CHIUSI: IL PAESE DOVE LA DESTRA C’E’, MA NON SI VEDE (E NON FAVELLA)
CHIUSI – Quello di Chiusi potrebbe essere un caso nazionale. Un caso di studio per politologi. E il “caso” in questione è l’assenza totale della destra o delle destre dalla scena politica: nessuna sede di nessun partito che fa capo alla attuale coalizione di governo. Nessun organismo. Nessun dirigente o referente ufficiale né di Fratelli d’Italia, né della Lega, né di Forza Italia. E nemmeno di Vannacci.
Eppure alle ultime elezioni politiche, tenutesi nel 2022, a Chiusi il centro destra ottenne 1.348 voti complessivi, pari al 35,1%. Non proprio bruscolini: 895 Fratelli d’Italia (23,3%), 234 la Lega (6,1%), 145 Forza Italia (3,8%) e 74 Noi Moderati (1,9%).
In 5 anni niente di niente. Alle comunali che si tennero l’anno prima, autunno 2021, il centro destra non si presentò, preferendo appoggiare la lista civica Chiusi Futura, della quale facevano parte alcune figure che avevano avuto incarichi in precedenza come Francesca Capuccini, poi risultata una delle due consigliere elette. O Luca Morelli, consigliere comunale alcuni anni prima…
Neanche l’effetto Meloni ha fatto germogliare a Chiusi una destra presente e riconoscibile. Il “trascinamento” del governo nazionale non c’è stato. Ed la cosa è strana, perché la base elettorale non è poi così irrisoria e la città di Porsenna non è più la roccaforte rossa inespugnabile che era negli anni del Pci e del Pds-Ds…
Sempre alle Politiche 2022 il centro sinistra complessivamente ottenne 2.258 voti, parti al 58,9%. Ma contando anche i 405 voti pari al 10,6% dei centristi di Renzi e Calenda. E a livello locale di Stefano Scaramelli. Senza quei voti il campo largo sarebbe oggi a 1.853 e al 48,3%, cioè sotto la soglia del 50%.
Il Comune di Chiusi è “contendibile”. Ma la destra sembra non voler approfittare di questo scenario, solo 20 anni fa impensabile. Tra l’altro non è detto che oggi o nella primavera prossima, quando si voterà per le politiche e per il Comune, il Campo Largo non sia ulteriormente “eroso”. Nel 2022 il Pd si attestò sui 1.240 voti pari al 32,3%; Avs a 141 pari al 3,7%, il M5S a 390 (10,2%), Unione Popolare (che non esiste più) a 82 (2,1%).
Fra i 1.850 voti del centro sinistra e i 1.350 del centro destra la forbice non è larghissima… La destra però non c’è. O meglio, c’è (nelle urne c’è, eccome), ma non si vede. Sta sottocoperta. E anche l’appoggio alla lista civica Chiusi Futura non è mai emerso in questi 5 anni, in maniera evidente e sostanziale. Mai un comunicato a sostegno, mai una conferenza stampa, mai un volantino. Niente di niente. 
E’ vero che anche il centro sinistra non brilla in iniziativa… e a parte il Pd, e ogni tanto i Podemos, si è visto poco o nulla fuori dalle stanze del comune. Ma almeno si sa chi sono i referenti. A destra c’è il nulla. E questo non favorisce la dialettica politica, il confronto sulle cose da fare in loco o sulle grandi questioni nazionali e internazionali che poi incidono e non poco anche sulle questioni locali.
A pochi mesi dalle elezioni il Pd non ha grande interesse a stuzzicare il fuoco e tende a tenere i toni piuttosto bassi… Ma una destra che volesse dare una spallata e conquistare il palazzo d’inverno come è successo nel 2014 e 2019 a Chianciano e nel 2019 e 2024 a Città della Pieve, l’interesse a fare un po’ di chiasso e a preparare l’assalto ce lo dovrebbe avere.
Una nuova operazione “sotto mentite spoglie” (sul tipo di Chiusi Futura) non sembra oggettivamente ripetibile. Non con quelle modalità, almeno. E quindi?
