CARLO PASQUINI REGISTA DI TEATRO E LA SUA LEZIONE DI ECONOMIA APPLICATA ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE

giovedì 06th, dicembre 2018 / 17:39
CARLO PASQUINI REGISTA DI TEATRO E LA SUA LEZIONE DI ECONOMIA APPLICATA ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE
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MONTEPULCIANO – Ci son amori travolgenti che finiscono con sms. Alleanze politiche che saltano per un twitt…  E ci sono storie personali lunghe che ad un certo punto devono fare un pit stop, a causa della fredda logica dei bilanci. Storie che tra l’altro ci raccontano cose diverse dai gelidi numeri.

Carlo Pasquini è un artista. Fa il regista teatrale. Personalmente lo conosco dai tempi in cui entrambi facevamo il liceo a Montepulciano nella prima metà degli anni ’70. Subito dopo cominciò a calcare i palcoscenici, fino a farne una professione vera. Con una passione irrefrenabile. Da anni (anzi da un paio decenni abbondanti) insegna teatro anche nelle scuole. Con gli studenti ha allestito spettacoli notevolissimi.  Il teatro nelle scuole è un “di più”, ma è una cosa importante. E’ una scelta culturale. Un modo, serissimo, per far crescere gli studenti, per insegnare loro, prima che a recitare, a parlare, a muoversi, a relazionarsi con gli altri, a conoscere la lingua e le sua sfumature. Ad ascoltare, anche. Si fa in tante scuole ormai. Dalle elementari alle superiori. Pasquini è in questo senso un maestro. Con una esperienza consolidata. Ma quest’anno non sarà il “maestro” di teatro degli alunni dei  Licei Poliziani. Lo ha annunciato lui stesso, sul suo profilo facebook. No, non perché si sia stancato. O perché abbia degli impedimenti. Non farà i corsi di teatro perché, semplicemente, non ha vinto il bando indetto dalla scuola. E non lo ha vinto perché la sua offerta economica è risultata più alta di altre. Come nella gare di appalto ha vinto l’offerta più bassa.

Uno potrebbe pensare che è una cosa normale. Che forse Pasquini se la sia un po’ tirata, alzando il cachet, confidando magari nel lungo curriculum… E invece la sua spiegazione è diversa. Rivolto ai suoi allievi scrive: “Dopo 23 anni quest’anno non sarò più io il vostro Maestro e la vostra guida per il teatro. Il bando di concorso che la scuola ha istituito quest’anno per la prima volta per assegnare l’incarico io l’ho perduto.  Esso si articolava sostanzialmente in tre punteggi: uno che valutava il curriculum, un altro che valutava il progetto (il mio era sulle Operette morali di Leopardi) e un terzo che valutava l’offerta economica al ribasso.
Pensavo che quest’ultima valutazione avesse la sua importanza ma non così decisiva. Io non sono un muratore o un elettricista. L’insegnamento del teatro è una materia difficile e delicata ed io ritenevo scioccamente che non poteva avvantaggiarsi chi semplicemente si offre ad un miglior prezzo. Io non mi svendo. Ho sempre chiesto cifre ragionevoli ma non posso scendere al di sotto della soglia di umiliazione. Ma se si fa un bando quest’anno vedrete che un bando si farà anche l’anno prossimo e quindi vi dico arrivederci e non smettete col teatro: forza umana di crescita, tolleranza e libertà. Il vostro, Carlo”. Ecco , in quella frase “io non mi svendo”m c’è un programma politico. C’è tutta la rabbia per la considerazione che anche le istituzioni (certe istituzioni) hanno della cultura e dell’attività culturale di formazione. C’è la rabbia per il dilagare della logica dell’offerta al ribasso, dello “stretto indispensabile”, che è poi la logica di Baloo, l’orso del Libro della Jungla di Walt Disney…  L’Italia è ormai una jungla dove sopravvive solo chi è più feroce e chi abbassa il prezzo, anche di sé stesso. Questo ci dice Carlo Pasquini. E ha ragione. Non è vero che con la cultura non si mangia, ma non è vero neanche che mangiare con la cultura voglia dire accontentarsi delle noccioline. O delle briciole che restano, dopo aver speso tutto o quasi altrove.

Quel suo post amaro su facebook non è una lezione di teatro (una volta tanto), è una lezione di politica ed economia applicata alla pubblica istruzione. Il teatro, no sembra, ma insegna n sacco di cose, anche quando non te ne accorgi…

Marco Lorenzoni

 

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