“APPUNTI DI VIAGGIO”: L’ODISSEA DEI MIGRANTI IN MARE, LE AGGRESSIONI FASCISTE AI GIORNALISTI E UN GOVERNO CHE ANNASPA

mercoledì 09th, gennaio 2019 / 18:07
“APPUNTI DI VIAGGIO”: L’ODISSEA DEI MIGRANTI IN MARE, LE AGGRESSIONI FASCISTE AI GIORNALISTI E UN GOVERNO CHE ANNASPA
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Dopo la pausa natalizia riprendiamo la rubrica “appunti di viaggio“. Sarebbe meglio dire appunti di navigazione, dato che non ci siamo mossi da casa e che tenteremo solo di puntualizzare alcune cose lette qua e là su giornali e siti web. Navigando nella rete, insomma.

Cominciamo con un fatto avvenuto qualche giorno fa, a Roma.  Il 7 gennaio, nell’anniversario dell’uccisione di due giovani militanti di estrema destra, davanti alla sede del MSI di via Acca Larentia nel 1978 a Roma, durante una commemorazione al cimitero del Verano organizzata da associazioni neofasciste, il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti de l’Espresso sono stati aggrediti, insultati e malmenati.  

Tra gli assalitori c’era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto. I due giornalisti de l’Espresso erano lì per documentare una notizia, stavano semplicemente facendo il loro lavoro, tra l’altro con discrezione e rispetto per il luogo, quando alcuni esponenti dell’estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. “Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L’hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell’ordine intervenissero. Al grido ‘L’Espresso è peggio delle guardie’, un altro gruppo ha accerchiato il giornalista Federico Marconi. Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale. E’ probabilmente questa la causa dell’aggressione. Perché avremmo documentato la piena violazione della restrizione. Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. E ancora il capo di Forza Nuova insieme a uno vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo. Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata. Effetti personali che non gli hanno restituito fino a quando non sono intervenute le forze dell’ordine che seguivano a distanza l’aggressione”. Così scrive L’Espresso che definisce l’aggressione “vile”  e parla di “una violenza indegna di uno Stato democratico, che non può accettare la presenza di gruppi politici come Forza Nuova, CasaPound e Avanguardia Nazionale che si rifanno sfacciatamente al Ventennio“.

Naturalmente L’Espresso ha chiesto una presa di posizione del Viminale. E il ministro Salvini ha così risposto tramite una dichiarazione di agenzia: «Il posto giusto per chi mena le mani è la galera. Cercheremo di capire perché uno di loro, che è sottoposto a un regime di sorveglianza speciale, era in libertà». Già, perché era in libertà? La federazione della Stampa e l’Ordine Nazionale Giornalisti si augurano che “forze dell’ordine e magistratura facciano in fretta chiarezza sull’accaduto, anche in relazione al divieto di ricostituzione del partito fascista». E poi dicono che il fascismo che riemerge è un’invenzione o una fissazione di qualche rincoglionito o vetero comunista. Le aggressioni ai giornalisti sono un pessimo segnale. E a questo proposito torna alla memoria un testo di Bertolt Brecht (che in realtà Brecht riprese dal sermone del pastore luterano, Martin Niemoller che fu internato a Dachau…): «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»…

Ed è un rigurgito di disumanità e di fascismo latente anche l’odissea a cui son stati costretti 49 migranti, lasciati per 19 giorni in mare, senza poter attraccare da nessuna parte. Sulla loro pelle si è consumato un braccio di ferro tra i vari Paesi Europei e anche all’interno del governo italiano. Una cosa di cui vergognarci. Tutti.

Oggi, 9 gennaio, i 49 profughi sono sbarcati dalle navi Sea Watch e Sea Eye a Malta e verranno dirottati in 8 paesi dell’Unione Europea. Quarantanove persone ormai stremate, riempirebbero al massimo un pub, sono state sballottate e lasciate in mare per 19 giorni. E su questa vicenda rischia desso di cadere il governo gialloverde italiano. Il Ministro Salvini (sempre lui) se la prende con il premier Conte che aveva detto: “se non possono attraccare li vado a prendere con l’aereo” e replica “Io l’aereo lo uso per altre cose”” e aggiunge: “Non autorizzo arrivi di migranti. Ci si consulta prima di prendere decisioni come questa. Non capisco questa accelerazione di Conte. Io ho controllo sui porti, il ministro Toninelli può decidere solo sulle acque territoriali. Per me possono calarsi con il parapendio, arrivare in elicottero, non ho controllo sullo spazio aereo”. Evidente che siamo ai ferri corti. Il M5S, dopo il salvataggio di Banca Carige, sente il fiato sul colo della propria base, non poteva accodarsi alla linea dura e fascistoide di Salvini sui migranti in mare e così ha lavorato per una soluzione, con ritardo e non senza contraddizioni, ma alla fine una soluzione è stata trovata.

A tal proposito vale la pena ricordare che molti dei militanti grillini provenienti dalla sinistra, anche quelli di questo territorio, fino a non molto tempo fa citavano spesso lo storico e saggista Luciano Canfora e le sue analisi della situazione italiana. Ora però anche Canfora dice che la Lega è un partito fascistoide e i 5 Stelle una “banda di incompetenti”. 

Dice Canfora: “La diseducazione di massa realizzata attraverso strumenti innumerevoli, di cui la comunicazione è un elemento fondamentale, ha cercato di squalificare capillarmente e metodicamente il concetto di antifascismo. Questo è stato vilipeso, archiviato e messo tra parentesi”. “Tutto ciò risale a tempi non vicinissimi. A sdoganare il Movimento Sociale ci pensò persino Craxi quando gli venne l’idea di aprire verso quella parte e  non esalterei  troppo il successo salviniano, sta divorando la destra e la parola d’ordine prima gli italiani era della Meloni… Dall’altra parte – conclude –  c’è una banda di incompetenti. La devozione alle cariche finalmente conquistate da parte di una dirigenza incolta, impreparata e demagogica è l’ideale aiutante di un uomo che ha le idee chiare e ha trasformato un partito localistico come la Lega in un partito palesemente fascistoide, cioè ipernazionalista. I Cinque Stelle non potranno che esplodere per le contraddizioni che si stanno vedendo”. Amen. E buonanotte al cambiamento.

m.l.

 

 

 

 

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