Potrebbe appoggiare una eventuale lista “decisionista” capeggiata da Bettollini? Forse sì, ma non se con Bettollini ci saranno i Podemos. Cosa che è cominciata a trapelare dopo un tete à tete fra l’ex sindaco e Luca Scaramelli, la settimana scorsa. Vedremo. Però resta il fatto, poco comprensibile, di quei 1.300 voti (almeno) che ci sono e che nessuno vuole utilizzare, lasciandoli in frigo. Che siano solo voti televisivi e da social media, buoni per sostenere Meloni, Salvini o Vannacci, ma non per provare a prendere il comune?
Come dicevamo, ci vorrebbe un politologo che ce lo spiegasse.
m.l.
Nella foto in alto (di Ilario Balestro), uno scorcio di Piazza XX Settembre a Chiusi. Sotto: le due consigliere di Chiusi Futura Lucia Lelli e Francesca Capuccini .









Sono passati 5 anni dalle ultime amministrative di Chiusi, fu una campagna elettorale improntata alla correttezza e al rispetto reciproci.
Purtroppo di quelle le scelte che determinarono le varie liste ci siamo pentiti in tanti, le mie dimissioni da capogruppo della lista Chiusi Futura furono successive al primo scontro ideologico interno; anche la lista vincitrice della tornata elettorale ha perso tutti i pezzi della coalizione, lasciando difatto l’amministrazione del paese nelle sole mani del PD.
Devo constatare ancora che il direttore Lorenzoni sottolinea un appoggio di fantasia alla lista Chiusi Futura da parte dei partiti di destra.
Un sostegno politico costituisce un marchio di fabbrica ben preciso, altro discorso è la presenza nella lista di componenti di diversa estrazione culturale ed ideologica. Questa è l’ennesima precisazione che in qualità di ex leader della lista tengo a fare, peraltro, leggendo l’articolo il direttore si risponde da solo, affermando la totale assenza di azioni di qualsivoglia partito di destra a dettare il percorso di Chiusi Futura.
Il nostro fu un tentativo di togliere democraticamente l’amministrazione del paese al solito partito, senza ricorrere al sostegno anche esterno di alcuna forza politica.
Ammetto le debolezze strutturali e organiche ma rivendico a distanza di 5 anni la bontà e la purezza del progetto.
I partiti di centro destra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Noi Moderati diedero tutti indicazione di voto per Chiusi Futura e dichiararono appoggio alle lista. All’epoca alcune figure come Francesca Capuccini, Morelli, Gliatta erano ancora identificabili come figure della destra locale. Che non presentandosi con insegne proprie diede un messaggio chiaro. Anche la lista del centro sinistra era ufficialmente “civica”, quando invece era una coalizione politica
C’era un vecchio detto una volta a Chiusi che diceva :”…chi è non lo dico ma stà davanti al Guazzini ”. E a Chiusi sapevano tutti chi stava davanti il Guazzini e come si chiamava.Chiusi è un paese strano, molto strano,e credo che il politologo ci vorrebbe per parecchi, quasi per tutti, probabilmente anche per il sottoscritto…. E questo è un paese come ce ne sono tanti nella Val di Chiana, un paese che è difficile decifrare ma da ciò che emerge dalla realtà ci vorrebbero diversi aggettivi per definirlo.Si potrebbe definire un paese sornione,autoctono nella sua sottocultura al punto che non relazioni quasi con nessuno,silenzioso ma anche pieno di invidia sociale, cosa quest’ultima tipica dei luoghi ”chiusi” e provinciali ma che ha di contrappeso un aria di vecchia signora che proviene dalla relazione di una nobiltà di natura agraria e soprattutto che conserva un etica di essere stato al centro di un polo di sviluppo fondato sull’esistenza delle vie di comunicazione e che quindi nel tempo ha assorbito e risentito di una cultura molteplice e dalle mille facce,legata anche agli avvenimenti oltre provincia ed anche ancora più lontani, e questo lo si riscontrava fino agli anni ’70 anche dagl9i stessi personaggi che non mancavano affatto e che si distinguevano da quelli dei paesi circonvicini. Attenzione, non a caso si parla sempre di ”provincia” nell’etica e nel vero senso della parola, quindi di un luogo non molto aperto alle novità ma dove è stata nel tempo presente ”la conservazione” anche se tale condizione nel passato ha girato intorno ed ha relazionato con esempi veritieri di iniziative di medio livello di natura