HO VISTO UN FILM: GASSMAN, LA POLIZIA CORROTTA E QUEL TRIBUTO AI RAGAZZI DEI CENTRI SOCIALI

martedì 27th, ottobre 2020 / 13:01
HO VISTO UN FILM:  GASSMAN, LA POLIZIA CORROTTA E QUEL TRIBUTO AI RAGAZZI DEI CENTRI SOCIALI
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HO VISTO UN FILM… Era un bel po’ di tempo che questa rubrica non trovava inquilini. Sarà perché dai mesi del lockdown in poi al cinema ci siamo andati poco tutti, io personalmente  quasi mai e perché in Tv di film danno sempre gli stessi. Ieri sera ho visto in Tv “Io ti cercherò” che non era u film, ma una mini serie Tv in 4 puntate con Alessandro Gassman. Era l’ultima di 4 puntate.

Devo dire che un po’ mi ha stupito. Di Gassman mi è sembrata una delle interpretazioni migliori. Ma mi ha stupito non per questo, quanto piuttosto per altri aspetti. Uno di regia, diciamo. Ovvero la scelta del regista Gianluca Maria Tavarelli di far vedere una Roma un po’ insolita, la Roma che si vede meno nei film. O forse si vedeva nei film del neoralismo, poi meno. Non la Roma della Grande Bellezza, ma la Roma del gasometro, dei palazzoni anonimi dalle parti di Tiburtina, l’Eur ma in un giorno di pioggia, le terrazze a stenditoio come quella dei Soliti Ignoti, non quelle con vista sul Pantheon…

Ma sopratutto mi ha stupito il fatto che dopo tante fiction “edificanti” su poliziotti eroi o anche antieroi, magari pure imbranati, ma sempre dalla parte giusta, la Rete 1 della Rai abbia messo in onda una serie in cui la Polizia non ci fa una gran figura. Anzi appare fortemente minata da corruzione, anche dove meno te lo aspetti, e da rapporti con le organizzazioni malavitose, quelle che gestiscono alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari sul litorale di Ostia, riciclano i soldi dello spaccio in appartamenti e pizzerie…  Insomma con quel “mondo di mezzo emerso dalle inchieste su Mafia capitale, e che s serve spesso e volentieri non solo di manovalanza criminale, ma anche di colletti bianchi rispettabili e – appunto – di poliziotti, magistrati o funzionari pubblici infedeli.  Niente di nuovo, si dirà. Tutte cose note. Certo, tutte cose note, ma inusuali su Rai 1.

Più di questo aspetto della sceneggiatura, però mi ha lasciato favorevolmente impressionato il finale e non mi riferisco alla scoperta di chi aveva realmente fatto ammazzare il figlio del protagonista,quello era quasi scontato, lì siamo nel più classico finale di un poliziesco… Il finale a cui mi riferisco è invece quello che offre un’immagine positiva, molto positiva, quasi un “tributo” ai ragazzi che animano i centri sociali, spesso dipinti anche in anni recenti, come il male assoluto, le “zecche comuniste”, i violenti che sfasciano le vetrine… Ci sono anche quelli, per carità, ma “Io ti cercherò”, parla degli altri, che sono i più, di quei ragazzi che recuperano e riadattano vecchi locali dismessi, che fanno musica e volontariato, che si impegnano per dare una mano a chi sta peggio, nelle borgate, tra i migranti…

Se gli sarà capitato di vedere le 4 puntate della serie di Tavarelli,  Salvini per esempio, non ci avrà dormito la notte, si sarà rigirato nel letto fino al mattino, sudato fradicio e incazzato…  “Ma guarda te se la Rai può fare propaganda a questi qui!”.  E mi immagino i commenti di Sallusti, Porro o Del Debbio…

Non so se la fiction con Alessandro Gasman a Maya Sansa sia piaciuta a Zingaretti che è presidente del Lazio oltre che segretario del Pd. E francamente mi interessa poco. Io, di solito, sulle fiction Tv ho molte riserve, parto sempre un po’ prevenuto, perché spesso sono produzioni al servizio e ad uso e consumo di una stagione politica. Forse anche quella di Tavarelli lo è, in un certo senso. Ma a me è sembrata fatta bene. E con qualche passaggio e messaggio tutt’altro che banali.

m.l.

 

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