PERCHE’ TANTO SILENZIO SULLA MORTE DEL DIPLOMATICO MAURO MONCIATTI? IL SINDACO DI SINALUNGA CHIEDE CHIAREZZA AL GOVERNO

martedì 11th, ottobre 2016 / 17:57
PERCHE’ TANTO SILENZIO SULLA MORTE DEL DIPLOMATICO MAURO MONCIATTI? IL SINDACO DI SINALUNGA CHIEDE CHIAREZZA AL GOVERNO
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SINALUNGA – «Chiedo alle autorità competenti di approfondire le misteriose circostanze in cui è morto il sinalunghese Mauro Monciatti e faccio appello ai parlamentari senesi perché richiedano al Ministero degli Affari Esteri un’indagine interna dettagliata su quanto accaduto a Caracas». Così il sindaco di Sinalunga Riccardo Agnoletti interviene in merito al decesso avvenuto lo scorso 4 giugno in Venezuela del funzionario del Consolato italiano. Come si ricorderà Monciatti fu trovato senza vita in casa. Le autorità parlarono, a caldo, di ferite da corpo contundente. Poi di una possibile caduta

Nella giornata di venerdì era stata la moglie di Monciatti a rompere un silenzio lungo 4 mesi, chiedendo allo Stato e al Governo di avviare un’indagine interna alla ricerca della verità. Ora è il sindaco a farsi promotore di una iniziativa che porti a fare chiarezza sulla vicenda, annunciando una istanza al Governo che verrà ufficializzata nella prossima seduta del consiglio comunale il 17 ottobre.

«Tutta la comunità di Sinalunga è attonita per quanto accaduto al nostro concittadino – aggiunge il sindaco Agnoletti – ma ancora di più per il silenzio di questi mesi in cui ancora non è stata chiarita la causa della morte che appare a tutti gli effetti una morte violenta. E’ possibile che un alto funzionario dello Stato italiano all’estero, quale era Monciatti, non venga tutelato dallo Stato stesso? Mi faccio portavoce delle istanze della famiglia e chiedo ai parlamentari locali di aiutarci nel tenere alta l’attenzione su questa vicenda per scoprire la verità. Solo così sarà resa giustizia a Mauro».

In effetti il silenzio della Farnesina e del governo sulla morte di un diplomatico è decisamente assordante. E molto anomalo. Per la verità a noi sembrò strano e incomprensibile, anche nei primi giorni dopo l’accaduto: nessuna dichiarazione, nessuna trasmissione televisiva, nessuna “mossa diplomatica” resa pubblica… Lo scrivemmo in un articolo del 9 giugno. A distanza di 4 mesi  il silenzio generale comincia a non tornare anche ad altri. Speriamo che il velo si squarci.

 

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