CHIUSI, 100 FRECCIAROSSA E 64 ITALO OGNI GIORNO IN STAZIONE. IL PARADOSSO E LA BEFFA VERSO IL TERRITORIO

CHIUSI, 100 FRECCIAROSSA E 64 ITALO OGNI GIORNO IN STAZIONE. IL PARADOSSO E LA BEFFA VERSO IL TERRITORIO
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CHIUSI –  Che la vicenda della fermata del Frecciarossa alla stazione di Chiusi-Chianciano terme sia una vicenda piena di incongruenze e paradossi lo scriviamo da quando la fermata fu soppressa nel 2023. Ma in questa estate torrida stiamo assistendo ad un paradosso ancora più clamoroso. Al limite della beffa, dell’irrisione di un territorio.

Lasciamo per un attimo da parte il fatto che migliaia di firme, manifestazioni dei sindaci toscani e umbri e di comitati, patti ufficiali siglati dagli assessori regionali dell’Umbria e della Toscana (vedi quello di Chiusi del marzo scorso), articoli di stampa, prese di posizione di partiti politici siano stati finora del tutto ignorati dal Governo e dai vertici di Trenitalia, il che è un paradosso anch’esso, e veniamo a ciò che succede oggi, ovvero da un mesetto a questa parte e succederà ancora per qualche settimana.

Il fatto è questo. Sulla linea Av Milano-Napoli transitano ogni giorno 100 Frecciarossa e 64 Italo in direzione nord e altrettanti in direzione sud: 164 treni Av al giorno. Dati forniti dalle due “compagnie”.

Di solito attraversano il territorio di Chiusi, ma non entrano in stazione. Per ragioni legate a lavori sulla linea TUTTI e 164 adesso debbono uscire dalla linea AV e transitare per la stazione di Chiusi-Chianciano terme. Uno ogni 5-6 minuti circa. Molti sono costretti anche a fermarsi per non andare a sbattere sul convoglio precedente. Ma nonostante la fermata, NESSUNO fa servizio passeggeri. Fermata tecnica. Non ad uso dell’utenza. Già prevedere una, due o tre fermate al giorno su 100 Frecce che sfrecciano ogni giorno non sarebbe uno scandalo e non danneggerebbe nessuno. Ma in questo periodo che dura già da più di un mese e durerà ancora, perché non sfruttare l’occasione del transito obbligatorio per la stazione e la fermata tecnica, per rendere un servizio al territorio?

Tanto più che i lavori sulla linea Av e dunque il dirottamento delle Frecce e degli Italo sulla stazione di Chiusi-Chianciano ha comportato e sta comportando soppressioni di altri treni (IC, Regionali veloci ecc,) e lo spostamento degli stessi sulla linea lenta con tempi di percorrenza che diventano biblici.  Non è un paradosso clamoroso?

A nostro parere lo è. Siamo davvero al limite della beffa. Trenitalia non solo non ha mai ascoltato le istanze e anche le proteste dei sindaci e delle popolazioni, dei pendolari e dei comitati, ma addirittura usa e occupa la stazione con treni che non fanno servizio viaggiatori e non possono essere presi sul posto dai cittadini. Sembra non solo disattenzione o indifferenza verso il territorio, ma volontà precisa, scientifica, di isolarlo sempre di più, di marginalizzarlo sempre di più, di penalizzarlo sempre di più.

Forse anche la “pressione” delle due regioni e dei sindaci, che pure non è mancata, non è stata efficace, forse è mancata un po’ di “garra” (direbbero gli argentini), ma l’occasione dei lavori e della fermata tecnica poteva essere colta da parte di Trenitalia, senza spendere niente e per offrire almeno temporaneamente un servizio, che quando c’era non è che non funzionasse, perché nonostante fossero gli anni del covid e delle restrizioni, vedeva una media di 100 biglietti al giorno.

Rispetto al 2019-2023 la stazione di Chiusi-Chianciano ha aumentato fortemente l’utenza turistica. Basta entrarci in alcune ore del giorno (la mattina alle 7,00, poi alle 9,00 e alle 13,00 o la sera verso le 19,00) per vedere come il movimento di gente che parte e che arriva sia ingente. D’altra parte anche la fermata del Frecciarossa rimasta in funzione dal 2019 al 2023 era considerata “turistica” ed era attiva da giugno alla fine delle festività natalizie. Che ci voleva ad annunciare e attivare la fermata temporanea e a renderla praticabile? Niente.

Quello che sta avvenendo, tra l’altro cozza anche con l’assunto che si tratta di treni “a mercato” e le fermate si fanno laddove c’è una certa domanda. Bene, a Chiusi la domanda c’è (basta vedere il movimento alla stazione e le centinaia di persone che ogni giorno sbarcano per visitare la Valdorcia, l’Amiata, il Trasimeno, le città d’arte, quelle del vino, e terme…), c’è un territorio vasto che fa capo a quella stazione; adesso c’è anche una occasione indotta da particolari circostanze (i lavori e la fermata tecnica obbligatoria)… Trenitalia sta facendo male alla Valdichiana e dintorni, ma fa male anche a sé stessa. Cosa ci guadagna?

Stiamo assistendo impotenti e attoniti all’ennesima “presa per il culo”. Trenitalia non può solo “prendere” (gli spazi, i binari, gli orari per privilegiare le Frecce) senza lasciare niente al e sul territorio. Tradotto: non può far cancellare gli Intercity e i regionali per far posto alle Frecce senza farne fermare nemmeno una…  Su questo anche le istituzioni e la politica dovrebbe essere un po’ più determinate. Fino a mettere in campo proteste più clamorose di quelle fatte fino ad ora.

A Chiusi nella primavera del 2027 si voterà per il Comune. Questa della stazione e del trasporto ferroviario è al momento la prima “emergenza” da affrontare. Chiunque si candiderà a guidare la città non potrà prescindere dall’affrontare questo tema, come il primo della lista. Perché la stazione è la prima industria cittadina ed è anche la prima porta da cui si entra e si esce. E non può essere dimenticato che tutto ciò che c’è adesso a Chiusi Scalo, per esempio, esiste perché esiste la stazione.

Ovviamente il tema stazione di Chiusi-Chianciano non riguarda solo Chiusi. Riguarda anche Chianciano, riguarda Sarteano che voterà insieme a Chiusi. E riguarda tutti i paesi a vocazione turistica da Cetona a Città della Pieve, da Montepulciano a San Casciano Bagni ad Abbadia San Salvatore e il resto dell’Amiata, da Castiglione del Lago a Panicale…

E la beffa di questi giorni non è solo per Chiusi, è per tutti. E il danno pure.

m.l.

 

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