HO SCRITTO AL PAPA: INVOCARE IL SIGNORE PER FERMARE L’EPIDEMIA E’ UN PASSO INDIETRO

giovedì 19th, marzo 2020 / 12:31
HO SCRITTO AL PAPA: INVOCARE IL SIGNORE PER FERMARE L’EPIDEMIA E’ UN PASSO INDIETRO
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Caro Francesco, scusa per il tono confidenziale con cui mi rivolgo alla tua persona.

Lo faccio però perché sei un papa fuori dagli schemi del gerarchico e dell’autoreferenziale. Avverto verso di te per fortuna, che è difficile usare i toni dell’ufficialità. Ho nella mente ben chiaro la rivoluzione che stai portando avanti in Vaticano. Un ambiente chiuso da 2000 anni. Dentro quelle mura secolari, al riparo da occhi indiscreti, si sono consumati crimini, intrighi da famiglie cinquecentesche. La congiura della famiglia dei Pazzi contro Lorenzo il Magnifico de Medici, quelle pratiche consumatesi con gli stiletti del Signore, sono ancora ben in uso sotto il cupolone. Così come affari, amori proibiti, anche incestuosi, gli sfarzi, i mega attici dove vivono agiati porporati, di tutto di più insomma. Sbaragliare questo mondo dove si maneggia il potere vero quello da papa Re, in modo del tutto disinvolto e spregiudicato e riportarlo, come dite sempre voi, all’interno del messaggio evangelico, sarà un’impresa molto ardua, non priva di rischi. Tu per quanto se ne sa, per prudenza non dormi in Vaticano, ma sul territorio dello Stato Italiano.

Ti giunga quindi un mio grande augurio affinché l’impresa di rigenerazione della Chiesa ti riesca. In questa opera di rinnovamento ti ha preceduto un altro grande papa, Giovanni XXIII, con notevoli risultati, che ancora oggi si fanno notare. Io quegli anni lì li ho vissuti da adolescente credente e praticante. Lo dico con orgoglio, ora non sono un uomo di fede, ma in molte mie prese di posizione ti ho sempre portato ad esempio. Come quando finalmente hai detto in forma chiara, che la chiesa non deve perdere tempo a discutere, a sentenziare e indicare su come ci si deve comportare sotto le lenzuola.

Tu hai avuto la forza di spostare l’attenzione della chiesa prigioniera di un moralismo che tanti drammi, angosce, ha creato nell’animo degli uomini e delle donne. Un perbenismo intransigente che ha strangolato per secoli e che ancora oggi prova soffocare il Diritto sacrosanto di vivere una propria vita senza essere giudicato. Hai avuto l’intelligenza e la volontà, di iniziare a far discutere questa tua chiesa su temi molto più importanti, pregnanti, che condizionano nel bene e nel male, a secondo del punti di vista da cui li si guardano, la vita di ognuno. Temi come l’economia, l’ambiente, il lavoro, la dignità dell’essere umano. Questi sono i grandi problemi che ha dinnanzi l’umanità. Altra cosa e senza dubbio molto più appassionante, dal come ci si deve comportare a letto. Hai gridato forte che le guerre tutte, servono a una certa economia che non ha, è assodato, a cuore il bene dell’umanità. Hai rotto con l’omertà, facendo venire sempre più allo scoperto l’odiosa e criminale pratica della pedofilia. Mi trovo ora in un Paese dell’America latina, Brasile per l’esattezza. Nel corso di serate conviviali, mi è capitato più volte doverti difendere dagli attacchi di certi cattolici tradizionalisti di qua. L’ho fatto con entusiasmo, con argomenti semplici ma forti nei contenuti, come quelli che ti ho appena menzionato. Ti garantisco che quei cattolici li ho messi in forte imbarazzo, alla fine delle serate, rallegrate da buoni vini cileni, avevano di che meditare, sulla globalizzazione, sulla rapina delle ricchezze da parte del Nord del mondo nei confronti dei continenti africano e Sud Americano.

Poi all’improvviso vedo riemergere in te, come in molti altri prelati più o meno dignitari, il segno della stregoneria. “Ho chiesto al Signore di fermare l’epidemia: Signore, fermala con la tua mano. Ho pregato per questo”. E’ una frase che proprio per le cose che vai sostenendo, non mi sarei mai aspettato di sentirtela dire. E’ una frase che appartiene a un altro cattolicesimo, quello medioevale oscurantista, ha dello stregonesco. Siamo tornati alla madonne piangenti, alle pastorelle che vedono la vergine un po’ dappertutto. Metti, come tutto fa presagire, che questa pandemia non finisca presto, ma duri per mesi e mesi, la religione cattolica per la frase che hai pronunciato così impegnativa, ne esce con le ossa rotte. Delle due l’una: o il Padreterno, penseranno in molti, non ti ha ascoltato, quindi ripone in te scarsa fiducia (se fosse così, ne dovresti trarne le dovute considerazioni e dovresti dimetterti), oppure questo Padreterno non c’è.

Io propendo per quest’ultima ipotesi, lo avrai certamente capito. Lo sappiamo benissimo entrambi che il Dio unico è un’invenzione, come lo era prima il Panteon delle divinità pagane. Per questa ragione non si affaccerà nessuno dalle nuvole per redarguirti. Dunque un’ideazione, come le altre fedi e credenze. Ovviamente non nego che soprattutto quel cattolicesimo di periferia, penso a Don Gallo, che con le sue parole senza mediazioni, riusciva a far intravedere il messaggio rivoluzionario del Vangelo. A Don Puglisi che ha viso aperto combatteva la Mafia e per questo fu ucciso da quei criminali. E poi a tanti altri che tutti i giorni si trovano a misurarsi con la disperazione degli ultimi, dei sofferenti.

Proprio per questo mio pensare a queste figure che ritengo che sia molto più utile cercare di spostare questa energia che dite voi da la fede, verso la formazione di un movimento che appunto, si rifaccia sempre più al pensiero e all’agire delle figure sopra citate. Poi credere o non credere, è un fatto intimo, frutto di mille esperienze, sensazioni che possono andare e venire nell’animo di ognuno di noi nel corso della propria vita. In quanto al virus, speriamo che la scienza, un dei stupendi frutti della nostra intelligenza, sappia trovare al più presto la soluzione. Processioni con crocefissi e statuette, appartengono oramai ad altre epoche, che non è proprio il caso di andarle a rispolverare.

Renato Casaioli

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