LE INVOCAZIONI DEL PAPA E LE DISTRAZIONI DI DIO

lunedì 20th, agosto 2018 / 11:34
LE INVOCAZIONI DEL PAPA E LE DISTRAZIONI DI DIO
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Il Papa ai giovani ha gridato: “Non fatevi rubare i vostri sogni”. Una frase assai suggestiva, pronunciata per altro da tanti altri leader politici, nel corso della storia. Un’affermazione certamente condivisibile. Il fatto è che pronunciato da un monarca assolutista com’è di fatto il Papa, che si fregia persino del dogma dell’infallibilità, quel grido lascia un po’ perplessi. Insomma il pulpito a me non pare quello giusto, per pronunciare quelle stupende, affascinanti parole.

Papa Francesco ha aggiunto poi: «Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti». Anche questa frase contiene dei passaggi difficili da condividere. Intanto perché di Gesù non vi è traccia nella storia. Poi quel darsi da fare per far trionfare il “Regno di Dio” a me lascia sgomento (Dio, come gli Dei dell’Olimpo e altre credenze, sono una geniale invenzione come tutti sanno del genere umano).

Il Regno presuppone che ci sia un regnante, quindi un assolutista, altrimenti che Regno sarebbe mai?

Francamente che ci siano persone che si adoperano perché il Regno si materializzi, la cosa mi lascia sgomento. Il Regno del loro Dio, ma anche altre fedi monoteiste vanno dichiarando da secoli che ad affermarsi deve essere il Regno del loro Dio. Risultato di tutto questo ragionare per padreterni onnipotenti o sedicenti tali, piuttosto permalosi e egocentrici è una guerra perenne.

Gli inventori di quel Regno fanno dire a questo fantasmagorico padreterno: “Io sono il tuo unico Dio” e per rafforzare tale proclama subito dopo gli mettono in bocca un altro slogan: “Non avrai altro Dio al di fuori di me”. Poi, giù a cascata, tutta la storiella della creazione dell’Universo, dell’uomo fatto con la creta a sua immagine e somiglianza, che con un suo soffio comincia a muoversi. Sulla creazione della donna invece, si ha la prima manifestazione di misogamia. Infatti lei, sempre stando agli inventori del padreterno onnipotente, la fanno nascere da una costola dell’uomo e poi, per affibbiargli subito una prima colpa che risulterà nei secoli incancellabile, a questa Eva gli fanno mangiare la mela. Una mela particolare, infatti, quello è l’albero della sapienza e averla trangugiata e fatta mangiare anche ad Adamo, ha voluto significare che lei ha preteso di sapere, non accontentarsi e andare oltre la narrazione celeste, quindi trasgredire gli ordini.

Poi sempre per restare in tema, non sanno rispondere al perché nascono bambini malati. I credenti si rifugiano nella fede, affermando che a noi intendendo il genere umano, non è consentito comprendere i disegni imperscrutabili di Dio. Qualcuno nei secoli ha azzardato anche l’ipotesi che tanto dolore e sofferenza, sono un prezzo che qualcuno deve pagare per redimerci dai peccati. Insomma un Dio un po’ vendicativo, fuori da ogni logica del Diritto, che se la prende con i più deboli per scontare i peccati degli adulti. Parlare di questo Dio come un soggetto che ama infinitamente il genere umano, mi pare quantomeno azzardato. Io intendo la vita di ogni essere umano libera, piena di Diritti civili, proprio quei Diritti che la chiesa cattolica romana ha sempre contestato e combattuto.

Una chiesa che ancora oggi vorrebbe imporre un unico modello di famiglia. Singolare che in soccorso a tale scemenza, oggi il potere clericale si trovi un alleato: tale Salvini. Un giovanotto piuttosto irruento, che di famiglia certamente se ne intende. Una prima l’ha già sciolta, ora ne sta formando un’altra. Ma siccome il ragazzo è giovane, ha tanto tempo a disposizione, per chissà quante altre avventure. Poi dalla piazza gremita è giunta una richiesta perentoria: chiarire il senso delle parole contenute nel “Padre nostro”. “Non abbandonarci alla tentazione”; “Trattienici dal fare del male”; “Liberaci dai pensieri cattivi”. Questa sarebbe la traduzione corretta secondo papa Francesco delle parole contenute in quella preghiera. Quindi non più “indurci in tentazione”, perciò non più un Dio che tenta di mettere alla prova i suoi fedeli, ma un Padre che li aiuta a superare le voglie. Siamo dunque alle invocazioni, quindi al riconoscimento di una subalternità da parte del credente, a questo padre padrone dei cieli. Per tentazione e cattivi pensieri la chiesa intende com’è noto soprattutto il sesso, le sue piacevoli pratiche e fantasie. Azioni che sarebbero per la chiesa peccaminose, che “sporcano l’anima”, come ci dicevano le suore al catechismo. Ma stando ai fatti boccacceschi e a quelli ben più drammatici legati alla pedofilia del clero, che la cronaca ci racconta giornalmente, pare proprio che questo padreterno non faccia nulla per aiutare i propri adepti-sottoposti, per superare il canto voluttuoso delle sirene dell’erotismo.

Infine papa Francesco ha aggiunto: «La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, della vostra intuizione, della vostra fede». I due sostantivi io ritengo che cozzino vistosamente con il concetto di fede. Due sostantivi che raccontano di una voglia di sapere, di osare, di scoprire, di non accontentarsi della narrazione. L’esatto contrario della FEDE, che per definizione è dogmatica e indiscutibile.

Renato Casaioli

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