CIAO FAUSTO. CHE DISPIACERE…

lunedì 11th, maggio 2026 / 22:37
CIAO FAUSTO. CHE DISPIACERE…
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CHIUSI – Ci sono notizie che ti tramortiscono. Anche se erano nell’aria. Anche se sapevi che sarebbe andata così in tempi non lunghissimi. Alla morte degli amici non ci si abitua. Non ci si fa il callo. Soprattutto se si tratta di un amico più giovane. Fraterno e più giovane. Uno che hai visto crescere e con il quale hai condiviso molte cose. Dall’adolescenza nello stesso quartiere, alle partite di pallone, dalla politica all’impegno civile. E anche qualche cazzata…

Fausto Pacchieri se ne è andato oggi. A poco più di 60 anni. Portato via da una malattia di quelle inesorabili, scoperta solo tre-quattro mesi fa…

Nella redazione di primapagina, attaccata ad una bacheca c’è una foto datata 1979. Ritrae 12 ragazzi in tenuta da calcio nella classica posa delle foto di inizio gara, in un campo sterrato che è un’acquitrino. Maglia arancione, come quella dell’Olanda di Crujff e Neeskens. Non per caso. Quell’Olanda fu la prima rivoluzione arancione della storia e a chi a 20 anni sognava di fare la rivoluzione quell’Olanda piaceva da matti. In quella foto insieme al sottoscritto figurano Alessandro Lanzani, Sergio Wedenissow, Gusmano Bacchetta, Fernando Toppi, Pino Guccione, Roberto Pacchieri (fratello di Fausto), Giovanni Capeglioni, Giuliano Fratoni, Fangio Picchiotti, Lodino Lodi e anche Fausto Pacchieri, che era un ragazzino, quasi una mascotte. Portiere. La partita la giocammo a Foligno, contro una squadra di amici del nostro amico e compagno Luciano Fiorani, anche lui volato via, nel 2023.  Fausto a quei tempi lo chiamavamo “Bìrica”. Era veramente la mascotte. Noi il presente, lui il futuro

Dal 2017, quando anche su iniziativa di questo giornale a Chiusi rinacque la sezione ANPI, con un gemellaggio con  la sezione milanese Anpi Barona, Fausto ne prese le redini e da allora ne è stato il presidente, sempre presente alle celebrazioni del 25 aprile, a quelle del 26 giugno, data della liberazione della città, con le visite ai cimiteri di guerra, attivo nel portare la “memoria” nelle scuole. E’ stato al nostro fianco, sostenendo, come presidente Anpi, tutti gli spettacoli teatrali con i quali, in questi ultimi anni, abbiamo provato a tenerla viva la memoria…

Era comunista Fausto Pacchieri, non lo nascondeva. Anzi, lo sosteneva con orgoglio. E fieramente antifascista, tanto che quando faceva l’ambulante e vendeva formaggi, salumi e aringhe nei mercati della zona, lo scriveva sul bancone, come i prezzi dei prodotti, ottimi, che portava in giro. Il “Faust Food” era diventato un must nelle feste paesane di Chiusi, e non solo. Gli piaceva cucinare e lo faceva benissimo. Ma negli ultimi anni ha fatto il volontario e il dipendente di associazioni del Terzo Settore, soccorso sanitario. A Chiusi e a Torrita di Siena. Gli piaceva cucinare, ma anche aiutare gli altri. Chi ha più bisogno.

E anche quando la vita gli ha voltato le spalle, facendolo faticare più del dovuto, non si è mai perso d’animo, si è rimboccato le maniche ed è andato avanti, con il piglio dei “compagni di una volta”, di chi sa che tribolare, fa parte del gioco e lo mette in conto.

Ecco, io Fausto me lo voglio ricordare con il fazzoletto dell’Anpi al collo, con la Kefiah palestinese, che dal 2023 non si toglieva mai, per sottolineare da che parte stava. E me lo voglio ricordare con la maglia da portiere come in quella foto scattata nel campo-acquitrino di Foligno, quando era ancora un “pischello” neanche 18enne.

Era uno serio Fausto Pacchieri. E anche per andarsene ha aspettato che l’Anpi di Chiusi rinnovasse gli organismi (lo ha fatto sabato scorso) e qualcun altro prendesse in mano il testimone. Lo so che ci sta dicendo di non piangere. E magari di cantare Fischia il vento…  Ma in questo momento è difficile trattenere le lacrime. Chi ha compagni non muore mai, dice un vecchio motto. No, purtroppo anche i compagni muoiono e fa male. Molto male.

Ciao Fausto. Fai buon viaggio.

A Maria Luisa, Lucio, Federico e ai familiari un abbraccio forte dagli amici e compagni di una vita che stanno in questa redazione…

Marco Lorenzoni

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