24 APRILE, ARCI CORVETTO: L’ITALIA CHIAMO’ SBARCA A MILANO

lunedì 20th, aprile 2026 / 19:32
24 APRILE, ARCI CORVETTO: L’ITALIA CHIAMO’ SBARCA A MILANO
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Dopo la “prima” del 29 marzo scorso presso la sala Auser di Chiusi, il nuovo spettacolo prodotto da Primapagina, L’Italia chiamò” torna in scena. Non in zona. Ma a Milano. I garibaldini chiusini, i briganti maremmani, i ferrovieri anarchici che fecero l’Italia post unitaria e i contadini e i “profeti” visionari massacrati dall’esercito regio nelle terre di mezzo provano a conquistare il nord… insieme a quei ragazzi del ’99 che dopo Caporetto risollevarono le sorti della Grande Guerra… L’appuntamento è per venerdì prossimo, 24 aprile presso il Circolo ARCI Corvetto, lo stesso dove nel novembre 2024 presentammo “Lo Straniero”. Non è un circolo Arci qualsiasi. Lì dentro il Pd ci fa la festa provinciale de l’Unità. Il Corvetto è la zona dove proprio nei giorni in cui noi eravamo lì ad allestire Lo Straniero perse la vita un ragazzo di origini nordafricane inseguito da una pattuglia di poliziotti e caduto dallo scooter…. ed è il quartiere dove tre mesi fa un poliziotto uccise uno spacciatore, simulando di essere stato minacciato e mettendogli in mano un pistola che aveva portato lui…

E anche la data non è una data qualunque. Il 24  aprile è la vigilia del 25. E a Milano il 25 Aprile è festa grande. Perché il 25 aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo, è la liberazione di Milano. E la manifestazione che si tiene nel capoluogo lombardo è la più importante d’Italia.  Insomma data e luogo per nulla banali. Speriamo di fare bella figura.

Le storie che si raccontano ne l’Italia chiamò sono 6, quattro di queste sono ambientate in Valdichiana, in Maremma, sull’Amiata, insomma nell’Italia di mezzo, quella a cavallo tra Toscana, Umbria e Lazio. Due hanno come sfondo il nord, la ferrovia fra Padova e Bologna e proprio Milano e le trincee sul monte Tomba…  E anche il punto di partenza ideale è a Milano ed è un quadro che si trova nella Galleria di Arte Moderna, dietro al Duomo… Il quadro è “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Una massa di diseredati, di poveri cristi che avanza e si mete in marcia verso un mondo nuovo…  Ecco, i protagonisti delle sei storie de L’Italia chiamò sono persone come quelle del Quarto Stato. Vestite in quel modo. In un’Italia che somiglia molto al far west. Con cavalli, diligenze, pistole, fucili, treni che cambiano i connotati al paesaggio e accorciano le distanze, fanno nascere nuovi paesi… Un’Italia dove ci sono giovani pieni di speranze e desperados come a Tucson o a El Paso..  Dove si finisce facilmente sul patibolo o ammazzati per strada da tutori dell’ordine e sceriffi troppo zelanti…

E in effetti il racconto è un po’ un film western in cui si parla di guerre, di aneliti di libertà, di riscatto sociale e ricerca di una vita migliore, di militarismo ottuso, gattopardismo e violenza del potere…

La serata all’Arci Corvetto sarà anche l’occasione per una raccolta fondi a favore del popolo palestinese oggetto di un vero e proprio genocidio. Interverrà Kader Tamimi, responsabile dei palestinesi in Lombardia. Hanno annunciato la presenza consiglieri comunali e regionali, esponenti di comitati, associazioni e partiti politici. Un pensiero va sicuramente a Carlo Monguzzi, consigliere comunale ed esponente storico dell’ambientalismo e della sinistra milanese, scomparso di recente a 74 anni. Ci piacerebbe dedicargliela la serata del Corvetto. E anche la riflessione che sta dentro il testo de L’Italia chiamò. Io che il testo l’ho scritto glielo dedico volentieri. Non conoscevo di persona Monguzzi, ma da quello che ho letto penso proprio che era uno di noi. Uno come noi. Per generazione, idee, area di riferimento.

Prevista anche una apericena, per dare possibilità ai partecipanti di mangiare sul posto… L’inizio dello spettacolo è previsto per le 20,45

Il narratore Alessandro Lanzani e il musicista Dario Perini con la new entry Luca Tateo sono tutti e tre milanesi (o quasi), vivono a Milano o dintorni e dunque giocheranno in casa. E naturalmente daranno l’anima. Perché in casa bisogna vincere e bisogna anche far divertire il pubblico…

Per noi di primapagina rappresentare le nostre produzioni, effetti collaterali del nostro lavoro quotidiano, in una realtà come quella milanese è senza dubbio motivo di orgoglio. Tremano un po’ i polsi, ma questo ci sta e fa parte del gioco. Ci piace anche pensare che sia in qualche modo anche una forma di “promozione territoriale”, nel senso che portare a Milano e nel nord Italia storie che riguardano Chiusi, Cetona, Città della Pieve, Arcidosso o Capalbio o Sarteano, Chianciano, Moiano e Castiglione del Lago fa conoscere un po’ di più questi luoghi. Fa circolare i nomi e magari fa venire voglia di venire a visitarli…

Gli spettacoli precedenti Lo straniero e La bomba hanno visto una ventina di repliche fra Milano e hinterland e molti hanno apprezzato. Ci auguriamo che anche questo nuovo lavoro riscontri la medesima accoglienza.

Grazie in anticipo a chi vorrà essere presente e a chi nell’occasione sosterrà con un proprio contributo la comunità palestinese.

m.l.

 

 

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