CITTA’ DELLA PIEVE: LA STORIA E L’ORGOGLIO DI PERUGIA IN UN LIBRO DELL’EX SINDACO MARIO VALENTINI

CITTA’ DELLA PIEVE: LA STORIA E L’ORGOGLIO DI PERUGIA IN UN LIBRO DELL’EX SINDACO MARIO VALENTINI
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E IL SINDACO DI PERUGIA ROMIZI RICONOSCE LA “CHIUSI CONNECTION” NELLA VICENDA DELLO “SPOSALIZIO” DEL PERUGINO

CITTA’ DELLA PIEVE – Ieri, sabato 25 marzo si è tenuta nella sala grande di Palazzo della Corgna a Città della Pieve la presentazione del libro “L’anima libera e fiera di Perugia”, scritto dall’ex sindaco del capoluogo umbro Mario Valentini  che nonostante siano passati trent’anni dalla sue esperienza di primo cittadino è apparso ancora in formissima. A condurre la presentazione la nostra redattrice Elda Cannarsa e l’ex assessore Carmine Pugliese per l’associazione Arci Note, promotrice dell’iniziativa. Al tavolo, con Valentini, altri due sindaci, in carica: Andrea Romizi di Perugia e Fausto Risini di Città della Pieve.

Il libro non è una biografia, né un panphlet sulla stagione politica che vide l’autore protagonista, ma un excursus storico ragionato, di taglio divulgativo, sulle vicende di Perugia, una delle città della Dodecapoli Etrusca, passando dall’epoca del libero comune al legame stretto e non sempre facile di Perugia con lo Stato di cui fu una delle città più importanti, lo Stato Pontificio, fino alla proclamazione dell’Unità d’Italia, all’indomani della strage che i soldati papalini aiutati dai francesi fecero nel quartiere che oggi si chiama “Borgo XX Giugno” proprio per ricordare quell’eccidio del 1859 compiuto per riportare alla ragione e all’obbedienza una città che voleva voltare pagina aderendo al Regno sabaudo…

Valentini, nel libro parla, ovviamente anche del ruolo e del peso di Perugia nello scacchiere politico e militare dell’Italia Medievale e del Rinascimento, ma anche del ruolo di città d’arte e di studi, del rapporto con Roma e con la vicina Toscana, di papi, vescovi e cardinali, alcuni illuminati, altri molto meno, attratti solo da smanie di potere e di dominio sui territori. Parla anche del rapporto con altre città umbre come Città della Pieve, che già nel 1250 fornì i mattoni per la pavimentazione della piazza principale e di gran parte dell’acropoli perugina. Insomma il volume, corposo, di Mario Valentini è un libro sulla storia, ma come recita il titolo, anche sull’orgoglio e sull’anima libera di Perugia, anche nei confronti del papato. E il punto di vista dell’autore è quello di un intellettuale laico che – sono parole sue – “ha cercato di essere obiettivo nel raccontare fatti e retroscena”.

Tornando sul rapporto lo Stato Pontificio, non a caso Perugia è considerata la città più massonica d’Italia (e in relazione al numero di abitanti, del mondo) e ciò proprio per reazione nei confronti del potere papalino che per una decina di secoli ha dominato la città, che le è stata fedele, ma non sempre e non senza moti di ribellione. La massoneria ha origini nell’illuminismo, nelle idee che dopo la rivoluzione francese si estesero in tutta Europa. E Perugia ebbe un sussulto “giacobino” nel 1798, con le truppe napoleoniche in Italia, quando lo stato pontificio dovette firmare la pace di Tolentino che permise ai francesi di portarsi via anche le opere d’arte, come il famosissimo “Sposalizio della Vergine” del Perugino, dipinto su commissione per celebrare “il santo anello” nel Dumo di Perugia e finito a Caen, in Normandia.

A questo proposito il sindaco di Perugia Romizi, nel suo intervento ha ricordato come quella reliquia, prima di arrivare nel Duomo di Perugia fosse custodita a Chiusi e che dunque il grande dipinto del Perugino non sarebbe stato commissionato, né realizzato senza quel furto sacrilego, avallando di fatto la “rivendicazione” avanzata da questo giornale, che Chiusi entri di diritto nelle celebrazioni del Quinto centenario della morte del pittore, che sono in corso e dureranno per tutto il 2023.

Dal canto suo il sindaco pievese Risini ha ribadito non solo l’importanza della mostra che si terrà a Città della Pieve, dopo quella in corso alla galleria Nazionale dell’Umbria, ma ha anche rilanciato la necessità e l’impegno delle istituzioni per collegare meglio con una strada più veloce e più sicura la città di Perugia con la linea dell’alta velocità ferroviaria, e cioè con Chiusi attraverso l’amodernamen to dell’ultimo tratto della Pievaiola, con sfondamento da Piegaro a Moiano.  Riguardo al rapporto Perugia-Chiusi lo stesso Valentini ha ricordato che la sua famiglia aveva una attività di ferramenta a Chiusi Scalo, fino agli anni ’80, questo per dire che le due realtà non sono poi così distanti e così impenetrabili. Tutt’altro.

Ogni tanto un tuffo nella storia è salutare, aiuta a capire da dove veniamo. E libri come “L’anima libera e fiera d Perugia” di Mario Valentini in questo senso sono documenti preziosi.

m.l.

Nella foto: l’ex sindaco perugino Mario Valentini (a destra con il capello chiaro)

 

 

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