PLAY OUT AMARI: I PIEVESI DELLA CREDIUMBRIA GEO VOLLEY RETROCEDONO

lunedì 16th, maggio 2016 / 18:42
PLAY OUT AMARI: I PIEVESI DELLA  CREDIUMBRIA GEO VOLLEY RETROCEDONO
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CITTA’ DELLA PIEVE – Lo sport regala a volte storie bellissime, sogni e favole che si avverano. Vedi il Leicester. Ma a volte è implacabile più della politica. Spietato. E ti costringe a vivere momenti amari. A bere calici più amari dello sciroppo che ti davano da bambino…  E nello sport può succedere che succeda quello che non ti aspetti, nel bene e nel male. Che ti ritrovi improvvisamente e quasi senza accorgertene in fondo al baratro, laddove non pensavi di finire, perché eri convinto di farcela, di riuscire a scavalcare l’ultimo ostacolo e portare a casa la pelle. E invece no. Succede che la pelle, sportivamente parlando, sia tu a dovercela lasciare su quel parquet o su quel campo d’erba…

I ragazzi della Crediumbria Geo Volley dopo aver vinto bene la prima gara dei play out per la permanenza in serie C, hanno perso le altre tre. E la categoria la dovranno lasciare. Pensavano di farcela. E non ce l’hanno fatta. Non che abbiano giocato male i Sioux di Massimo Tassi o si siano sciolti come neve al sole. No. Hanno semplicemente trovato due squadre (Iacact e Assisi) che sono state più Sioux di loro. Più cattive, più affamate. Due squadre che hanno sbagliato di meno dietro e picchiato più forte in avanti. Ai pievesi è mancata la cattiveria. Quella cosa che Sorrentino, il portiere del Palermo salvo all’ultimo minuto dell’ultima giornata, aveva fatto scrivere sulla canottiera: “gli occhi della tigre”. Ecco, a Lorenzoni, Giannotti, Guarino, Frizzi, Socciarelli, Pinzuti, Falluomini, Cherubini, Scricciolo, Rubegni e compagnia sono mancati gli occhi della tigre. Il coltello tra i denti come lo portano gli indiani che vanno all’assalto contro i fucili e i cannoni della giacche blu…

E’ finita male dunque l’avventura della formazione pievese. Nessuno dei giocatori della rosa aveva mai subito l’onta della retrocessione. E qualcuno di campionati di serie C ne aveva parecchi alle spalle. Anche questa è un’esperienza, che prima o poi può capitare di dover mettere in conto. E la squadra, alla prima apparizione, non era certo una Corazzata Potemkin. Era una squadra che si sapeva avrebbe lottato per la salvezza. E lo ha fatto decentemente nella regular season, togliendosi anche qualche bella soddisfazione e facendo vedere una buona pallavolo. Non è bastato. I play out sono stati affrontati con troppa sufficienza, probabilmente, e l’hanno spuntata le squadre avversarie.

Resta comunque un campionato onorato fino in fondo. Resta la certezza che il gruppo a disposizione di Tassi è un gruppo che la serie C la può fare, senza sfigurare. Non solo, ma Tassi ha anche portato alla ribalta giocatori giovani che la C non l’avevano mai fatta come Simone Frizzi, Alessio Socciarelli o Francesco Pinzuti. Nelle ultime tre gare ha ritrovato anche un buon Nicola Scricciolo che è uno che può fare la differenza. E’ mancata più la testa, la convinzione, che non la qualità tecnica. Succede.  Non sappiamo cosa accadrà nella prossima stagione, se la squadra ripartirà dalla D oppure, in forza della riforma dei campionati, ci saranno ripescaggi o un campionato unico… Vedremo. Adesso è il momento dell’amarezza. Più avanti verrà il tempo dei bilanci e dei ragionamenti.

 

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