OGGI E DOMANI A BARCELLONA SUMMIT DELLA SINISTRA MONDIALE. SPERIAMO SIA UN PUNTO DI (RI)PARTENZA
Chi come me ha una certa età si ricorderà di quella strana cosa che veniva chiamata “L’Ulivo Mondiale“. Veltroni, Tony Blair, Clinton… doveva essere la nuova sinistra, aggiornata al terzo millennio. Si rivelò una cazzata stratosferica. Che con la sinistra aveva a che fare meno del cavolo a merenda. Per un fatto molto semplice: perché Clinton e Blair non erano certo figure di sinistra, se non molto vagamente. Veltroni che come scrittore e giornalista è bravo, da segretario e “fondatore” del Pd ha fatto più danni della grandine, ha demolito quel poco di sinistra che era sopravvissuta alla fine del Pci creando una cosa molto simile a quella famosa caramella che era un buco con la menta intorno. Solo che il Pd era un buco con niente intorno, neanche la menta c’aveva. Lui, Veltroni fece il vice di Prodi, democristianizzando tutto il baccellaio. Ed è finita come è finita. Oggi al timone del Pd c’è Elly Schlein che è meno, molto meno di Veltroni. E intorno ha poco o niente. Non un’idea, non uno straccio di progetto, non una intuizione che vada oltre il “Meloni Merda” come le scritte dei tifosi viola contro la Juve. E infatti la Juve è sempre tre gradini sopra alla Fiorentina. Il referendum del 22-23 marzo ha dato un bel colpo al governo Meloni, ma lo ha dato anche alle élite del centro sinistra che quei NO non li hanno sentiti neanche arrivare. Quei NO non sono roba loro. Sono un messaggio a Elly Schlein, a Conte, a Fratoianni e Bonelli che in 4 non fanno per uno e che alle politiche per trasformare i NO in voti dovranno sudare, e non è detto che ci riescano. Anche sulla guerra, sui genocidi, sulle violazioni del diritto internazionale nella sinistra italiana le posizioni non sono univoche e chiare. Sono variegate, come certi gelati al cioccolato che si squagliano subito e ti colano nella camicia…
Ma se in Italia la sinistra, nonostante le castronate e gli scivoloni di Giorgia Meloni, balbetta, qualcosa nel resto del mondo si muove.

A Barcellona, che è una città progressista per antomasia, si riunisce oggi e domani un “summit” dei leaders di sinistra di tutto il mondo: dal presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva al colombiano Gustavo Petro, dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa all’ex ministro svedese Stefan Lofven, alla messicana Claudia Sheinbaum. L’iniziativa l’ha convocata il premier spagnolo Pedro Sanchez, il primo che in Europa ha osato dire NO a Trump sull’Iran e non solo. Al summit in Catalogna ci sarà anche Elly Schlein.
Una kermesse pensata per unificare le posizioni e coordinare una risposta globale in risposta all’ascesa dell’estrema destra sulla scena politica internazionale, oltre che fare fronte comune contro gli attacchi sempre più duri di Donald Trump anche agli alleati. Per la segretaria del Pd italiano l’appuntamento a Barcellona è un modo per rafforzare la sua rete di rapporti internazionali e per spendere anche in patria la vicinanza a Sánchez, ormai diventato il punto di riferimento (europeo, ma anche mondiale) del progressismo. Il messaggio che parte da Barcellona, ha detto la leader dem in un’intervista a Repubblica, è innanzitutto “che il tempo delle destre nazionaliste è finito”. Un segnale che è arrivato “dall’Italia”, con la vittoria del “no” al referendum”, ed è stato “confermato poi dalla netta sconfitta di Orbán in Ungheria (…). A Barcellona diremo che un altro mondo è possibile, che noi progressisti vogliamo portare protezione, anzitutto sociale, oltre che economica. Un tema che la destra, soprattutto in Italia, ha completamente ignorato”.
Vero, solo che in Ungheria non ha vinto la sinistra, ha vinto un’altra destra rispetto a quella di Orban. Una destra forse meno “triviale”, ma decisamente allineata con le politiche belliciste dell’Unione Europea gestione Von der Leyen. Che sia migliore è tutto da dimostrare.