industriale, conseguenti al fatto della presenza della ferrovia ed anche di altre vie di comunicazione a cavallo fra Umbria e Toscana,ma sempre però mostrando il carattere di ”chiusura” alle novità,che magari osservava il fiorire di un certo ” sviluppo sui generis” essendo la stazione ferroviaria di Chianciano ma che non aveva la forza della popolazione di rimboccarsi le maniche e di marciare verso uno sviluppo del tipo di quelli che ci sono stati nell’alta Toscana od anche in Emilia.Siamo quindi stati e rimasti una delle provincie più sottosviluppate della Toscana assieme a quella di Grosseto e che formano i due lati del triangolo che comprende anche il il ternano ed il viterbese, ma che sono già questi ultimi un altra cosa. La sua vocazione quindi si è venuta determinando comprendendo quella legata all’agricoltura, al cibo ed a poco altro, se non a quella del turismo archeologico e naturalistico.Anche quindi la genia della provenienza dei partiti politici che hanno governato Chiusi è stata nel tempo sia prima che dopo la seconda guerra mondiale di natura prettamente contadina con piccole e limitate propensioni ad abbracciare componenti politiche che provenivano da una piccolissima borghesia urbana fatta di artigiani e commercianti,ma la sostanza la cultura dominante era ed è stata quella contadina-quindi conservatrice per natura e non prettamente operaia- legata alla proprietà agraria su cui si è dipanata la forza numerica di quello che è stato il Partito Comunista Italiano con tutti i suoi pregi e con tutti i suoi difetti, molto ben diversa da altre aree dell’italia centrale dove anch’esso aveva la maggioranza dei voti,come l’Emilia per esempio.Tutto questo discorso credo si raccordi molto bene per spiegare quella che oggi classificherei con una aggettivazione della lingua italiana e che vorrei definire come ”abulia generale e politica” tipica di quelle componenti politiche ed anche social-culturali di coloro che quando credono che i propri bisogni siano soddisfatti possa cadere il mondo perchè si girano dall’altra parte di dove sembra che i problemi non si vedano ma che lo sanno e li capiscono ma che non ne fanno menzione spesso per non disturbare il guidatore, perchè è il guidatore che si fa distributore di beni, servizi e possibilità di accedere a tali situazioni. Tale clima che è sempre esistito a Chiusi e che quindi è ”storico” favorisce indiscutibilmente l’individualismo come centralità delle questioni ed il rifiuto della critica politica da parte della gente che tende a scansare sia impegno ma anche facoltà di critica, rifugiandosi in una situazione di estremo disinteresse delle questioni, magari criticandole dal di fuori ma non partecipando in alcun modo.In questa situazione è chiaro che un partito relativamente organizzato come è oggi il PD possa dettare legge ai suoi vicini perchè al di là dei vistosi cali eletorali subiti in loco, ha la possibilità e la facoltà di regnare non essendo impensierito in nessun caso, per nessuna problematica quando invece ci sarebbe necessità del loro contrario, portato avanti da una opposizione che riassuma il supporto della gente e che in questo caso dovrebbe essere quella che tu Marco dici che è mancata, nonostante l’impegno di due novizie che però a dire vero sono state elette non solo con i voti della destra ma anche con quelli di certa sinistra storica, almeno di coloro stanchi di questa situazione che si dipana da decadi.Questa opposizione in Consiglio Comunale formata appunto da ”due novizie” ha prodotto un lavoro inaspettato sia di ricerca sia di prospettazione sia nella qualità degli interventi ma che ha finito per non pesare nella progressione politica di quell’elettorato che tu hai detto che è presente ma che è silente e che forse ”cova sotto le ceneri” in questi tempi di governo nazionale. A tale opposizione quando si è costituita ha preso parte anche una parte di coloro che votavano sempre a sinistra,quale è stato anche il sottoscritto ma anche molti altri se si vanno ad elencare personalmente uno per uno e che si è distinta da quell’altra opposizione di ben altra natura politica, in pratica una riserva di soccorso alla maggioranza esistente e che non ha segnato nemmeno una novità nell’esistente panorama politico chiusino, già verniciato