SIENA, AREZZO, GROSSETO: CAMBIA IL SISTEMA PER CHIEDERE E FARE I TAMPONI E SCOPPIA IL CAOS. PER BEZZINI DUE BEGHE DA RISOLVERE ALLA SVELTA

martedì 27th, ottobre 2020 / 11:26
SIENA, AREZZO, GROSSETO: CAMBIA IL SISTEMA PER CHIEDERE E FARE I TAMPONI E SCOPPIA IL CAOS. PER BEZZINI DUE  BEGHE DA RISOLVERE ALLA SVELTA
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SIENA – Uno dei problemi più stringenti relativamente alla gestione sanitaria dell’emergenza covid è senza dubbio come richiedere e come e dove fare i tamponi. Fino a domenica 18 ottobre, nel territorio della Asl Sud Est della Toscana (Siena, Arezzo e Grosseto), erano medici di famiglia e pediatri a gestire la procedura e il sistema – la piattaforma denominata GECOV –  dicono funzionava piuttosto bene, con tempi di richiesta e risposta relativamente brevi.

Da domenca 18 in poi, non è più così. Questo perché la Regione Toscana “ha di fatto soppresso l’utilizzo della piattaforma Gecov (utilizzata dalla Usl Sud Est) con la quale i medici di base potevano richiedere i tamponi per i loro assistiti; ciò al dichiarato scopo di omogeneizzare i percorsi di prenotazione e consultazione dei referti su tutto il territorio regionale. Adesso è il paziente stesso (e non più il medico di base) che deve prenotare il test molecolare (tampone) o antigenico (tampone rapido) accedendo, previa richiesta dematerializzata del proprio medico di base, ad un link del portale regionale”. Così scrive il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Castellani.

Solo che l’omogeneizzazione dei sistemi, non offre le stesse risposte. Infatti, afferma ancora Castellani  “il portale regionale ha da subito dimostrato delle forti criticità. Anzitutto si è creato un imbuto informatico a causa della saturazione del sistema costringendo gli utenti a delle attese snervanti e non compatibili con l’ attività di lavoro di ognuno. Per non parlare del fatto che, non avendo più la possibilità i medici di base di inserire la prenotazione (possibile ai soli utenti), ci sono molte persone che sono di fatto nell’impossibilità di richiedere il tampone a causa della loro non dimestichezza nell’ uso dell’ informatica; si pensi alle persone anziane che invece sono proprio quelle più a rischio“.

Gli anziani in particolare, ma anche molti cittadini di origine straniera si trovano in difficoltà, per la scarsa dimestichezza con i portali informatici, ma anche per la lingua. Molti accessi devono essere ripetuti più volte per errori materiali… La gente snervata si rivolge al proprio medico o pediatra intasandogli in telefono, e questi è costretto a dire che non può farci niente…  Che il sistema è cambiato. E che se prima poteva pensarci lui, adesso non può…

Non solo, sempre secondo i consigliere di Forza Italia, “quando finalmente si verifica il sospirato accesso, il sistema propone un appuntamento, indipendentemente dalla zona di residenza, ad un qualunque punto di prelievo presente nel territorio della ASL Sudest (Siena Arezzo Grosseto), così negli ultimi giorni molti cittadini hanno dovuto spostarsi dalla propria zona di residenza per poter effettuare il test. Ci sono testimonianze di cittadini residenti ad esempio a Sovicille che sono stati inviati a Grosseto, o di Siena che sono stati inviati ad Abbadia San Salvadore”.

Insomma un caos totale. Con conseguente allungamento dei tempi del test e rischio che nel frattempo l’utente, se fosso positivo possa infettare altre persone…Medici di famiglia e pediatri sono sull’orlo di una crisi di nervi.

La cosa che in effetti pare meno comprensibile, è come mai sia stato soppresso un sistema (la piattaforma GECOV in vigore nella Asl Sud Est) che funzionava, con i medici che riuscivano a gestire e smaltire le richieste tutto sommato agevolmente, per uniformarsi alle altre Asl, invece di fare il contrario ovvero uniformare le altre asl al sistema che stava dando migliori risultati.

Da qualche giorno in Regione Toscana si è insediato il nuovo assessore alla Sanità, che è il senese Simone Bezzini.  Forza Italia gli chiede di “intervenire rapidamente e ripristinare il sistema Gecov”.  Dopo la grana dell’annunciato taglio al medico a bordo delle automediche del 118 nella zona Valdichiana, su cui è intervenuta anche la Conferenza dei Sindaci, Bezzini si ritrova sulla scrivania anche quest’altra vicenda che sembra surreale, ma non lo è. Intanto come primo atto, Bezzini ha firmato insieme a Giani l’ordinanza del 24 ottobre che per la parte sanitaria prevede quanto segue:

Limite alle visite negli ospedali: solo i pazienti particolarmente fragili potranno essere visitati dai parenti per tempi molto contenuti.
Vengono attivate le centrali operative di coordinamento delle attività sanitarie delle tre Asl per un uso ottimale di tutte le risorse, ospedaliere e territoriali.
Le Asl dovranno reperire fino ad almeno 1500 camere in strutture ricettive alberghiere da destinare alla funzione di Albergo Sanitario fino alla fine di dicembre, con possibilità di prosecuzione.
Dovranno essere attivate subito 30 unità Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) per la gestione dei casi Covid positivi a domicilio o presso alberghi sanitari.
Si realizzano centrali di tracciamento in grado di garantire questa funzione per tutti i nuovi casi del giorno, e i loro contatti per ordinare la eventuale quarantena. Per fare questo si prevede il reclutamento di personale medico anche proveniente dagli ultimi due anni dei corsi universitari.
Le Asl forniranno test antigenici rapidi alle Rsa, ai medici di medicina generale e ai pediatri di famiglia, Estar assicurerà la fornitura per 50mila test ogni settimana.
Rapporto con i Comuni: la Regione fornirà supporto ai sindaci che assumono provvedimenti interdittivi della mobilità a scopo preventivo per una parte o per tutto il loro territorio comunale. L’azione della Regione e dei Comuni sarà tesa a contrastare ogni forma di assembramento.
Dal 25.10 fino al 14 novembre sono sospese tutte le attività di gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Coni, dal Cip e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, relativamente a tutti gli sport di contatto dilettantistico. Restano consentiti gli allenamenti.
Per Simone Bezzini, l’incarco di assessore alla sanità della Toscana in un momento come questo ha tutta l’aria di un “battesimo del fuoco”. Bezzini non è un tecnico, è un politico di lungo corso. E forse per affrontare una fase di emergenza come l’attuale servono più doti ed esperienza politica che conoscenze tecnico-scientifiche specifiche. Perché il nodo sta sempre nelle scelte, nell’utilizzare al meglio le stesse conoscenze tecniche che i tecnici mettono a disposizione. La scelta di eliminare il sistema GECOV per i tamponi, per uniformarsi alle altre Asl, si sta dimostrando una scelta sbagliata. incomprensibile, ai limiti dell’assurdo. Ecco, Bezzini ha in mano le carte per dimostrare che la politica non può fare certi errori… Tra l’altro le due beghe citate riguardano il suo territorio di riferimento.
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