Però, il fatto che Elly sia a Barcellona, con Sanchez, Petro, Sheinmbaum, Lula, Lofven ecc. è positivo e fa sperare che anche il Pd cominci a ridisegnare i propri orizzonti. E non si può non notare che il pensiero progressista abbia oggi le sue punte di diamante nell’area latina e in particolare nel continente americano: Spagna, Messico, Colombia, Brasile… Ma a guardar bene anche negli Usa, nonostante il flagello Trump, una sorta di novello Attila, si stanno facendo strada modelli e idee nuove come quelle del sindaco di New York Mamdani. Ovvio però che la prima cosa che la “sinistra mondiale” deve recuperare è un pensiero e una mobilitazione contro la guerra. O meglio contro le guerre. Contro l’assuefazione al bellicismo e al sovranismo che stanno facendo strame del diritto internazionale, delle regole della convivenza pacifica. La prima cosa che deve fare è prendere le distanze non solo da Trump, ma anche da Israele che non può sentirsi Stato al di sopra di ogni legge, autorizzato a compiere ogni nefandezza in nome del proprio vittimismo. O in nome del suo Dio. La sinistra mondiale deve recuperare la capacità di ragionare laicamente e razionalmente delle cose da fare, ma con la ferma certezza che l’uso della forza non è mai la soluzione. E spesso è un boomerang. Nel 1848 Marx ed Engels nel manifesto del Partito comunista scrivevano “Proletari di tutto il mondo unitevi!” Quell’esortazione per un secolo e mezzo ha mobilitato milioni di persone…Oggi il messaggio che parte da Barcellona è un po’ meno deciso, ma è comunque una esortazione a tutti i progressisti (democratici, liberali, socialisti, comunisti, cattolici, protestanti, ebrei… ) a ritrovare un filo comune che si basi su pace, uguaglianza, libertà, pari dignità, condizioni di vita e di lavoro accettabili. Speriamo sia un punto di (ri)partenza…
m.l.









Boh, la prima impressione è quella di un minestrone senza capo né coda.
MA non si vergogna la Schlein ad essere andata in Spagna a raccontare STRONZATE e a parlare male dell’ ITALIA ?
Si è scordata di dire che se la Spagna e gli spagnoli spendono meno di noi per pagare le bollette,è perché a differenza nostra, hanno l’ energia nucleare che da noi fu osteggiata a spada tratta proprio dal PD !
Si è scordata di dire che gli italiani PAGANO molto per riscaldarsi perché gli italiani non hanno il gas russo che Sanchez importa, imperterrito,nonostante le sanzioni europee ! Sanchez ragiona,e sa ,a differenza della Schlein, che prima vengono gli interessi interni !!
La Schlein non ha capito che questo non è il modo di fare opposizione !
Porca miseria,mi scordavo,a fare l’ opposizione ci pensa la magistratura !! Lei e i suoi ,non sono minimamente in grado di fare nulla !……..solo parlare MALE del governo e,quindi,dell’ Italia e degli italiani !…….tanto che le frega,lei è SVIZZERA !!
A proposito per chi non se ne ricordasse , oggi ricorre il ” Natale di Roma che compie la bellezza di 2779 anni !!
Secondo la tradizione leggendaria, in questa data del 753 a.c. Romolo fondò sul palatino !! Dies Romana, il compleanno dell’ Urbe !!
Quindi,viva ROMA,viva l’ ITALIA!!
