LA FRANCIGENA PATRIMONIO UNESCO? LA BELLEZZA DEI “CAMMINI”, OPPORTUNITA’ PER SCOPRIRE IL TERRITORIO

LA FRANCIGENA PATRIMONIO UNESCO? LA BELLEZZA DEI “CAMMINI”, OPPORTUNITA’ PER SCOPRIRE IL TERRITORIO
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Qualche sera fa su Rai 5 è andato in onda  “Il cammino di Santiago”, un film d’autore diretto da Emilio Estevez con Martin Sheen, che nella vita vera e pure nel film è suo padre. E’ il racconto di un viaggio. Anzi di un “cammino”. Il cammino per antonomasia. Quello che dai Pirenei porta a Santiago de Compostela, 800 km da fare a piedi. Molti lo fanno per motivi religiosi. Molti altri per motivi diversi. Gli attor del film si sono messi in cammino, uno per perdere peso, un’altra per smettere di fumare, ma in realtà per cercare la spinta emotiva per uscire da un evento traumatico della sua vita, un altro ancora per ritrovare l’ispirazione e ricominciare a scrivere (è uno scrittore)… Il protagonista Martin Sheen è un medico americano già over 60, che decide di fare il Cammino perché suo figlio, con il quale non andava molto d’accordo, è morto proprio lì, il primo giorno, colto da una tempesta sui Pirenei. E lui in sostanza finisce il viaggio che il ragazzo aveva cominciato…

I “cammini”, non c’è solo quello di Santiago, sono percorsi anche interiori, che la gente fa anche per cercare o ritrovare se stessa. O il senso della vita. Il Cammino è di per sé metafora della vita.  Come dicevamo, ce ne sono tanti. La vie francigene e romee per esempio.

All’inizio del primo millennio, i pellegrini attraversavano l’Europa in massa per poter pregare sulla tomba dell’apostolo Pietro a Roma. Il pellegrinaggio aveva un significato spirituale così forte che iniziarono a svilupparsi i cammini di fede, sentieri che mettevano in collegamento i luoghi di culto più frequentati, i borghi, le abbazie e gli alloggi. Uno dei più importanti, ancora oggi, è la via Francigena propriamente detta.  Un cammino, di oltre 2.000 km che metteva in collegamento Canterbury, in Inghilterra, con Roma, la capitale della cristianità.

Nel corso dei secoli divenne un itinerario privilegiato e un canale di comunicazione importantissimo in Europa. Originariamente, percorrere l’intera Francigena a piedi rappresentava un atto di penitenza simbolico e fisico.  I pellegrini erano esposti a pericoli di tutti i generi: intemperie, animali selvatici, ladri e predoni. E anche la strada non era certo un’autostrada. Se all’inzio, per alcuni secoli, erano soprattutto i pellegrini che si mettevano in marcia per motivi religiosi, più tardi cominciarono a viaggiare anche i mercanti, i banchieri, i trafficanti di ogni tipo. Non a caso parallelamente alla Francigena che da Roma portava a Canterbury, si cominciò a usare anche la “Romea germanica” che da Roma portava alla città di Stade, nel nord della Germania, vicina al Mare del Nord e al porto di Amburgo…

Il nostro territorio, a cavallo tra la Toscana e l’Umbria è attraversato da tutte e due: la Francigena e la Romea Germanica. E ancora oggi, dopo 1.000 anni c’è tanta gente che le percorre a piedi. In cammino…

Di recente il Pd toscano con una risoluzione approvata in Consiglio regionale ha chiesto che la via Francigena diventi patrimonio Unesco. Cosa di cui, peraltro, si parla dal 2015…

Oggi, la Francigena è infatti un’occasione per riscoprire alcuni dei luoghi più affascinanti del Belpaese. Questo cammino attraversa tantissime regioni del Nord e del Centro Italia: Lazio, Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia Valle d’Aosta, per un totale di 140 Comuni. Attualmente, nessun viaggiatore lungo il percorso correrebbe gli stessi rischi di un tempo, permettendogli così di concentrarsi sulla natura, sulla storia, sulle tradizioni e sugli eventi e la bellezza dei borghi, delle pievi, dei conventi, dei ponti che si incontrano lungo il percorso.

A Fidenza (Parma) si è tenuta a settembre la  prima edizione del Francigena Fidenza Festival, un evento internazionale dedicato alla via Francigena e ai Cammini d’Italia e d’Europa.

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