DOPO LA SANITA’ IN REGIONE, SIENA SCALA ANCHE LA PRESIDENZA DI SEI TOSCANA. CHIUSI IL COMUNE SENESE PIU’ VIRTUOSO PER RACCOLTA DIFFERENZIATA

lunedì 07th, dicembre 2020 / 11:03
DOPO LA SANITA’ IN REGIONE, SIENA SCALA ANCHE LA PRESIDENZA DI SEI TOSCANA. CHIUSI IL COMUNE SENESE PIU’ VIRTUOSO PER RACCOLTA DIFFERENZIATA
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SIENA – Sei Toscana, la holding che opera nella raccolta e gestione dei rifiuti in Toscana verso un cambio della guardia al vertice. Il 15 dicembre prossimo il Cda dovrebbe infatti sancire l’uscita di scena degli attuali massimi dirigenti Leonardo Masi e Marco Mairaghi rispettivamente presidente e amministratore delegato. Al  loro posto dovrebbero sedersi nell’ordine Alessandro Fabbrini attuale presidente di Sienambiente e Salvatore Cappello già manager di Amsa e Ama. Gianluca Paglia dovrebbe assumere l’incarico di Direttore generale.

Siena dunque oltre ad aver ottenuto l’assessorato più rilevante della giunta regionale, ovvero quello alla sanità con Simone Bezzini, avrà in mano anche il timone dell’azienda che gestisce l’altro settore clou: la raccolta e trattamento dei rifiuti, appunto con Fabbrini. Che è presidente di Sienambiente (società interamente pubblica socia di Sei Toscana) dal 2016. Subentrò a Fabrizio Vigni che ha ricoperto la medesima carica dal 2009.

Nato a Siena, 52 anni, Fabbrini (foto a destra) è un dirigente d’azienda e amministratore in diverse realtà imprenditoriali del territorio senese. E’ anche direttore generale delle Terme “Antica Querciolaia” di Rapolano ed è stato presidente di Apea, l’agenzia provinciale senese per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo.

Alessandro Fabbrini è figlio di Fazio Fabbrini, dirigente comunista amiatino che fu il sindaco di Siena che inventò la prima zona blu d’Italia nel 1965 e fu anche parlamentare italiano ed europeo ed è morto nel 2018.

Due giorni fa, a proposito delle imminenti elezioni suppletive per il collegio senese alla camera, lasciato vacante da Pier Carlo Padoan, dimessosi da deputato per entrare nel vertice di Unicredit, e a proposito delle voci su una possibile candidatura unitaria per il centro sinistra del consigliere regionale Scaramelli,  appena rieletto, o di un big nazionale del Pd, parlavamo della tendenza ad occupare le caselle libere sempre coi soliti nomi. Un valzer delle poltrone ballato da pochi, soprattutto da chi un posto comodo in prima fila lo ha già ottenuto. Altro che una poltrona per due…  ormai siamo sempre più vicini a due o tre poltrone per uno…

A Siena ci sarà chi, anche negli ambienti politici, che sono poi quelli che decidono, esprimerà soddisfazione ed entusiasmo per l’ascesa del senese Fabbrini al vertice di SEI TOSCANA, ma c’è anche chi già adesso storce il naso per il fatto che Sienambiente, socio pubblico d SEI con il 25% delle quote azionarie, non ha alzato un dito quando L’autorità nazionale ARERA ha cambiato il sistema tariffario e SEI Toscana ha anche fatto causa all’ATO che ha provato a difendere i comuni di fronte a condizioni meno vantaggiose.

Pure il cumulo di poltrone da parte di Fabbrini è visto come il classico esempio di accaparramento di incarichi tra fedelissimi nell’ambito del partito di maggioranza, il Pd, che anche gli alleati stessi definiscono “ingordo” e poco incline a suddividere e condividere posti e responsabilità.

Intanto in attesa dell’avvicendamento al vertice di SEI TOSCANA, la Regione ha reso noti i dati 2019 sulla raccolta differenziata che è passata dal 56,4% al 60,15%, con un calo nella produzione di rifiuti solidi urbani dello 0,5% (2,27 milioni di tonnellate pari a 612 kg per abitante) e 122 comuni oltre la soglia del 65%. La Provincia di Siena si attesta sul 43,5% di R.D., non un granché. Il comune più virtuoso è Chiusi con il 77,8% (59° posto in Toscana). Seguono Torrita di Siena con il 76,2%, Sinalunga con il 72,01 e Asciano con il 70,4.

L’assessore regionale all’ambiente nel presentare i dati ha sottolineato la tendenza ad un miglioramento dei comportamenti collettivi e individuali, soprattutto nelle nuove generazioni e ha parlato dell’impegno a realizzare “un piano di economia circolare” che riduca ancora la percentuale di rifiuti che finisce in discarica o agli inceneritori e faccia salire la percentuale di riciclo e riutilizzo.

La Toscana insomma guarda alla circolarità nella gestione dei rifiuti, le uniche cose che circolano poco e girano sempre tra i soliti culi sono le poltrone.

m.l.

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