IL PD UMBRO VERSO IL CONGRESSO REGIONALE. IL CASTIGLIONESE TORRINI IN LIZZA PER LA SEGRETERIA?

IL PD UMBRO VERSO IL CONGRESSO REGIONALE. IL CASTIGLIONESE TORRINI IN LIZZA PER LA SEGRETERIA?
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CASTIGLIONE DEL LAGO – Il Pd dell’Umbria in gestione commissariale da quando esplose lo scandalo concorsopoli, con l’arresto del segretario regionale Bocci, e dopo la debacle alle regionali del 26 ottobre, cerca di darsi una riassestata. E lo farà con un congresso che si terrà il 7 novembre (data della Rivoluzione d’ottobre del 1917) dopo la trafila dei congressi di circolo che avranno luogo ad ottobre. Per la prima volta non verrà utilizzato lo strumento delle primarie. Va in soffitta dunque uno degli elementi fondativi del Pd, e si torna alla “prassi” storica dei partiti della sinistra. Con un congresso cui potranno partecipare solo gli iscritti al partito e non come alle primarie chiunque passasse nei dintorni…

Il congresso regionale del Partito Democratico dell’Umbria – inizialmente previsto per marzo 2020, ma rinviato a causa dell’emergenza sanitaria – interrompe la fase commissariale avviata da ormai più di un anno e gestita dall’onorevole Walter Verini su incarico del segretario nazionale Nicola Zingaretti.

“Con l’indizione dei congressi – commenta Letizia Michelini, presidente della commissione per il congresso – si porta a termine un lavoro meticoloso, nella consapevolezza dell’importanza politica di questo appuntamento. La commissione proseguirà nel suo ruolo di garante e arbitro rispetto a tutti i prossimi passaggi previsti dal calendario adottato, ma d’ora in avanti la vera protagonista sarà la politica, con la discussione sui temi e sulle proposte”. E – aggiungiamo noi, anche sui candidati a ricoprire ruoli dirigenziali.

A questo proposito, pare che tra i “papabili” ad assumere l’incarico di segretario regionale del Pd umbro ci sia anche un esponente dell’area del Trasimeno. Parliamo di Alessandro Torrini, che è castiglionese ed stato segretario dei Ds a Castiglione del Lago.

Un  dirigente “navigato” che dal Pd non si è allontanato ma più volte ci si è sentito stretto. Non certo un barricadero. Né un esponente tipico della sinistra dura e pura che fu. Moderato nei toni e negli atteggiamenti Torrini è un dirigente attento, unitario. Non di quelli che sbandieravano la vocazione maggioritaria del Pd come una clava. E’ stato uno dei sostenitori principali della candidatura di Matteo Burico a sindaco di Castiglione del Lago, ha sempre ragionato – per come lo conosciamo – in termini unitari anche rispetto ai territori contermini, sia dentro che fuori dei confini umbri.

Non solo, ma se il Pd umbro, dopo le stagioni drammatiche e disastrose contrassegnate dallo strapotere prima di Maria Rita Lorenzetti, poi di Catiuscia Marini e del democristiano Bocci, e dell’area Perugia-Foligno-Norcia, ripartisse da una figura come Torrini, un po’ più spostata verso la Toscana, e dall’area del Trasimeno, che nonostante tutto resta una di quelle dove il Pd ha ancora una certa presa, potrebbe essere un buon segnale.

D’altra parte il Pd umbro deve dare segnali di discontinuità con il suo recente passato. Anche recuperando valori, posizioni e persone che non si sono smarrite.

Magari è solo pretattica e quello di Torrini è un nome gettato nella mischia, alla vigilia del congresso, solo per vedere l’effetto che fa e per bruciarlo. Ma il personaggio non è uno sprovveduto, un turista per caso o uno sconosciuto portato dalla piena. Non si farà “bruciare” tanto facilmente. E se il territorio supporterà la sua candidatura e il Trasimeno troverà le giuste alleanze,  potrebbe anche spuntarla.

Per questo territorio e per lo stesso Pd potrebbe essere un nuovo inizio.

 

 Nella foto: Alessandro Torrini (a sinistra) e Matteo Burico, qualche anno fa. C’era ancora l’Unità… 

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