ACQUAPENDENTE, MORTA A QUASI 100 ANNI L’ULTIMA FIGLIA (ILLEGITTIMA) DEL DUCE

martedì 18th, gennaio 2022 / 15:54
ACQUAPENDENTE, MORTA A QUASI 100 ANNI L’ULTIMA FIGLIA (ILLEGITTIMA) DEL DUCE
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Se dovessi aggiungere qualche capitolo ad una eventuale ristampa del libro “Vice del verbo tradire” uscito nel 2021, potrei aggiungere un’altra storia che ha a che fare con la “terra di mezzo”. Casualmente, ma questo è un dettaglio. Parlo della storia di Elena Curti, morta in questi giorni ad Acquapendente, cittadina citata più volte nel libro di cui sopra, a cavallo tra la Tuscia viterbese e la Val di Paglia. A soli 50 km da Chiusi e 25 da San Bagni.

Elena Curti è morta a 99 anni suonati, era già, per millennio, nei 100… Che una persona muoia alla soglia dei 100 anni è nelle cose della vita. Anzi è un privilegio, pochissimi ci arrivano. Ma allora perché e parliamo? Perché la centenaria Elena Curti  era figlia di Benito Mussolini. Il Duce non la riconobbe mai. Ma l’ebbe accanto a sé in quel fatidico ultimo viaggio sulle rive del lago di Como nell’arile del 1945. Elena Curti era nata a Milano il 19 ottobre 1922, pochi giorni prima della marcia su Roma. Sua madre era la sarta Angela Cucciati, moglie dello squadrista milanese Bruno Curti. Nel suo romanzo M. il figlio del secolo”, lo scrittore Antonio Scurati racconta che la “sciura Angela” nel 1921 si recò da Mussolini in persona, nella redazione del suo giornale «Il Popolo d’Italia» per sollecitare un intervento a favore del marito, incarcerato in seguito a scontri di piazza. Ne scaturì una relazione dalla quale l’anno seguente nacque la bambina, che avrebbe portato sempre il cognome del marito della madre: Curti.

La stessa Elena, in un libro di memoria pubblicato nel 2003, scrive che lei non seppe nulla della sua discendenza dal Duce “fino all’età di diciotto anni, quando la madre (morta nel 1978) le rivelò tutto una sera dopo cena”. Le disse anche che Mussolini era consapevole di essere suo padre, ma non voleva che si sapesse. «Da quel giorno — confessò in seguito Elena — passai intere giornate a interrogarmi davanti allo specchio con le foto del Duce e del mio papà» per capire a chi somigliassi dei due…

Nel 1929, a soli sette anni, all’inaugurazione di un’istituzione milanese, il Duce le sorrise e le accarezzò i capelli, dopo aver guardato la madre. Anche questo lo racconta Elena.
Poi, durante l’ultima avventura di Salò, Mussolini l’aveva voluta vicino: la ragazza lavorava al servizio di Alessandro Pavolini, segretario del Partito fascista repubblicano. Il 27 aprile 1945 sul lago di Como Elena era nello stesso blindato dove si trovava il Duce, prima che fosse trasferito nel camion tedesco su cui poi venne intercettato e arrestato dai partigiani. Che lo fucilarono a Dongo. La vicenda è stata rievocata nel film Claretta di Pasquale Squitieri (1984).
Dalla moglie Rachele Guidi, Mussolini ebbe 5 figli (Edda, Vittorio, Bruno, Romano Anna Maria), ma ne abbe anche altri in giro per la penisola. Era noto per la sua intensa attività di seduttore. Il più famoso, anche perché la vicenda è stata rievocata nel film Vincere di Marco Bellocchio del 2009, è Benito Albino Dalser, nato dalla trentina Ida Dalser, che venne alla luce nel 1915. Una storiaccia anche quella di Benito Albino, che fu anch’egli, come la madre, rinchiuso in un istituto psichiatrico a Mombello di Limbiate  (l’allora grande manicomio provinciale di Milano), dove morì nel 1942 per consunzione. Il quotidiano La Repubblica ha definito la sua scomparsa,  “un delitto di regime”. Nel 1925 Benito Mussolini, da circa tre anni Capo del Governo, nello stesso anno del suo matrimonio religioso con Rachele Guidi, avrebbe assegnato al piccolo Benito Albino una dote di centomila lire in Buoni el Tesoro,  ma, al di fuori di questa elargizione, non si occupò mai direttamente del bambino. I rapporti con Benito Albino furono invece tenuti dal fratello del Duce, Arnaldo che ebbe nei confronti del nipote un comportamento affettuoso.
Invece Elena Curti non era mai stata riconosciuta. Ma è stata una delle ultime persone a vedere Mussolini vivo. Dopo la Seconda guerra mondiale si era trasferita in Spagna con il marito per poi tornare in Italia nel 2000. Ieri se n’è andata, poco prima di compiere il secolo di vita. Certo Mussolini non si comportò benissimo con lei e con sua madre. Non sappiamo se le avesse lasciato una dote in buoni del Tesoro o altri “benefit”. Sappiamo che non la riconobbe mai e questo fu in qualche modo un “tradimento”. Come fu però un tradimento la sua relazione con Angela Cucciati, nei confronti della moglie Rachele.- per certi versi – per Elena Curti è stata una fortuna. Essere la figlia del Duce poteva costarle anche molto caro in quelle orte concitate sul lago di Como. Invece è arrivata a 100 anni…
m.l.
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