CHIUSI – Se lo stato delle strade è lo specchio della salute di una città, Chiusi non se la passa tanto bene. La situazione era piuttosto incresciosa. Diciamo “era” perché in questi giorni Comune e Anas ci stanno mettendo letteralmente una toppa, anzi qualcosa di più di una toppa. Sono infatti in corso lavori di rifacimento del manto stradale in via Mazzini a Chiusi Scalo e lungo la Sr 146.
E proprio ieri il sindaco Sonnini ha annunciato altri importanti interventi, sempre sulla 146 (nei pressi della rotatoria della casa Cantoniera e a Querce al Pino dove verrà finalmente realizzata una nuova rotatoria, richiesta ad Anas dal 2022). Interventi che – fa sapere il sindaco – termineranno entro il 2027. Che casualmente sarà anche l’anno delle elezioni comunali. Ma questa non vuole essere una malignità. Si sa che in vista del voto le strade vengono asfaltate. E’ un classico italiano. In questo caso però, probabilmente è solo un caso. Si arriverà al 2027 perché le “trattative” con Anas e i tempi tecnici per la progettazione e cantierizzazione non hanno consentito tempi più rapidi.
Tra gli interventi in programma anche il rifacimento di via Manzoni a Chiusi Scalo, devastata dai mezzi pesanti in entrata e uscita dalla Lodovichi Spa (una vera e propria emergenza, che, senza una soluzione alternativa, è destinata a rimanere tale) e anche una generale “revisione” del Cavalcaferrovia. A questo proposito, Sonnini scrive che “sono concluse le indagini preliminari ed è in corso la progettazione di un intervento complessivo che prevede:
– ripristino della struttura
– rifacimento del piano viabile e dei giunti
– miglioramento del deflusso delle acque
– revisione delle barriere di sicurezza
– realizzazione di barriere antirumore.
La progettazione si concluderà entro l’anno e la consegna dei lavori è prevista nel primo semestre del 2027. Si tratta – scrive il sindaco – di un intervento strutturale atteso da tempo. Ci sono stati ritardi nella progettazione, ma oggi il percorso sembra essere definito. Importante è l’inserimento delle barriere antirumore, che non erano affatto scontate e che rappresentavano una legittima preoccupazione per i cittadini che vivono nelle aree vicine al cavalcavia”.
Bene, la struttura, che ha esattamente 40 anni, infatti presenta segni di usura. Il Cavalcaferrovia è anch’esso un tratto della 146, ed è molto trafficato. Vi passano migliaia di veicoli al giorno. Ma così come via Manzoni e via Cassia Aurelia nel tratto urbano di Chiusi Scalo, è sottoposto ad uno “stress” supplementare, proprio a causa dei Tir e mezzi pesanti che vanno e vengono dalla fabbrica delle traversine ferroviarie che di lì, e solo di lì, possono passare. Si parla di un numero fra i 50 e gli 80 al giorno fra mezzi che trasportano le traversine e quelli che portano cemento e altri materiali e necessari alla produzione. I lavori di “ripristino” e di messa in sicurezza della struttura annunciati dal sindaco, potrebbero rappresentare il pretesto, fondato, non fasullo, per affrontare il tema della soluzione alternativa per i mezzi che debbono accedere alla Lodovichi Spa e poi uscirne. E’ stato affrontato questo discorso con Anas? e cosa ne è uscito? Di soluzioni possibili, come abbiamo scritto più volte in altri precedenti articoli, ce ne possono essere diverse: dal ripristino del braccio ferroviario dedicato che l’azienda aveva ed ha ancora, con tanto d i carroponte per il carico e lo scarico, ad una strada di accesso diversa, con una variante al cavalcaferrovia o in altra zona…
Liberare il Cavalcaferrovia e le strade urbane di Chiusi Scalo dal traffico dei mezzi pesanti da e per la Lodovichi è una delle principali questioni da risolvere a Chiusi. Una delle priorità assolute. Le elezioni comunali e i lavori stradali, in gran parte proprio sui tratti interessati dal problema, possono rappresentare una buona occasione per prendere il toro per le corna. Perché – come dicevamo – se non verrà risolto il problema del traffico pesante (quel traffico pesante) anche i lavori annunciati e programmati saranno solo l’ennesima “toppa”.
m.l.
