CHIUSI SI RIFA’ IL LOOK. PRESTO UN INTERVENTO STRUTTURALE SUL CAVALCAFERROVIA. MA SE NON SI TOLGONO I TIR DELLA LODOVICHI…

venerdì 08th, maggio 2026 / 10:39
CHIUSI SI RIFA’ IL LOOK. PRESTO UN INTERVENTO STRUTTURALE SUL CAVALCAFERROVIA. MA SE NON SI TOLGONO I TIR DELLA LODOVICHI…
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CHIUSI – Se lo stato delle strade è lo specchio della salute di una città, Chiusi non se la passa tanto bene. La situazione era piuttosto incresciosa. Diciamo “era” perché in questi giorni Comune e Anas ci stanno mettendo letteralmente una toppa, anzi qualcosa di più di una toppa. Sono infatti in corso lavori di rifacimento del manto stradale in via Mazzini a Chiusi Scalo e lungo la Sr 146.

E proprio ieri il sindaco Sonnini ha annunciato altri importanti interventi, sempre sulla 146 (nei pressi della rotatoria della casa Cantoniera e a Querce al Pino dove verrà finalmente realizzata una nuova rotatoria, richiesta ad Anas dal 2022). Interventi che – fa sapere il sindaco – termineranno entro il 2027. Che casualmente sarà anche l’anno delle elezioni comunali. Ma questa non vuole essere una malignità.  Si sa che in vista del voto le strade vengono asfaltate. E’ un classico italiano. In questo caso però, probabilmente è solo un caso. Si arriverà al 2027 perché le “trattative” con Anas e i tempi tecnici per la progettazione e cantierizzazione non hanno consentito tempi più rapidi.

Tra gli interventi in programma anche il rifacimento di via Manzoni a Chiusi Scalo, devastata dai mezzi pesanti in entrata e uscita dalla Lodovichi Spa (una vera e propria emergenza, che, senza una soluzione alternativa, è destinata a rimanere tale) e anche una generale “revisione” del Cavalcaferrovia.  A questo proposito, Sonnini scrive che “sono concluse le indagini preliminari ed è in corso la progettazione di un intervento complessivo che prevede:

– ripristino della struttura
– rifacimento del piano viabile e dei giunti
– miglioramento del deflusso delle acque
– revisione delle barriere di sicurezza
– realizzazione di barriere antirumore.
La progettazione si concluderà entro l’anno e la consegna dei lavori è prevista nel primo semestre del 2027. Si tratta – scrive il sindaco – di un intervento strutturale atteso da tempo. Ci sono stati ritardi nella progettazione, ma oggi il percorso sembra essere definito. Importante è l’inserimento delle barriere antirumore, che non erano affatto scontate e che rappresentavano una legittima preoccupazione per i cittadini che vivono nelle aree vicine al cavalcavia”.
Bene, la struttura, che ha esattamente 40 anni, infatti presenta segni di usura. Il Cavalcaferrovia è anch’esso un tratto della 146, ed è molto trafficato. Vi passano migliaia di veicoli al giorno.  Ma così come via Manzoni e via Cassia Aurelia nel tratto urbano di Chiusi Scalo, è sottoposto ad uno “stress” supplementare, proprio a causa dei Tir e mezzi pesanti che vanno e vengono dalla fabbrica delle traversine ferroviarie che di lì, e solo di lì, possono passare. Si parla di un numero fra i 50 e gli 80 al giorno fra mezzi che trasportano le traversine e quelli che portano cemento e altri materiali e necessari alla produzione.  I lavori di “ripristino” e di messa in sicurezza della struttura annunciati dal sindaco, potrebbero rappresentare il pretesto, fondato, non fasullo, per affrontare il tema della soluzione alternativa per i  mezzi che debbono accedere alla Lodovichi Spa e poi uscirne. E’ stato affrontato questo discorso con Anas? e cosa ne è uscito?  Di soluzioni possibili, come abbiamo scritto più volte in altri precedenti articoli, ce ne possono essere diverse: dal ripristino del braccio ferroviario dedicato che l’azienda aveva ed ha ancora, con tanto d i carroponte per il carico e lo scarico, ad una strada di accesso diversa, con una variante al cavalcaferrovia o in altra zona…
Liberare il Cavalcaferrovia e le strade urbane di Chiusi Scalo dal traffico dei mezzi pesanti da e per la Lodovichi è una delle principali questioni da risolvere a Chiusi. Una delle priorità assolute. Le elezioni comunali e i lavori stradali, in gran parte proprio sui tratti interessati dal problema, possono rappresentare una buona occasione per prendere il toro per le corna. Perché – come dicevamo – se non verrà risolto il problema del traffico pesante (quel traffico pesante) anche i  lavori annunciati e programmati saranno solo l’ennesima “toppa”.
m.l.
Nelle foto: un intervento di manutenzione al cavalcaferrovia, effettuato qualche anno fa e i lavori di asfaltatura in via Mazzini.
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