UMBRIA: SUI DISTRETTI SANITARI LA LEGA PRENDE LE DISTANZE DAL PIANO COLETTO. UNA MEDIAZIONE RISPETTO AI SINDACI?

giovedì 16th, dicembre 2021 / 15:34
UMBRIA: SUI DISTRETTI SANITARI LA LEGA PRENDE LE DISTANZE DAL PIANO COLETTO. UNA MEDIAZIONE RISPETTO AI SINDACI?
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PERUGIA – Praticamente in contemporanea con la riunione dei sindaci del Trasimeno più Corciano tenutasi ieri a Paciano, sulla questione della sanità territoriale, è stato diffuso un comunicato stampa  a firma di 4 esponenti della Lega i quali invitano la Regione a rivedere l’accorpamento dei distretti del Trasimeno e Alto Tevere, come richiesto dai sindaci dell’area lacustre.

Insomma anche tra le fila della maggioranza che governa l’Umbria c’è chi riconosce l’errore fatto nel Piano Sanitario Regionale preadottato dalla giunta Tesei. I 4 esponenti leghisti in questione sono il senatore Luca Briziarelli, il deputato Augusto Marchetti e i consiglieri regionali Eugenio Rondini e Manuela Puletti. Tutte figure di rilievo. Di fatto il gotha della Lega in Umbria.

“Consideriamo la riorganizzazione dei Distretti sanitari da dodici a cinque una decisione adeguata ai territori, ma diventa fondamentale la necessità di migliorare la proposta, preadottata in Giunta, di ridefinire l’area del Trasimeno e dell’Altotevere che per caratteristiche morfologiche, viarie, socio-economiche e per la dislocazione delle strutture di erogazione, nonché per le dotazioni di personale, non possono essere accorpate. Le due realtà – scrivono gli esponenti del Carroccio – non hanno caratteristiche tali da poter essere unite. In questo contesto si deve pensare per Città di Castello e l’Altotevere a una eventuale collaborazione con Gubbio, qualora la dimensione territoriale non sia sufficiente a garantire l’autonoma permanenza, mentre per il Trasimeno si deve valutare un accorpamento con Corciano ed eventualmente con il territorio del perugino.”. 

Ecco dunque una proposta alternativa a quella contenuta nel Piano. “L’idea della Regione Umbria – dicono ancora Briziarelli, Marchetti, Rondini e Puletti – di partire dalle zone sociali è buona e inquadrata in un’ottica di maggiori servizi sul territorio e soprattutto più uniformi, ma si deve lavorare a una ridefinizione delle aree quanto prima. Ringraziamo sin da ora la Presidente Donatella Tesei e l’Assessore alla Sanità, Luca Coletto, ai quali già il 21 novembre scorso, al momento della preadozione dell’Atto in Giunta, abbiamo segnalato il problema, che si sono detti disponibili a valutare le nostre indicazioni e a ridefinire i confini”. E questa disponibilità dell’assessore Coletto è in qualche modo una notizia. E un segnale inviato ai sindaci che ieri hanno annunciato iniziative di protesta, in caso di mancato confronto…. Forse è anche un segnale con cui i 4 dirigenti leghisti hanno voluto rassicurare anche i sindaci in quota centro destra, che su questo argomento si sono allineati ai colleghi del Pd. Vedi il pievese Risini.

Adesso è l’assessore Coletto ad essere rimasto con il cerino in mano, pressato da un lato dai sindaci dei territori, dall’altro dai suoi stessi compagni di partito, che non vogliono perdere consenso. E’ noto che sulle questioni relative alla sanità si giocano molte delle partite elettorali, da quella regionale e a quelle locali. Il Pd la Regione l’ha persa per lo scandalo sanitopoli che decapitò la giunta Marini e il partito stesso (Bocci), La Lega ha vinto facendo leva proprio sulle promesse di un cambio di linea e prospettiva. Adesso è in mezzo al guado con i piedi nel fango delle promesse non mantenute e le mani invischiate in una riorganizzazione che fa acqua da tutte le parti e somiglia ad no smantellamento definitivo della sanità territoriale. L’unica cosa che è riuscita a fare la Giunta Tesei è stata quella di ricompattare e ridare fiato ad una opposizione che sembrava tramortita e divisa e che invece ha ritrovato verve, unità e un nuovo protagonismo dei sindaci. Il comunicato di Briziarelli, Marchetti Rondini e Puletti sembra dunque un tentativo estremo di salvare il salvabile e non finire nel tritacarne, come una classe dirigente incapace e improvvisata, anche a costo di sacrificare qualcosa del Piano Sanitario predisposto da Tesei e Coletto che è veneto e i territori forse non li conosce. Ma non è un vanto, né può essere una attenuante.

 

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