CHIUSI, RISCHIA DI CROLLARE UNA PARTE DELLE ANTICHE MURA?

lunedì 13th, novembre 2017 / 14:27
CHIUSI, RISCHIA DI CROLLARE UNA PARTE DELLE ANTICHE MURA?
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CHIUSI – La situazione era già preoccupante 3 anni fa. Adesso fa quasi paura. Se dovesse cominciare davvero la stagione delle piogge potrebbe succedere qualcosa di molto spiacevole. Parliamo del muro di via Garibaldi a Chiusi Città che è una porzione delle antica mura cittadine. A lato del cancello che si apre sulla scalinata del giardino ad uso privato dell’ex orto del vescovo, il muro presenta un vistosissimo allentamento della pietre. E uno “spanciamento” verso la carreggiata stradale. Dicevamo che la situazione era già preoccupante 3 anni fa perché nel 2014 il Comune, sindaco Scaramelli, emise una apposita ordinanza con la quale si intimava alla proprietà di intervenire. E la proprietà che è la Curia vescovile rispose con una relazione tecnica nella quale si sottolineava la necessità di una azione tempestiva per il ripristino, ma si poneva anche l’accento sul fatto che “data la storicità del muro, la sua messa in sicurezza non potrà che essere frutto d una concertazione tra le varie autorità preposte ad una attenta progettazione”…  Ma a tutt’oggi nessun intervento è stato effettuato. La stessa ordinanza non ha avuto effetti.

Ora, a distanza di 3 anni la questione torna alla ribalta per iniziativa del Movimento 5 Stelle che ha presentato una interrogazione, nella quale si fa riferimento all’ordinanza e alla relazione tecnica presentata dalla Curia in risposta.

Quella “crepa” (o allentamento) tra le pietre non è un fatto prodottosi nelle ultime ore. Una segnalazione la fece anche primapagina quando ancora usciva su carta e in formato tabloid. Quindi prima del 2011. E la fessura non era così evidente come adesso. I 5 Stelle parlano di questione aperta almeno dal 2006…

Il ritardo nell’azione e il conflitto di competenze con rimpallo di responsabilità  – che è un classico in questo Paese – riporta alla memoria il crollo del muro di Via Marconi (quello sottostante la salita del Leon d’Oro, accesso principale al centro storico) avvenuto nel 1986. Anche allora dopo numerose segnalazioni, allarmi, puntellamenti “alla fine il muro crollò”. Così titolò L’Agorà per l’occasione. Quella sera c’era uno spettacolo teatrale al Mascagni. Chiusi rimase isolata. E solo per fortuna non ci scappò il morto.

Lo “spanciamento” del muro di via Garibaldi adesso è molto evidente e l’allentamento delle pietre sembra proprio l’effetto della pressione che su di esse esercita il terreno retrostante. Qualcuno ha segnalato anche che dalla fessura fuoriesce “puzza di fogna”, come se ci fossero infiltrazioni.

Bene hanno fatto i 5 Stelle a risollevare il problema. Un eventuale crollo, oltre a costituire un rischio per le persone e le auto che passano in quella strada, che va assolutamente evitato, sarebbe anche una pessima “cartolina da Chiusi” in senso turistico. Già c’è la frana sulla 146 a regalare un’immagine poco entusiasmante.

Il 17 novembre è in programma una seduta del Consiglio Comunale. Vedremo se e come il sindaco risponderà all’interrogazione dei grillini. Visto però che Bettollini, pigiando proprio sul tasto della sicurezza stradale e dei cittadini, si è mostrato inflessibile con i poveri pini di via Oslavia, ci auguriamo che sia ugualmente determinato nei confronti della Curia e ponga in qualche modo rimedio immediato al rischio di crollo del muro di via Garibaldi.

“Rudera moenium” c’è scritto su una epigrafe qualche metro più avanti. Sarebbe un peccato imperdonabile se dovesse diventare un mucchio di macerie. Tra l’altro la Curia ai peccati dovrebbe essere sensibile…

m.l.

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