Nelle foto: un intervento di manutenzione al cavalcaferrovia, effettuato qualche anno fa e i lavori di asfaltatura in via Mazzini.
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Lo stato delle strade è lo specchio del paese, ieri sabato 9 maggio i tre ristoranti di Chiusi Scalo erano chiusi, per le strade sembrava che ancora si fosse in piena pandemia, in 5 anni questa amministrazione non ha mosso un passo, non una minima idea sul futuro di questo paese, solo qualche iniziativa isolata buttata là a caso. A cosa dobbiamo arrivare per vedere questo paese rialzare un poʻ la testa. Il centro storico non naviga certamente in acque migliori e pensavano di rianimarlo con quella barzelletta dei pop up. Sempre riguardo al centro storico la chicca è che la cosa che sembra funzionare sono i locali di ristoro aperti lungo via Porsenna, peccato che non si riesca a prendere la decisione di regolare il traffico in modo decente e quindi adesso, con le belle giornate, decine di persone mangiano sedute all’aperto von le macchine che gli passano a dieci centimetri dalla schiena. Forse le idee forti le doveva tirare fuori il famoso quarto assessore di alto profilo che il sindaco promise di nominare ormai quasi 5 anni fa. Mi chiedo von quale coraggio si ripresenteranno a chiedere voti.
Qualche anno fa a Chiusi girarono un filmetto, intitolato “Basta poco”. E infatti basta poco. Ad esempio ieri sera, sabato 9 maggio a Chiusi Città è bastato che due bar su tre facessero un po’ di musica live per riempire il centro storico, ristoranti e anche il bar che la musica non ce l’aveva. Oggi a Chiusi Scalo ha riaperto un bar che era chiuso da un mesetto ed è l’unico del centro urbano che rimane aperto la sera dopo le 20… E’ una buona notizia. Se non c’è dove mettersi a sedere e prendere neanche un caffè, come si può pensare che a gente esca di casa? Ma le cose che ho citato dimostrano il contrario e cioè che la gente esce anche volentieri se trova qualcosa di “decente” in giro. E così è anche per le strade. Riasfaltarne alcune, realizzare qualche rotatoria va benissimo, è giusto e necessario, ma se non risolvi il problema principale le migliorie serviranno a poco. Serve togliere le auto dal centro storico, e lasciare che la gente possa cenare in pace, davanti ali bistrot e togliere i TIR dall’abitato dello Scalo. E’ complicato? La prima delle due no, non è complicata per niente. La seconda sì, ma non è impossibile. E’ vero che l’azienda che causa il transito di TIR è importante, ma è anche vero che quell’azienda non può, per questo, tenere sotto ricatto il Comune e la popolazione. I Tir che vano e vengono dalla Lodovichi transitano in deroga ad una ordinanza, perché non c’è una alternativa, ma le deroghe nn possono essere a vita, e le alternative se non ci sono, bisogna crearle. In un modo o nell’altro.
…e questa è la situazione ben visibile agli occhi di tutti, poi però c’è quella più infida e nascosta che contribuisce a minare la nostra salute, l’inquinamento dell’aria che con dimentichiamo essere a Chiusi Scalo rilevante per vari motivi (traffico, industrie). Poi c’è il degrado pubblico con strade e aiuole non curate e per ultimo il problema degli “sbandati” che scorrazzano per le strade dello Scalo (ricordo che l’ex mulino adiacente alla caserma della Guardia di Finanza è illecitamente e abusivamente occupato da persone non ben identificate).