesi unitaria non si trovi e che si vada ad una rottura è piuttosto alta.

A Panicale la maggioranza che governa il comune è un monocolore Pd. In altri comuni (Castiglione del Lago, Perugia, Città della Pieve… ) si sta tentando di andare al voto con liste di coalizione. Il famoso “campo largo”, dal M5S a Sinistra Italiana, da Italia Viva ad Azione fino ad alcune esperienze civiche. A Panicale sotto questo aspetto siamo in un campo pieno di nebbia…

Le opposizioni potrebbero approfittare della situazione nebulosa e incerta in casa Pd.

La destra-destra, dopo aver visto naufragare la campagna allarmistica sulla Valnestore come “terra dei fuochi” che ipotizzava disastri ambientali e malversazioni, è praticamente scomparsa dai radar e adesso sembra puntare soprattutto sul “trascinamento nazionale” dell’effetto-Meloni, senza figure e nuove idee trainanti in loco.

Ma l’ipotesi di un “papa nero”, cioè di un sindaco-sorpresa a palazzo Landi, potrebbe comunque materializzarsi nella figura di DanieleTorroni, infermiere dell’ospedale di Perugia, che sembra intenzionato a presentare una terza lista di taglio civico. Lista che potrebbe drenare consensi sia a sinistra che a destra. O meglio nella vecchia sinistra delusa e un po’ incazzata per la deriva imboccata dal Pd, nell’eventuale “fronda” interna al Pd (i delusi dalla mancata candidatura Calzini) e anche in una parte della destra, quella populista e sociale meno incline ai “giochi di palazzo”.

Torroni infatti è uno che nella sua esperienza professionale si è dato da fare, a servizio dei cittadini, dei malati, delle famiglie. Un uomo del fare, del volontariato, del civismo dal  basso, che potrebbe avere buon gioco nel contrapporsi ad una politica fatta sempre più da politicanti e “cordate” di interessi.

Con l’attuale sistema elettorale in cui vince chi prende un voto in più degli altri, una situzione normale tre liste in campo favorirebbero, per forza di cose, quella del sindaco uscente. Nel caso di Panicale la situazione non è…normale. Il Pd è a rischio implosione interna. Quindi la possibilità che il “terzo incomodo” (Torroni) possa far perdere il Pd e favorire la destra è reale, ma è reale anche l’ipotesi che tra una destra inesistente sul terreno, ma forte nell’aria che tira e un Pd diviso, il terzo incomodo la spunti e diventi, appunto, il “papa nero” che nessuno si aspettava.

Nell’agenda elettorale ci sono temi ormai annosi: quello del rilancio industriale e produttivo della Valnestore, per esempiom, che però non può essere disgiunto da quello delle infrastrutture necessarie per rendere appetibile la zona per nuovi investimenti e insediamenti. Tra le infrastrutture decisive spicca la ristrtturazione della Sp 309 del Fornello che consentirebbe di far sfociare la Pievaiola verso il nodo autostradale e ferroviario di Chiusi e che da qualche settimana è tornata di attualità con la disponibilità della Provincia di Perugia ad aprire un Tavolo con le Istituzioni locali di Panicale, Piegaro, Paciano e Città della Pieve, per valutarne la fattibilità, riprendendo di fatto in mano progetti e idee di 20 anni fa rimasti nei cassetti.

Mancano 4 mesi alle elezioni. Poco. Ma a Panicale nulla, al momento, è deciso e definito. Molte bocce sono in movimento. Le “frizioni” possono essere ricomposte, ma può anche saltare il banco.

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