BALLOTTAGGI, LA SBORNIA DELLA VITTORIA DURA POCO: IL PD PERDE PERUGIA, LIVORNO E COLLE VAL D’ELSA. MA RICONQUISTA ORVIETO…

lunedì 09th, giugno 2014 / 12:59
BALLOTTAGGI, LA SBORNIA DELLA VITTORIA DURA POCO: IL PD PERDE PERUGIA, LIVORNO E COLLE VAL D’ELSA. MA RICONQUISTA ORVIETO…
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E’ durata poco la sbornia. A sole due settimane dalla grande, insperata (nelle proporzioni almeno) e generale vittoria del Pd e di Renzi alla Europee e alle amministrative, ai ballottaggi di ieri è andata diversamente. Una bella doccia fredda, per i giovani leoni del novo corso Pd.

La notizia più clamorosa arriva da Livorno, la città in cui nacque nel 1921 il Pci e che dal dopoguerra aveva affidato le proprie sorti sempre alla guida della sinistra, ha ora un sindaco grillino: Filippo Nogarin, candidato per il Movimento 5 Stelle, con una campagna elettorale non urlata, è riuscito a strappare la fascia tricolore a Marco Ruggeri, Pd, che per la prima volta nella storia della sinistra livornese è stato costretto ad andare al ballottaggio, e lo ha perso. La sconfitta a Livorno, per il Pd, è paragonabile a quando a Bologna, nel 1999, Giorgio Guazzaloca riuscì a strappare la città portando, per la prima volta dal dopoguerra, una coalizione di centro-destra alla guida del capoluogo emiliano.

Ma tra le città simbolo della sinistra “perse” dal Pd c’è anche Perugia. Il sindaco uscente Wladimiro Boccali del Pd, uscito in vantaggio al primo turno con il 46,8% si è visto rimontare e superare al ballottaggio dal candidato del centro destra Andrea Romizi che al primo turno s’era fermato al 26,3%. Risultato di ieri: Romizi 35.469 voti pari al 58,2%, Wladimiro Boccali 25,666 pari al 41,9%. Quasi 10 mila voti e 17 punti di differenza. Una debacle “epocale e terrificante”. Così l’ha definita il segretario del Pd Giacomo Leonelli. Boccali se l’è presa con l’astensionismo (ha votato solo il 49% degli elettori), ma si è anche assunto “tutta la responsabilità della sconfitta”. Qualcuno ha parlato di terremoto politico. Ma il terremoto a Perugia c’era già stato prima delle elezioni, basti pensare al centro storico per larga parte ormai in mano a spacciatori e delinquenti, all’immagine di una città centro di smistamento della droga  e con la figura politica di maggior spicco della regione, Maria Rita Lorenzetti, finita agli arresti per lo scandalo della Tav a Firenze… Sul voto a Romizi ha certamente influito l’astensione, ma anche la voglia di dare una sterzata, di imporre un cambio di campo, un “repulisti” della classe politica che ha governato negli ultimi 20 anni. Ovviamente Boccali si è preso le colpe, ma le colpe non sono tutte sue.  E non gli  è bastato il sostegno caloroso di Matteo Renzi che si è speso personalmente per dargli una mano…

Non sono bastati gli auguri e il sostegno di Renzi e del leader renziano senese Stefano Scaramelli a Miriana Bucalossi, candidata del Pd a Colle Val d’Elsa, unica città della provincia di Siena ad essere chiamata al ballottaggio. Altra cittadina simbolo della sinistra in cui il Pd deve ammainare bandiera.canocchi

In questo caso però la fascia tricolore non passa alla destra né ai 5 Stelle, ma a Paolo Canocchi, già sindaco di Colle per i Ds che si è presentato con una lista civica, ha costretto la Bucalossi al ballottaggio e alla fine ha pure vinto ottenendo quasi 1.000 voti in più rispetto al primo turno, mentre la candidata ufficiale del Pd ne ha persi 1.200…

Risultato:  Canocchi 5.768 voti pari al 58,7%, Miriana Bucalossi 4.050 voti, pari al 41,2%. Ha votato il 61% degli aventi diritto (-13% rispetto al primo turno).

Quindi in provincia di Siena dopo le sconfitte di Pienza a vantaggio della lista civica La Piazza, di  Piancastagnaio e Chianciano Terme a vantaggi del centro destra, il Pd perde anche Colle Val d’Elsa. Non era mai successo. E per i giovani leoni renziani che si sono impegnati anima e corpo nella campagna elettorale, girando come trottole per tutti ci comuni chiamati al voto, è certamente un risultato su cui riflettere. Soprattutto la batosta di Colle è emblematica di quanto sia “volatile” e poco strutturato il consenso al Pd (nel giro di 15 giorni volano migliaia di voti anche in zone tradizionalmente considerate roccaforti…)  e di come non basti essere giovani dichiararsi “il nuovo che avanza” per conquistare la fiducia della gente.

I democratici e il centro sinistra riconquistano invece la Rupe di Orvieto, dove Giuseppe Germani, con il 54,39% (5.715 voti) ha battuto il sindaco uscente appoggiato dal centro destra Toni Concina che ha recuperato qualcosa rispetto al primo turno, ma non abbastanza, fermandosi al 45,61% (4.793 voti).germani1

La parentesi Concina, insomma è finita. E’ finito il “purgatorio” in cui la città era caduta per le divisioni interne alla sinistra 5 anni fa.

Un po’ di “purgatorio” farà a bene forse al centro sinistra di  Perugia, di Livorno, di Colle Val d’Elsa, di Chianciano, di Piancastagnaio… A Pienza i cittadini hanno scelto il purgatorio per la seconda volta. E con più convinzione. Segno che si son trovati bene. Evidentemente se il purgatorio è una… Piazza vivace, aperta, libera da vincoli, ma nella quale le regole si rispettano, non è poi così male…

m.l.

 

Nelle foto: in alto Andrea Romizi fa festa a Perugia, al centro il nuovo sindaco di Colle Val d’Elsa Paolo Canocchi; in basso il neo sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani.

 

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