X Niccolo. Ti ricordo che In vita mia sono sempre andato a votare e non mi sono mai astenuto,ma di fronte a questi discorsi l’astensione è d’obbligo…si tratta di astensione dal rispondere….ed il perchè non credo sia difficile intuirlo.In genere e nella normalità le discussioni dovrebbero servire a portare elementi di confronto ed adeguamento più o meno a ciò che viene detto, ma così- dal momento che lo si fà dalle colonne di un giornale dove leggono tutti – mi sembra difficile che possano emergere motivi del discutere con un minimo sindacale di serietà.Ho sempre discusso,anche le idee che non condividevo,anzi mi ci sono arrovellato anche quasi sempre in maniera prolissa e logorroica, supponendo che la gente avesse la pazienza e la volontà di leggere le ragioni ( forse in maniera da parte mia anche presentuosa ) perchè credo che serva a chiunque legga, ma mi rendo conto che da parte mia insistere quasi caparbiamente sia alla fine una sciocchezza, perchè a nulla serve. E allora forse è meglio che ognuno resti delle proprie idee, per quanto queste si possano definire idee.Qualcuno poco tempo addietro ha scritto sulle colonne di questo giornale che non capiva perchè io ti rispondessi.Forse aveva ragione lui e sbagliava il sottoscritto, ma io non l’ho mai fatto per ragioni di pura polemica anche se così possa sembrare, ma perchè ho sempre creduto che la gente che legge sapesse e sappia valutare le ragioni di ciò che venga detto e dentro di se sappia giudicare anche se ai più non piace intervenire e restino sempre ”silenti e coperti” ( Chiusi ha questa patologia da sempre purtroppo… ) e questo riguarda un costume deleterio,una patologia che si riscontra principalmente nei cittadini abitanti al di qua del fosso-alias Chianetta- a differenza di coloro che ne sono al di là. E’ un costume storico che deriva da lontano, una abitudine a pensare diversa che affonda le sue radici nella civiltà contadina e negli ordinamenti sia del Regno di Toscana sia in quello dello stato Pontificio, per certi versi tutti e due apparati frenanti verso aspetti diversi della vita dei loro abitanti e che ancora oggi si ripercuote nonostante siamo immersi tutti nella globalizzazione di massa.Ma alla fin fine i risultati- quelli sociali soprattutto – non sono evanescenti ma si toccano con mano.Una piccola espressione di tutto questo si riflette in una diversificazione politica e soprattutto esistenziale fra comuni circonvicini per esempio di Chiusi e di Città della Pieve.Il primo in attuale degrado e l’altro in permanente ascesa social-culturale, dove esiste un sottofondo di partecipazione emotiva e realmente culturale basata sul piacere della rinascita che dura da anni per la seconda e per la prima la non partecipazione e l’abulia che porta al rifiuto, basata spesso su piccoli stati di invidia, pettegolezzo e chiusura, di iniziative che portano allo spreco plateale di soldi pubblici innalzati e considerati una risorsa,quando ancora non si è compreso che quando si imbocca il viatico della recessione vengono al pettine tutte quelle condizioni e situazioni che ieri erano esaltate e che invece oggi non si sà come fronteggiare,cose queste tipiche di quei paesi dove la subalternità alle decisioni dei vertici politici della piramide si traducono in stati di languore in attesa del peggio, perchè tentativi da parte dell’establishment politico di fare di Chiusi ancor di più un ricettacolo di deposito di scorie materiali con la recondita paura che qualcuno intervenga rizzando la testa(ma questo anche da parte non solo della politica ma anche di tutti quei settori ad essa legati fino ad arrivare alle fasce sociali legate al potere economico-finanziario ed anche religioso ). Ma ricordiamoci bene che -come dicono a Napoli – ” o pesce feta da a’ capa”….e se al pesce a’ capa non si taglia poi è tutto il pesce che prende il fetore….e così stà avvenendo, sotto lo sguardo di cittadini che non hanno il coraggio di cambiare perchè è difficile in uno stato di abulia che dura da anni avere la chiarezza di idee di sciogliere i cani….
Carocarlo,a me che qualcuno ritenga di non rispondermi non mi frega nulla,anche perché bisogna vedere chi te lo dice, e ti posso assicurare che chi lo ha detto è meno di niente !
Se tu non lo sapessi,il pensiero altrui , è una forma di democrazia. Lo dice anche la costituzione ! Quella che tanti sventolano a loro piacere,calpestandola ogni giorno !
Comunque Carlo, se vuoi rispondere fallo! Se non vuoi rispondere affari tuoi !!
Sempre democraticamente detto !!
Mi scordavo ,ieri c’è stato un bell’ esempio di democrazia ! I democraticissimi gridavano verso Fiano ,PD, e verso gli Ebrei: siete saponette mancate !!
Cazzo che democratici !! Peggio di quei delinquenti di nazisti !