19 GIUGNO ’44: LA LIBERAZIONE DI CITTA’ DELLA PIEVE NEL GIORNO DEI SANTI PATRONI GERVASIO E PROTASIO. IL MESSAGGIO DEL SINDACO RISINI

mercoledì 19th, giugno 2019 / 12:21
19 GIUGNO ’44: LA LIBERAZIONE DI CITTA’ DELLA PIEVE NEL GIORNO DEI SANTI PATRONI GERVASIO E PROTASIO. IL MESSAGGIO DEL SINDACO RISINI
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CITTA’ DELLA PIEVE – Oggi è il 19 giugno e per Città della Pieve è il 19 giugno è un giorno speciale. E’ la festa dei patroni San Gervasio e Protasio. E anche la ricorrenza della Liberazione della città dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista, avvenuta nel 1944. Il neo sindaco Fausto Risini non si è fatto sfuggire la coincidenza, che ha del prodigioso. A molti, anche sul momento, sembrò un segno del cielo. Ricordando il sacrificio dei due gemelli e martiri cristiani Gervasio e Protasio avvenuto nel  III Secolo d.C. cui è intitolato il Duomo pievese, Risini sottolinea che fu “proprio il Duomo il luogo dove la popolazione pievese si riversò durante il terribile bombardamento aereo del 19 giugno 1944, invocando la protezione dei SS. Gervasio e Protasio. Una lunghissima giornata di Resistenza, in cui il coraggio dei giovani martiri patroni si riversò in tutta la sua forza nei cuori dei pievesi.
La lotta armata si coniugò con la resistenza non armata e, per la prima volta nella storia, uomini e donne di varie ideologie, di varie professioni e mestieri, si unirono nella stessa ansia di libertà e di democrazia. Insieme, fianco a fianco, reagirono contro la violenza del potere e nella notte del 19 giugno i tedeschi abbandonarono il nostro Comune. Città della Pieve era finalmente libera”.

Certo, la Liberazione nel giorno della festa patronale ha sapore di miracolo. Ma i miracoli non esistono (o esistono solo per chi ci crede): i tedeschi occupanti e i fascisti che li spalleggiavano non abbandonarono la città per intercessione dei santi, ma perché cacciati a fucilate e cannonate dai soldati alleati che avanzavano da sud e avevano già combattuto duramente nei pressi della chiesa di San Bartolomeo, vicino a Ponticelli e dai partigiani che diedero loro man forte e appoggio logistico.

Anche nel centro storico si combatté sanguinosamente. E dopo la liberazione di Città della Pieve, avvenuta appunto il 19 giugno, la battaglia infuriò di nuovo prima a Chiusi dal 21 al 26 giugno, poi da una parte sulle colline del Trasimeno tra Villastrada, Gioiella, Pozzuolo e Cetona e Sarteano dall’altra, e infine a Castiglione del Lago che fu liberata il 29, come Montepulciano. 

Furono giorni terribili, di sangue e macerie. La gente sfollata nelle campagne, i tedeschi in ritirata che minavano i paesi, i ponti, le strade e quei ragazzi venuti dal Sudafrica, dal Canada, dall’India e dalla Gran Bretagna a rincorrerli e braccarli lasciando sul terreno centinaia di vite, così come altri ragazzi spesso neanche ventenni che si rifiutarono di arruolarsi nelle fila dei repubblichini  e scelsero la strada della lotta armata, della Resistenza e diedero

Sono passati 75 anni tondi da quel giugno del ’44. Un giugno piovoso e tragico, ma al tempo stesso esaltante. Perché in quei giorni cominciò un’altra storia. E ha fatto bene il sindaco Risini a ricordarsene e a ricordarlo ai suoi concittadini. Nelle prime uscite con a fascia tricolore, Fausto Risini si è mostrato molto ecumenico. Non ha sparato sul passato e sugli avversari, si è mostrato in più occasioni in compagnia di figure di spicco della Lega, ma con questo messaggio sulla Liberazione ha voluto far sapere che quelli che animarono la Resistenza e la guerra di liberazione sono valori anche per lui  anche se non ha usato mai nel suo messaggio il termine “partigiani”, non ha citato i fascisti né gli Alleati… Si è tenuto in equilibrio anche con il vocabolario ed ecumenicamente ha accostato la ricorrenza alla festa dei patroni Gervasio e Protasio, facendo senz’altro contenti i fedeli delle parrocchie pievesi.

Del resto la ricorrenza unica si presta. Non fu un miracolo, ma chi crede ed è devoto può anche legittimamente pensarlo. Magari qualcuno tra gli amici e sostenitori della lista Risini può pensare che invece fu una iattura. Ma questo è un altro discorso. (m.l.)

 

Nelle foto: truppe alleate in azione a Castiglione del Lago e Chiusi.

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