TOSCANA E UMBRIA CAMBIANO COLORE: DI NUOVO CHIUSI I CONFINI, NIENTE SPOSTAMENTI FUORI DAL COMUNE, BAR E RISTORANTI CHIUSI DEL TUTTO.

TOSCANA E UMBRIA CAMBIANO COLORE: DI NUOVO CHIUSI I CONFINI, NIENTE SPOSTAMENTI FUORI DAL COMUNE, BAR E RISTORANTI CHIUSI DEL TUTTO.
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MA RESTANO APERTE LE SCUOLE PRIMARIE, CON DIDATTICA IN PRESENZA. ECCO LE NUOVE NORME DELLA FASCIA ARANCIONE

CHIUSI – Già ieri scrivevamo del rischio concreto di alcuni lockdown locali, nei comuni più colpiti dal contagio, e di quello che sia l’Umbria che la Toscana potessero passare da zona gialla a zona arancione, cioè con maggiori e più stringenti restrizioni. Si parlava della possibilità che i sindaci dei comuni più in difficoltà, prendessero iniziative specifiche, potendolo fare. Niente- Ci ha penato il Governo che in serata ha fatto sapere di aver appunto spostato 5 regioni (Abruzzo, Umbria, Basilicata, Toscana e Liguria) in fascia arancione. A partire da mercoledì 11 novembre. 

Da domani quindi anche ne nostro territorio siamo di nuovo “confinati”. La fascia arancione, infatti prevede il divieto di spostamento tra una regione e l’altra e anche fuiori dal proprio comune di residenza, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. E con la raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata anche all’interno del proprio Comune. Insomma siamo tornati al fatidico “state in casa” se potete.  Niente più spesa a Po’ Bandino per i chiusini, o a Chiusi per pievese e cetonesi. Per fare un esempio. Ma la stessa cosa vale tra San Casciano Bagni e Acquapendente o Fabro, per Tuoro e Castiglione del Lago con Cortona o tra Sansepolcro e Città di Castello e viceversa. Se però un certo prodotto nel comune di residenza non è reperibile, si può sconfinare…  Idem per l’Ufficio postale o altri servizi non presenti nel comune di residenza.

Non è questa la sola misura più restrittiva che da domani entrerà in vigore. E ‘ prevista anche la chiusura totale di ristoranti e bar, per tutta la giornata e 7 giorni su 7. Consentita la consegna a domicilio, senza restrizioni di orario e l’asporto fino alle 22,oo, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze e comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale ed evitando assembramenti”. Restano aperti i ristoranti degli alberghi, ma solo per i clienti alloggiati nella struttura.

Resta in vigore il “coprifuoco” dalle 22, alle 5 del mattino.

Il testo diffuso dal Governo spiega che “sono invece comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Per spostamenti verso altri Comuni, nonché dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. “L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune o dalle 22 alle 5,  se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni”.

L’assistenza verso parenti o amici non autosufficienti “E’ una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari”. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, la circolare raccomanda di evitare il più possibile di esporre tali persone a contatti.

I genitori separati o divorziati possono spostarsi per aggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, anche tra Comuni di aree differenti, scegliendo però il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

“È possibile anche portare i figli dai nonni o andarli a riprendere, ma è fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da covid-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone” , prosegue il testo governativo. “Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.

Non siamo al lockdown totale di marzo-aprile, ma poco ci manca. Le misure che partiranno da domani resteranno in vigore per almeno due settimane. Così ha detto il ministro Speranza. Il quale ha fatto sapere che oggi potrebbe aggiungersi alle 5 regioni diventate arancione, anche la Campania.

L’obiettivo è chiaro: fermare l’escalation della curva di contagi. Non si capisce come mai, però,  regioni come Lazio, Campania e Sardegna siano ancora in fascia gialla. E non è nemmeno chiara del tutto la ratio della chiusura dei ristoranti e dei… confini lasciando aperte le scuole primarie, con il solito problema del trasporto degli alunni con gli scuolabus… Il Governo avrà voluto forse tutelare i genitori che lavorano e non saprebbero a chi lasciare i figli, ma…

Ed è un boccone amaro da masticare il fatto che le misure colpiscano anche comuni con un numero di contagi bassissimo (forse perché sono stati più virtuosi) e con una situazione sotto controllo. Ma tutti, dagli esperti del CTS, ai virologi, ai sindaci dicono che non si poteva fare diversamente e che per fermare l’espandersi incontrollato del virus questa è l’unica strada percorribile. In effetti lo facevano già anche nel medioevo quando arrivava la peste. La gente veniva chiusa in casa e tutto intorno si faceva il “cordone sanitario”.

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