di colore bianco-rosè riferito ad Italia Viva and Co. Ltd per un certo lasso di tempo che ancora continua, ma questo già lo si sapeva vista l’aria che tirava e che sarebbe servita in caso di necessità, salvo poi la costituzione di viatici che avrebbero puntato più in alto istituzionalmente parlando e visti anche gli scornament di componenti all’interno dello stesso PD disillusi diciamolo pure da tentativi di carrierismo non ruscito. Ecco, allora ciò che si prospeta oggi ed a cui alludevi, a me non sembra una situazione idilliaca per Chiusi soprattutto per quella condizione che come una nebbia stanziale e stantia permane e comprende tutta la popolazione,dove abbiamo assistito nel passato a tentativi di costituzione di piccole fette di potere che il padrone di casa ha subito scansato contravvenendo forse a qualche promessa pre-elettorale e ricevendone poi in cambio una condizione di solitudine amministrativa e politica,che sarebbe anche opportuno chiedersi come sarebbe stata in realtà se fosse successo il contrario.Questo lo dico perchè nessuno è ”ripreso dalla piena ”come si suol dire e sia anche giusto chiederselo. Oggi allora secondo te Marco sembrerebbe diversa la cosa? Forse ancora sperata e possibilistica? Il sottoscritto pensa che sarebbe opportuno chiedersi come sempre ”per quale politica” visto il passato recente ed anche quello abbastanza più lontano, ed allora la gente di provata e sana e robusta costituzione mi sembra che
” scarseggi e la papera non galleggi”.E questa non è una situazione che vede la mia critica che potrebbe essere trattata come ingiusta e sprezzante ed anche forse un po’ presentuosa, ma ti ricordo che le cose giuste al giorno d’oggi non le fa più la politica e ne abbiamo ricevuto il segno di tutto questo ma le fanno LE PERSONE e sono proprio queste a mancare, ed ecco perchè i motivi che anche tu fai ricorrere accennandoli nel tuo post, forse anche come speranze future -vista la qualità sia dei programmi e soprattutto la disunione politica all’interno della sinistra accoppiata al fatto della ”destra esistente ma sommersa” -faccia emergere solo le forze di chi sia minimamente organizzato e che chiaramente sono insufficienti ormai per provata esperienza a far cambiare questo paese del quale ti ricordo il detto che anche tu spesso hai nominato ”Chiusi di nome e di fatto”. Sono le persone che mancano perchè anche se ci fossero e fossero meritevoli di ascolto, è il ” brodo generale” nel quale la politica è immersa che ne segna la inconcludenza, la parzialità e purtroppo anche se talvolta giustamente l stesse persone possano pensare a dei programmi sinceri, la disfatta sarebbe il risultto da attendersi e con questa quella di tutto un paese..Un paese dove tu stesso richiami e sembra che ti esalti nel dire che in occasione delle feste, del pop app per quella settimana o due di eventi appaiono mobilitati e formicolanti di vita nelle strade, ma che passati quei giorni appare come il deserto dei tartari ed a scontare il suo futuro già oggi con le notizie che si addensano sulla”ferrovia dell’alta velocità che vediamo la piega che stà prendendo come anche quella del deposito e riciclaggio di rifiuti , lo si capisce che la programmazione politica di chi ci amministra e che si trova ad essere una piccola entità senza praticamente peso nei confronti delle decisioni della Provincia e più che altro della Regione abbia destinato le nostre aree della bassa provincia di Siena allo stoccaggio e lavorazione di quei rifiuti che per un tempo sotto le precedenti amministrazioni avevano visto la risposta di quella gente che oggi appare silente. C’era un detto di Edmund Burke che una volta che dichiarava: ” Tutto ciò che è necessario al trionfo del male è che gli uomini- quelli supposti di bene – non facciano nulla”.Girando lo sguardo intorno non mi sembrerebbe di essere tanto menagramo….anche perchè fin’ora proprio che sia stato smentito dagli eventi non mi sembrerebbe…
Credevo di aver pubblicato un brevissimo messaggio che non vedo. Per me un possibile ritorno di Bettollini è un incubo.
il commento compare sotto altro articolo (quello sull’incontro Bettollini-Luca Scaramelli)
X Paolo Scattoni. Io le tue due righe di intervento le ho lette da ieri ma adesso non le vedo pubblicate.